Attualità e Mercato

pubblicato il 17 dicembre 2010

Ducati, uno stabilimento in Thailandia

Sarà ancora "made in... Italia"?

Ducati, uno stabilimento in Thailandia

Ducati procede con la sua opera di espansione, e se state pensando a un rimodernamento della fabbrica a Borgo Panigale, o un ulteriore stabilimento per la produzione in Italia, beh, siete fuori strada come una Superbike sulla ghiaia in esterno curva!
Produrre all’estero conviene, come conviene assemblare del resto. E dove se non in Asia? Cina? No! Taiwan? No! La risposta è Thailandia.

Ducati Motor Holding apre dunque uno stabilimento in Thailandia, dove verranno assemblate le moto riservate al mercato orientale, naturalmente per pagare meno tasse doganali. Una manovra intelligente, che segna un passo verso l’espansione, ma necessaria visto l'ormai ben noto cambiamento degli scenari commerciali.
Ducati non ha mai fatto segreto del fatto che, siccome i mercati tradizionali nel vecchio e nuovo continente ristagnano, sia necessario rivolgersi a nuove piazze emergenti per salvare le vendite.
Molti di questi mercati sono nel sud est asiatico, a dispetto di quanto si possa pensare, ma il problema è che per importare prodotti europei è obbligatorio versare dazi elevatissimi il che automaticamente squalificherebbe il prodotto italiano.
E' così, quindi, che Ducati ha deciso di impiantare uno stabilimento di assemblaggio in Thailandia.

Ovvie le polemiche da parte degli operai di Borgo Panigale, preoccupati che si possa sottrarre lavoro a loro, subito rassicurati dalle autorità dell'Emilia Romagna, nella persona dell'Assessore Regionale alle Attività Produttive Giancarlo Muzzarelli, che durante un incontro in Viale Aldo Moro (dove era presente anche Gabriele Del Torchio), ha così rassicurato: "E’ stato confermato l'impegno ad andare avanti con il nuovo stabilimento di fronte ai cambiamenti del mercato, si è affrontato con concretezza e realismo la situazione".

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Attualità e Mercato , mercato , lavoro


Top