Abbigliamento

pubblicato il 4 novembre 2010

AGV a EICMA 2010

Tutta la gamma 2011 esposta a Milano

AGV a EICMA 2010
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Con Standards, il casco è progettato intorno alla testa Standards, altresì detto "Progetto AG 400", non è altro che un’innovazione di processo che va a stravolgere il classico metodo di progettazione del casco presentato ad EICMA 2010. L’obiettivo è quello di migliorare la protezione, l’ergonomia, il comfort, l’affidabilità e l’impatto ambientale. In sostanza, un casco che ha l’interno su misura grazie ad un sistema che vedremo in seguito.

Una volta che si hanno le misure della circonferenza della testa, non significa avere la misura precisa di tanti altri punti del cranio, anzi.
Grazie alla scansione del capo, AGV Standards riesce a dare vita ad un database delle misure della testa ed i relativi indici antropometrici.
In sostanza il progetto del casco inizia sulla base della rappresentazione del capo del pilota o degli indici morfologici. Successivamente alla rilevazione delle forme del cranio, viene definita la struttura interna per l’assorbimento dell’urto, ed in secondo luogo la calotta esterna nelle forme e nella stratificazione, fino ad ottenere una rappresentazione digitale del casco.
Testimonial d’eccezione, ma anche il primo ad utilizzare questa tecnologia, è stato Valentino Rossi. Naturalmente il Dottore ancora utilizza questa tipologia di caschi.
Invece di progettare a partire dalla calotta esterna, AGV Standards parte dalla testa. E lo fa traducendo in digitale le forme della testa del pilota tramite una scansione laser. In questo modo viene dunque introdotta la tecnologia di progettazione basata sulla metodologia CAE/CAD.

PIU’ SICUREZZA
Una volta riprodotto in tutte le sue parti mediante un modello matematico, il casco, consente l’effettuazione dell’analisi FEM (Analisi agli Elementi finiti), una procedura che simula al computer una serie di crash test che riproducono non solo i test di omologazione ma anche prove secondo i più severi standard dell’azienda. L’analisi FEM con i suoi risultati farà capire se la struttura del casco dovrà essere modificata per ottenere le prestazioni richieste da AGV Standards.
Questi i requisiti minimi in termini di capacità protettiva: m/s2 Accelerazione, HIC= indice di rischio traumi al cervello collegato alle accelerazioni e Rad/s2= indice di accelerazione rotazionale (misura il rischio di traumi dovuti ad impatti tangenziali rispetto alla superficie di impatto).
Per i test AGV collabora con il Royal Institute Technology (KTH), Division of Neuronic di Stoccolma, il MIPS AB di Stoccolma e l’Università di Padova.

MIGLIOR CONFORT ED ERGONOMIA
Compiuta la rappresentazione virtuale, si passa alla realizzazione di un prototipo in resina. Con questi è possibile eseguire la successiva serie di test legati a comodità ed ergonomia e di apportare eventuali messe a punto estetico/funzionali. Il casco è testato naturalmente in galleria del vento, e proprio qui vengono verificati il Cx (Coefficiente di penetrazione aerodinamica), i Db (Decibel), l’Δt (Scambio termico-ventilazione), la verifica degli scuotimenti (buffeting) indotti dalla turbolenze attorno al casco alle diverse velocità (frequenza di buffeting MHz) e la verifica della pressione verticale (deportanza) esercitata dal casco sul collo del pilota. (Newton).
I primi prototipi del casco sono sottoposti a prove di ergonomia di tre tipi: la prova di validazione strumentale, con uno strumento in grado di verificare il livello di pressione esercitato dal casco su diverse aree della testa del pilota, le prove statiche di calzata, assetto e visibilità e le prove dinamiche (dopo i test di validazione in laboratorio).
I caschi poi sono sottoposti a test con macchinari interni per verificarne la resistenza. Come se non bastasse però, si è pensato anche all’ambiente, visto che sono stati scelti materiali di fibre naturali e matrici termoplastiche compatibili con l’ambiente.

MICROCHIP
Ogni casco è poi dotato di un codice di identificazione che consente di seguirne il percorso e di conoscerne tutte le varie caratteristiche.
Questo significa che al momento di cambiare casco, grazie al microchip si conosceranno già i "dati" della conformazione del cranio del pilota.

Ancora una volta, la tecnologia italiana si dimostra superiore a tutti. Questo sistema alza di una spanna il livello dei diretti competitors. Tecnologia e passione, mettetevelo bene… in testa.

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Abbigliamento , accessori , caschi , sicurezza


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