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pubblicato il 21 ottobre 2010

Ducati 1198 SP: Quick Shifter

La prova in pista della nuova Ducati dotata di cambio elettronico

Ducati 1198 SP: Quick Shifter
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Durante il test a Imola, dedicato alla 848 Evo, la Ducati ci ha dato un "assaggio" della altra novità 2011 della famiglia Superbike, la 1198 SP.
Come già evidenziato durante la conferenza live, la gamma delle supersportive bolognesi si evolve per la prossima stagione arricchendosi nell’equipaggiamento tecnico.
Gli aggiornamenti interessano sia la 1198 base che la versione S, la quale evolve in SP; non sono ancora stati dichiarati i prezzi in via ufficiale, ma ci aspettiamo qualche piccolo ritocco, visti i notevoli aggiornamenti.

1198: ELETTRONICA PER TUTTI
La Ducati 1198 base riceve alcuni importanti aggiornamenti a livello tecnico. Il più evidente è sicuramente il Ducati Quick Shifter (DQS), dispositivo di cambiata rapida applicato per la prima volta su una Ducati di produzione. Il sistema permette, come noto, di salire da un rapporto all’altro senza chiudere il gas e senza azionare la frizione, velocizzando i cambi marcia riducendo il tempo di cambiata da 230 a 80 milllisecondi.
Il suo funzionamento è altrettanto noto, in quanto i dispositivi di cambiata rapida sono utilizzati nelle competizioni da molti anni, e Ducati ne ha sviluppato una sua versione molto sofisticata.
Chi scrive può riportare solo ora uno stralcio di una conversazione, avvenuta un anno addietro con l’ing. Andrea Forni, Direttore Veicolo dell’ufficio tecnico Ducati, durante la quale chiesi informazioni sull’arrivo in produzione di moto con il Quick Shifter. Forni mi rispose che, ovviamente, Ducati stava già sviluppando da tempo un dispositivo da proporre sulle moto di produzione, ma che la sua messa a punto è tutt’altro che banale. Il motivo, mi spiegò Forni, è che utilizzare un Quick Shifter senza mettere perfettamente a punto la sua mappatura, può comportare problemi di affidabilità sul cambio, e che Ducati l’avrebbe portato in produzione solo dopo essere stata sicura al 100% della sua affidabilità.

Il DQS si compone di un sensore montato sull’asta di comando del cambio il quale rileva l’intenzione del pilota di salire di marcia e ne informa la centralina. Quest’ultima, in base al regime motore, velocità della moto e apertura del gas, calcola il corretto tempo di taglio da impiegare e disattiva per alcuni millesimi di secondo sia l’accensione che l’iniezione. Questa azione fa diminuire la coppia erogata dal motore di quel tanto che basta a liberare gli scorrevoli del cambio e permettere l’innesto del rapporto superiore anche se la frizione è inserita.
Il DQS è disattivabile dal pilota attraverso il cruscotto.
La 1198 base, inoltre, riceve altre importanti features elettroniche, visto che per il 2011 avrà di serie sia il controllo di trazione DTC che il sistema di acquisizione dati DDA.

1198SP: PRONTA PISTA
Le novità che hanno interessato la 1198 S sono tali che in Ducati hanno deciso di rispolverare per essa la dicitura SP, che non compariva su una bolognese da ben sedici anni, visto che l’ultima a fregiarsene fu la 916 SP del 1994.
Anch’essa porta in dote il nuovo dispositivo di cambiata rapida DQS appena descritto, ma rispetto al modello precedente si arricchisce anche per altri importanti componenti, tutti dedicati all’utilizzo sportivo.
Tra essi spicca l’ammortizzatore posteriore Öhlins TTX, ereditato dalla 1198 R, che sostituisce il precedente, sempre di fabbricazione svedese ma di tecnologia "tradizionale". Oltre a ciò troviamo una raffinata frizione antisaltellamento Ducati Corse interamente in Ergal, anch’essa ereditata dalla 1198 R.
Splendido è poi il serbatoio in alluminio, altro componente che riporta alla memoria le mitiche 851 SP che avevano i serbatoi in lega leggera. Quello della 1198 SP ha le stesse forme del modello base, ma rispetto ad esso è stata aumentata la capacità, da 15,5 a 18,0 litri. Nonostante ciò, il peso di questo componente è minore di 1,2 kg (ora 3,4 kg) rispetto a quello in lamiera d’acciaio.

SP: SUPER PROFESSIONISTA
La Ducati 1198 SP in pista conferma le sue qualità che, ovviamente, non hanno bisogno di presentazioni. La ciclistica è molto a punto e trae notevoli benefici dalla presenza delle sospensioni Öhlins, che brillano per scorrevolezza e per capacità di controllo. L’arrivo del TTX al posteriore ha conferito alla 1198 ulteriore capacità di trasmettere la sensazione di aderenza al suolo al pilota. Il DQS funziona molto bene e si avverte fin da subito che i tempi di taglio variano in base al regime motore. La guida in pista si giova moltissimo della sua presenza, visto che basta agire sul pedale per sentire entrare la marcia superiore senza sussulti.

La 1198 SP migliora anche in frenata, poiché il funzionamento della frizione antisaltellamento permette di ritardare la staccata senza che il posteriore perda contatto con l’asfalto. Questa caratteristica viene doppiamente apprezzata su piste come Imola, laddove le staccate più violente avvengono in punti in cui la pista non è rettilinea.
Il motore si conferma il miglior bicilindrico in commercio, depositario di un’erogazione eccezionale che unisce una coppia debordante in basso (difficile tenere giù la ruota anteriore in uscita dalle curve lente) a un allungo notevole, con l’ulteriore qualità di avere un tasso di vibrazioni davvero contenuto.


In questo test:
Casco Nolan X802 MotoGP
Tuta Dainese Stripes - Stivali Dainese Torque Pro Out
Guanti Ducati Corse


Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Test , bicilindriche , 1000 , superbike , test , eicma 2010 , intermot2010


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