Attualità e Mercato

pubblicato il 17 gennaio 2011

Quando il motociclista diventa invisibile

Milano: un'auto fa inversione di marcia e uccide un trentenne

Quando il motociclista diventa invisibile

Il terrificante scontro fra moto e auto è avvenuto sabato mattina in corso Venezia, centralissima via di Milano. La dinamica esatta dell’incidente non è ancora del tutto chiara. Secondo una ricostruzione, un motociclista (a poca distanza da piazza San Babila) su una Kawasaki si stava indirizzando verso piazza Oberdan, quando all’improvviso una macchina (una Peugeot) - che procedeva in senso contrario rispetto alla moto - ha effettuato un’inversione di marcia. Stando a un’altra ricostruzione, i due veicoli (con l’auto davanti) procedevano nella stessa direzione, quando la vettura ha fatto inversione. Comunque, il motociclista (il trentenne Marco F.) non ha avuto tempo per reagire né spazio per frenare: dopo l’impatto, è stato sbalzato di sella, morendo all’istante.

INTUIRE, SE POSSIBILE
Non è certo la prima volta che una manovra repentina e azzardata di un’auto causa un incidente grave, o addirittura mortale, coinvolgendo un motociclista o uno scooterista. Che chissà perché diventano invisibili agli occhi di altri guidatori. Di sicuro, non esiste una soluzione per prevenire il problema: lì dove possibile (a volte non lo è), chi va in moto deve cercare di intuire le mosse degli altri guidatori , siano questi in macchina, in autobus, o in moto a loro volta. Purtroppo le città (non solo Milano), fra buche e comportamenti scorretti, diventano sempre più pericolose: dai crateri nell’asfalto al veicolo che si sposta d’improvviso senza freccia, fino al guidatore in sosta che apre la portiera senza sincerarsi dell’arrivo di una moto. Per non parlare delle macchine che chiudono in curva, dei pedoni che attraversano col semaforo rosso e dei ciclisti svagati che guidano col telefonino in mano.

NO ALLA "GUERRIGLIA"
Non è il caso di parlare di "guerriglia urbana" fra automobilisti e motociclisti (fra cui si annidano comunque mele marce); ma servirebbe una maggiore collaborazione in strada. E in ogni caso, la presenza ossessiva del Grande Fratello, con telecamere che multano a ripetizione, non serve a migliorare la sicurezza stradale: gli occhi di un Vigile avrebbero un maggiore potere deterrente. Anche se così gli incassi per le amministrazioni locali calano…


Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada , incidenti


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