Attualità e Mercato

pubblicato il 12 dicembre 2010

Yamaha Motor Italia: nuovo incontro con i sindacati

Presentata un'offerta per favorire il rinnovo della CIGS

Yamaha Motor Italia: nuovo incontro con i sindacati

Come ormai sappiamo bene, la Yamaha Motor Europe a fine 2009 ha messo in atto una riorganizzazione delle sue attività in Europa, mirata a ridurre i costi della produzione per fronteggiare l’andamento negativo del mercato mondiale. Nell’ambito di questa riorganizzazione è stato deciso di consolidare in altri impianti europei la linea di assemblaggio di due modelli (MT-03 e Ténéré 660) che veniva effettuata a Gerno di Lesmo, mantenendo in Italia l’attività di marketing e vendita dei propri prodotti e servizi, l’assistenza, il centro ricerche e sviluppo europeo ed i team che corrono nei Campionati MotoGp e SBK.

GLI OPERAI SUL TETTO
La cessazione dell’attività di assemblaggio dei due modelli in Italia aveva comportato l’esubero di 47 addetti alla produzione e di 18 impiegati amministrativi. All’epoca, la Yamaha Motor Italia offrì ai dipendenti lasciati a casa, dialogando con le organizzazioni sindacali, un’integrazione economica all’indennità di mobilità. La sua esatta entità non è nota, ma si parlava di un complessivo di circa due anni di stipendio.
Come ormai noto, le maestranze non furono d’accordo con la proposta Yamaha e manifestarono a lungo accampati sul tetto e davanti alla fabbrica di Gerno di Lesmo.
Ciò aveva infine portato la Yamaha Motor Italia ad accondiscendere alla richiesta sindacale di percorrere la strada della CIGS e, con la firma dell’accordo presso il Ministero del Lavoro con le organizzazioni sindacali, il 7 gennaio di quest’anno si è impegnata a richiedere la Cassa Integrazione per 12 mesi, rinnovabili per altri 12, per i 47 addetti alla produzione e per 12 mesi per i 18 impiegati del settore commercio. Nell’ambito dell’accordo l’azienda si è impegnata anche a mettere in atto una serie di strumenti per gestire gli esuberi, fra cui il ricorso all’outplacement e la predisposizione di percorsi formativi e di riqualificazione mirati a favorire la ricerca di nuove opportunità occupazionali per i lavoratori coinvolti.

SENZA 30% NIENTE RINNOVO
Gli accordi stabiliti con i sindacati prevedevano, per i 47 lavoratori del settore industria, il vincolo di almeno un 30% di ricollocamenti entro il primo anno di cassa per poter accedere al secondo anno. Purtroppo tale soglia al momento non è stata raggiunta e non sussisterebbero quindi le condizioni poste dal Ministero del Lavoro perché Yamaha possa richiedere il secondo anno di CIGS.
La Yamaha, a questo punto, durante un incontro avvenuto venerdì scorso presso la sede Confindustria di Monza e Brianza, ha formulato una nuova proposta economica per incentivare i lavoratori stessi a raggiungere il numero minimo di ricollocamenti richiesti.
Non è stata dichiarata l’entità di questa nuova proposta, né i suoi dettagli operativi, quindi ci riproponiamo di effettuare ulteriori indagini.
Nel frattempo ci farebbe piacere sentire anche la voce dei sindacati e dei cassintegrati.


Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Attualità e Mercato , lavoro


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