Attualità e Mercato

pubblicato il 31 gennaio 2011

Yamaha chiuderà gli stabilimenti spagnoli

La produzione europea concentrata in Francia

Yamaha chiuderà gli stabilimenti spagnoli

La notizia arriva dalla rubrica economica del quotidiano spagnolo El Paìs, che la scorsa settimana ha scritto che la Casa giapponese avrebbe deciso di chiudere lo stabilimento nei dintorni di Barcellona di Palau Solita i Plegamans.
La fabbrica, a pochi chilometri dal noto circuito di Montmelò, dà attualmente lavoro a oltre 430 dipendenti. Yamaha non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, quindi la parola è passata a Francesc Xavier Mena, Ministro del Dipartimento Empresa y Ocupación spagnolo che ha dichiarato: "La multinazionale giapponese ha ventilato la chiusura dello stabilimento, citando come causa il calo delle vendite in Europa". Mena ha detto che quando si è insediato, sapeva già che la Yamaha stava pianificando una riorganizzazione della sua produzione europea. Ha spiegato che la società ha deciso di spostare tutta la produzione negli impianti vicino a Parigi, della ex MBK, solo per ragioni aziendali e che ciò non ha ha nulla a che fare con la produttività e la competitività.

La riduzione delle attività nello stabilimento catalano inizierà a giugno di quest'anno, per chiudere, presumibilmente a fine 2011.
In questi giorni la Yamaha ha riferito ai sindacati locali e la collaborazione tra Azienda e il Dipartimento catalano sarà volta a salvaguardare l’occupazione dei dipendenti. E’ stata prospettata una possibilità di trasferimento in Francia per circa cento dipendenti che vorranno farlo, nonché un piano di prepensionamento per i lavoratori più anziani. Oltre a ciò, Mena ha dichiarato che "Siamo in trattative con altre aziende nella stessa area, che hanno aumentato la loro produzione, per valutare la possibilità di reimpiego per gli operai".

La chiusura dello stabilimento spagnolo di Yamaha arriva a solo un anno e mezzo dalla chiusura della fabbrica di Gerno di Lesmo che ha causato tante polemiche in Italia.
Indubbiamente questa notizia non fa che confermare il momento di crisi che le Aziende nipponiche stanno attraversando, a causa della crisi mondiale ma anche per via della situazione economica che sfavorisce moltissimo lo Yen sui mercati finanziari. Negli anni a venire ci si dovrà, probabilmente, riparametrare su volumi produttivi decisamente più esigui del passato e, a meno di clamorose riprese dei mercati, le Case giapponesi non torneranno a produrre in Europa in futuro.
Una sola domanda ci poniamo: assodato che i segmenti premium saranno sempre più appannaggio dei brand europei, sapranno le "quattro sorelle" difendersi nei segmenti a loro congeniali, dagli attacchi che vengono sempre più mossi loro dalle aggressive aziende produttrici del sud est asiatico?

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Attualità e Mercato , lavoro


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