Attualità e Mercato

pubblicato il 16 dicembre 2010

Multa: il "falso" nonno in moto costa caro

Chi dichiara il falso alla Polizia rischia una condanna penale

Multa: il "falso" nonno in moto costa caro

Chi "bara" sull’identità del guidatore rischia grosso: ne è arrivata una recente conferma. Ma andiamo per gradi. Questo è noto: il proprietario della moto pizzicata dal Tutor (misura la velocità media) o dall’autovelox (misura la velocità istantanea) che riceve a casa una multa per eccesso di velocità col taglio di punti della patente (o la sospensione della stessa) deve anzitutto pagare la sanzione. Inoltre, è tenuto a dichiarare alla Polizia il nome dell’effettivo trasgressore: chi guidava la moto al momento dell’infrazione. Se il proprietario comunica i dati del conducente, a questi verranno tolti i punti della licenza (o verrà sospesa la stessa); in caso di silenzio, lo stesso proprietario verserà una sanzione supplementare di 263 euro. Anche questa norma è conosciuta. Ma forse, visti i casi degli ultimi mesi, non tutti sanno che dichiarare il falso è un reato, perseguibile dalla magistratura. Ossia indicare un’altra persona alla guida della moto (o dell'automobile) al momento dell’infrazione (anche se era il proprietario stesso a essere in sella) viene punito per legge.

L’85ENNE A TUTTO GAS
È già successo in passato che il proprietario di una moto indicasse il falso (di proposito, e non per mancanza di memoria o per errore) alla Polizia: in Toscana, un paio di anni fa, un 20enne aveva comunicato i dati della nonna 70enne alla guida del mezzo. Insospettiti dalla segnalazione, gli agenti - grazie anche alla foto - sono risaliti al giovane, incolpato di aver dichiarato il falso. Ma nei giorni scorsi, un centauro s’è spinto più in là. Beccato da un autovelox a 100 km/h in Romagna, ha sostenuto che fosse addirittura il nonno 85enne alla guida del veicolo. Al che, la Polizia, grazie alla foto della macchinetta automatica, ha facilmente scoperto il trucco. Anche perché il povero nonno era ricoverato in precarie condizioni in ospedale, al momento dell’infrazione del ragazzo.

È SCORRETTO
Indicare una terza persona estranea ai fatti è un comportamento scorretto, nonché un reato. E se una "furbata" del genere - da condannare - può forse funzionare quando il veicolo fotografato è un’auto, diviene davvero difficile nel caso in cui si tratti di una moto o di uno scooter: le foto (e il rilievo della velocità) spesso sono eloquenti e consentono di scartare l’ipotesi che in sella ci fosse un anziano. Se proprio non si vuole perdere punti della patente, e non ci si ricorda chi guidava la moto, al massimo è meglio versare la sanzione supplementare di 263 euro.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada


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