Attualità e Mercato

pubblicato il 10 novembre 2010

Incidenti: in difesa di chi va in moto

In un anno, meno di 1.400 centauri morti: un miracolo, viste le condizioni delle strade

Incidenti: in difesa di chi va in moto

In Italia, dal 2000 al 2008 (ultimi dati Istat disponibili), i morti sulle strade sono scesi da 7.000 a 4.731 con un calo del 33%. Invece, non in linea con questi dati, è il numero delle vittime fra chi sceglie le due ruote (moto, scooter, cinquantino): 1.378 morti nel 2000, 1.380 nel 2008. Negli anni di mezzo, picchi di 1.500 vittime.

NON È UNO SCANDALO
Con questo articolo intendiamo fare… "prevenzione". Sappiamo già che in tanti si scandalizzeranno dando addosso a chi va in moto, accusandolo di non rispettare il Codice della Strada. Una generalizzazione inaccettabile. Il ragionamento di costoro è che, come sono calati gli incidenti in generale, debbano scendere anche quelli delle due ruote. Secondo OmniMoto.it, al contrario, siamo in presenza di un miracolo: morti non aumentano. Eppure la vita dello scooterista e del motociclista è sempre più dura, con l’asfalto rovinato, le strade piene di buche se non di voragini, binari del tram che spuntano da tutte le parti, tombini che sono trappole mortali, dossi che fanno da trampolino verso l’ignoto, strisce pedonali con strane plastiche che fanno scivolare. Stendiamo un velo pietoso sui guardrail che non vedono l’ora di tagliare in due chi ci cade sopra. E poi ci sono pedoni e ciclisti che non rispettano il Codice della strada, sbucando d’improvviso, magari col cellulare in mano.

MELE MARCE
Certo, poi esistono le mele marce. Motociclisti con la guida aggressiva, scooteristi in giro senza casco (specie al Sud Italia), senza parlare di chi effettua sorpassi azzardati e va oltre i limiti di velocità. Ma chi va su due ruote si trova ogni giorno in una giungla di traffico, con mezzi pubblici obsoleti e strade da Africa nera.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , incidenti


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