Interviste

pubblicato il 27 ottobre 2010

La Kawasaki in un mercato che cambia

Intervista a Sergio Vicarelli, Marketing Manager della Casa di Akashi

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Siamo in Spagna, a Marbella. In attesa di provare la nuova Kawasaki Z1000 SX approfittiamo della presenza del dott. Sergio Vicarelli, Marketing Manager della Kawasaki Motors Europe N.V. Italian Branch, per un rapido scambio di opinioni e chiedere al dottor Vicarelli quali saranno le strategie di Kawasaki nel futuro.

Dott. Vicarelli, può farci un bilancio della stagione 2010 di Kawasaki in Italia e darci qualche ipotesi sul 2011?
L’anno 2010 è stato difficile per tutti e anche per noi. La Kawasaki si è difesa molto bene in alcuni segmenti nei quali era ed è rimasta leader, ma l’andamento del mercato ha fatto registrare un calo generale dei volumi. Ciò non ci fa chiudere l’anno in positivo ma siamo ottimisti perché si intravvedono segnali di ripresa. Come vedete la Kawasaki ha, nonostante tutto, presentato ben cinque modelli nuovi, per stimolare il mercato e la richiesta del consumatore. Si noti che solo uno di essi, la ZX-10R, va a sostituire un modello preesistente, mentre gli altri quattro si inseriscono in segmenti per noi scoperti.

In questi giorni si fa un gran parlare di incentivi, visto che il Ministero per lo sviluppo economico li ha rimessi a disposizione da qui a fine anno. Honda, Yamaha, Ducati, BMW e Piaggio hanno risposto aumentando lo sconto di tasca propria, lei non pensa che questa manovra potrebbe finire per deprimere ulteriormente i conti delle aziende, visto che non è garantito che possa portare automaticamente un vantaggio? Cosa farà Kawasaki?
Gli incentivi sono sempre un’arma a doppio taglio, specialmente quando vengono pensati male come quest’anno. Hanno generato tanta aspettativa nel mercato, quando sono partiti sono terminati nel giro di due settimane creando una confusione incredibile. I fondi disponibili ora sono un po’ più alti ma arrivano in un periodo sfortunato e, inoltre, sono aperti a tantissimi settori merceologici, creando una vera e propria corsa all’accaparramento che non fa bene.
Kawasaki ha una gamma che si presta molto bene a questo tipo di incentivo, ma non vogliamo drogare il mercato perché si rischia di alterare la percezione del valore da parte del consumatore che a distanza di una settimana si trova davanti a un prezzo di mercato che oscilla, perdendo ulteriore fiducia verso l’acquisto.


Parlando della nuova Kawasaki Z1000 SX: in questo periodo stiamo assistendo ad un generale cambiamento di vedute nelle linee di prodotto delle Case, e la SX è figlia di questo fenomeno. Quali sono i suoi punti forti?
La Z 1000 SX nasce da un’idea di un differente posizionamento di marketing, che viene dalla consapevolezza che il segmento delle naked è ormai giunto a completa maturazione e, di conseguenza, verso il declino. Tutti i motociclisti ormai hanno avuto esperienza su una nuda e si stanno dirigendo verso altri segmenti di mercato. Abbiamo individuato una necessità di una moto turistica a medio raggio, che possa avere le caratteristiche di sportività e appeal di una naked, ma ci associ una posizione di guida comoda, una protettività elevata e la possibilità di viaggiare in coppia caricando un bagaglio. Abbiamo notato che le moto della concorrenza hanno sì buone caratteristiche, ma hanno poco appeal, poca personalità. Noi abbiamo cercato di fare una vera Kawasaki che abbia grossi contenuti a livello di design e penso che la Z 1000 SX sia davvero ben riuscita. Questa moto non vuole competere solo con la rivale diretta che è la Yamaha Fazer, ma anche con la Honda CBF 1000, la Suzuki Bandit, la Triumph Sprint ST e molte altre.

Visti i grandi cambiamenti del mercato odierno, quale potrà essere la linea guida che ispirerà i futuri modelli Kawasaki? Le supersportive avranno ancora senso?
Se guardiamo a medio termine, penso che il mercato a cui siamo abituati oggi non esisterà più, ci saranno stravolgimenti tali e tanti che ciò che oggi conosciamo non sarà più valido. In un’ottica a breve periodo penso che arriveranno novità dettate sia da esigenze tecnico/normative, si pensi solo che nel 2014 entrerà in vigore la norma Euro 4 e che nel 2017 le moto dovranno avere tutte l’ABS, sia da mutamenti naturali dei gusti dei clienti.
Non mi permetto di fare una previsione, però vi ricordo che tutti i periodi di crisi, una volta terminati, hanno portato a grandi cambiamenti. Ricordiamo tutti che negli anni ‘80 le Enduro monocilindriche spadroneggiavano, poi ci fu un momento di crisi e quando il mercato ripartì, di queste moto non rimase traccia. Poi ci fu il boom delle 125 a cui è seguito un calo del settore, che ha portato alla sparizione di quelle moto. Detto ciò è probabile che quando usciremo da questa crisi, i segmenti che la fanno da padrone oggi non saranno che un ricordo sbiadito.

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Interviste , mercato , anticipazioni , interviste , eicma 2010


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