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pubblicato il 9 gennaio 2011

Dakar 2011: il punto della situazione

A metà gara conduce Marc Coma. Piñera fa visita al bivacco

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Prima di fare il punto della situazione, facciamo una rettifica. La vittoria dell’ultima tappa, la numero sei, la Iquique – Arica, è stata aggiudicata a Rodrigues. Ruben Faria infatti è stato sottoposto a una sanzione dai commissari. Non è stato dunque il più veloce, perché il portoghese a un rifornimento non ha rispettato lo stop dei 15 minuti previsti dal regolamento. E’ rimasto fermo solo per 9’13", e dunque gli sono stati aggiunti 4’47" totali. Perde la vittoria dunque, che va al connazionale Helder Rodrigues, e scivola in 3° posizione di tappa.

IL RIPOSO… DEI GUERRIERI
Sabato, ovvero riposo. I guerrieri del deserto possono tirare un filo di respiro nel bivacco a Arica. Tutti fanno un controllo straordinario sulla moto, qualcuno cambia il motore (uno dei tre disponibili da poter usare per regolamento) o lo smonta per controllarlo da cima a fondo (anche questa operazione è considerata "un cambio" motore. Basta infatti semplicemente togliere il motore dal telaio perché così sia classificato. Assurdo, se pensiamo che alcuni motori per essere sottoposti a manutenzione ordinaria – per questo tipo di gare – devono essere smontati).
Gli ufficiali hanno più meccanici, i privati si rimboccano le maniche e via di chiavi inglesi!
Si riposa, si dorme un po’, qualcuno si fa curare qualche piccola ferita causata dalla sabbia che entra ovunque, o dal sudore, tutte cose che irritano la pelle e a lungo andare sono più che fastidiose.
Si controlla l’attrezzatura, certi cercano il punto dove prende meglio la linea, per parlare con la rispettiva dolce metà e/o figli. Momenti dolci, perché anche questi guerrieri, hanno un cuore.

IL PRESIDENTE CILENO IN VISITA AL BIVACCO
Il Presidente della Repubblica del Cile (in carica dal marzo scorso), Sebastián Piñera, ha dedicato parte della sua giornata al bivacco Arica. Accompagnato da Etienne Lavigne, il rally raid Managing Director, ha trascorso del tempo, prima con il Team Volkswagen e successivamente ha insistito per salutare tutti e soprattutto ciascun cileno. Autisti, piloti e team iscritti alla Dakar, tutti! Il presidente cileno ha ribadito il sostegno del suo paese a un evento che porta con sé valori così grandi: "Accolgo con favore l'esempio di sportività che i contendenti danno ai nostri 17 milioni di cileni", ha detto il presidente, tra le altre cose. Al termine della visita del Presidente, Etienne Lavigne ha consegnato - a nome di ASO - un assegno di 157.000 dollari per il "techo para mi pais" Foundation. Dal 2009 la donazione annuale della ASO ha permesso di costruire circa 450 abitazioni di emergenza per le famiglie in difficoltà. Un gesto nobile.
"Mi ha fatto molto piacere la visita del Presidente Piñera. – ha dichiarato Francisco Lopez – Mi ha fatto molte domande su quanti chilometri facciamo, come dormiamo, come mangiamo, quali sono le difficoltà di una gara come la Dakar. E’ un vero appassionato di motori ed è voluto salire sulla mia moto. Spero di poter dedicare a lui e a tutto il Cile una vittoria di tappa".

LE COSE POSSONO CAMBIARE
Siamo giunti al giro di boa. La situazione alla fine dei conti, non è poi così definita e stabile, anzi, tutto può essere rimesso in gioco. Del resto è il bello delle gare, ancor più di questo tipo di competizioni, dove non è come in pista dove basta la costanza, oltre alla bravura naturalmente; e se il mezzo meccanico e i pneumatici "resistono", le cose cambiano di poco. Dakar è soprattutto imprevisti, perché bucare una gomma è sì pura sfiga, ma è anche qualcosa che può avvenire con facilità rispetto alla strada. Una pietra può bucare un serbatoio come a Alessandro Zanotti alla sua Aprilia (terza e quarta tappa), può bucare un radiatore…
E poi la cosa che può cambiare di più la situazione, è la navigazione. Leggere la nota sbagliata è, se ti va bene, come "cannare" l’uscita autostradale, perdi minuti su minuti. In soldoni, una nota mal interpretata significa perdere la tappa, e accumulare ritardo, perché prima di capire che si è fuoristrada (non solo oggettivamente), passa tempo. Bisogna poi ritornare indietro, capire il punto dove si è perso l’orientamento, e da lì riprendere a interpretare le note del road-book.
Tutto questo per dire, che anche se sei primo, puoi anche arrivare ultimo!

COMA PRIMO, MA E’ SOLO META’ GARA
Il discorso fatto poc’anzi, è valido per i primi piloti in classifica, perché difficilmente chi ha 60/90 minuti di ritardo riuscirà a vincere (ma chi può dirlo?!?).
Forse Marc Coma, non starà pensando a questo. Quello che però è sicuro fino a questo momento, è che lo spagnolo del KTM MRW Rally Factory Team è primo, con un totale di 22 ore 40 minuti e 20 secondi. Ha vinto solo due speciali in totale, ma è ripagato dalla costanza. Secondo, anch’egli con due vittorie di tappa in tasca, è il francese Cyril Despres del Team Red Bull KTM, con un ritardo sullo spagnolo di 8’48", e quindi comunque candidato alla vittoria.

TERZA POSIZIONE: LOTTA APERTA!
Passiamo alle posizioni "meno importanti", coloro che remano forse più di tanti altri e che lottano per la terza e la quarta posizione. Attualmente terzo è Francisco "Chaleco" Lopez, con il Team Giofil Aprilia, costante, ma che quest’anno proprio non riesce a spiccare, nonostante una moto a punto e matura. Ci si aspettava qualcosa di più soprattutto sul deserto, dove la potenza del bicilindrico fa la differenza, e nelle speciali veloci, dove questo schema di propulsore può spingere a velocità superiori. Per il cileno dunque, un ritardo di 22’12", non moltissimo, ma difficilmente recuperabile visto quanto gas danno i due alfieri della Casa di Mattighofen.
Quarto è Helder Rodrigues su Yamaha, che ha in tasca una tappa, la sesta, e si sta rivelando una discreta sorpresa. Il portoghese è a 27’32" da Coma, e a soli 5 secondi da "Chaleco". Dietro il portoghese, il compaesano Ruben Faria. Due tappe "vinte", e poi… perse, durante la serata quando i commissari hanno fatto i conti. La prima, dove ha superato il limite di velocità in un tratto controllato, e l’ultima, dove come accennato sopra non ha rispettato i minuti di stop. I punti patente gli rimangono, ma i minuti di penalità… aumentano!

Andando avanti troviamo distacchi maggiori, rispettivamente Jordi Viladoms dello storico Team Yamaha Racing France Ipone (e compagno di Rodrigues) al sesto posto con 49’30", l’americano Jonah Street su Yamaha a 57’36" e settimo Frans Veroheven, il miglior BMWista con un ritardo di 1 ora 1’50".

GLI ITALIANI: "CHE DOLORES"!
Scherziamo in uno spagnolo più che maccheronico, ma in effetti andiamo maluccio. Il migliore è Alessandro Zanotti del Team Giofil Aprilia, 47°, e seguono Filippo Ciotti 62° con Rieju, e Ivan Boano 82° con il Team Beta Boano Rally Sport.
Una situazione difficile quella dei nostri ragazzi, dalla quale non se ne verrà fuori. Delle "sabbie mobili" che possono concedere al massimo di entrare nella top 40, ma non di più. Un vero peccato…

FEMMINILE: E’SEMPRE SEEL IN TESTA
Se pensate di vedere le donne nelle ultime posizioni, beh, vi sbagliate! Saranno contente le lettrici, perché Annie Seel, Campionessa in carica, sta dando del filo da torcere a molti maschietti, e questo fa piacere, perché le donne non hanno nulla da temere. Annie e la sua KTM del team Meca System-Sweden Challenge sono ad un ottimo 38° posto! Sarà quasi impossibile rientrare nella top 30, perché c’è una differenza di quasi un’ora.
Seconda è Mirjam Pol, su Honda del Team Honda Europe in 89° posizione, mentre Christina Meier è terza, con la sua Sherco, 91° nella generale.
Quarta è la nostra Silvia Giannetti, 95° nella generale con la sua KTM del team Maremma Riders.

ULTIM’ORA: CAMBIO PER LA 7° SPECIALE
La Personal Dakar Argentina Cile sicuramente è stata progettata come una gara dura, ma la prossima settimana sarà la più difficile. Viste le precedenti due tappe, molto difficili e che hanno costretto molti piloti a raggiungere il bivacco ad Arica nel giorno di riposo, la direzione di gara ha deciso di iniziare la seconda settimana di gara, eliminando la seconda parte della speciale tra Arica e Antofagasta. Non ci sarà problema alcuno sotto il profilo della gara, dato che questa mossa è stata progettata prima di iniziare la gara, proprio perché la ASO sospettava un alto numero di piloti in difficoltà.

CLASSIFICA GENERALE
1, Marc Coma, Spain, KTM, 22:40:20
2, Cyril Despres, Andorra, KTM, at 8:48
3, Francisco (Chaleco) Lopez, Chile, Aprilia, 22:12
4, Helder Rodrigues, Portugal, Yamaha, at 27:35
5, Ruben Faria, Portugal, KTM at 33:54
6, Jordi Viladoms, Spain, Yamaha, at 49:30
7, Jonah Street, Usa, Yamaha, at 57:36
8, Frans Verhoeven, Belgio, BMW at 01:01:50
9, Juan Pedrero, Spain, KTM at 01:02:13
10, Stefan Svitko, Slovakia, KTM at 01:09:20

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Autore: Fabio Caliendo

Tag: Sport , monocilindriche , enduro , fuoristrada , dakar , piloti , personaggi famosi


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