Attualità e Mercato

pubblicato il 11 ottobre 2010

Smog: stop al traffico in Lombardia

Rinnovati i sei mesi di stop per moto e auto inquinanti

Smog: stop al traffico in Lombardia

La Regione Lombardia riparte con il blocco del traffico come misura per combattere lo smog. Come già accaduto negli inverni scorsi, i mezzi più inquinanti vengono messi al bando, per limitare le emissioni gassose in atmosfera. Dal 15 ottobre fino ad aprile, dal lunedì al venerdì, dalle 7,30 alle 19,30 nella cosiddetta Area critica A1 (Milano, e hinterland e, tra gli altri, anche Bergamo e i Comuni della cintura) non potranno circolare le auto Euro 0 a benzina e i diesel Euro 0,1,2.

DUE RUOTE: CONDANNA AI DUE TEMPI
Per quanto riguarda il traffico a due ruote la situazione è la seguente: i motocicli e i ciclomotori a due tempi Euro 0 sono soggetti a fermo permanente della circolazione nella Zona A1, da lunedì a domenica, dalle 00,00 alle 24,00.
Per quanto riguarda invece le Zone A2, B, C1 e C2, (definite dalla d.G.R. n.5290/07), il fermo della circolazione scatta da lunedì a venerdì, dalle 7,30 alle 19,30, dal 15 ottobre 2010 al 15 aprile 2011.
Il provvedimento della Giunta Regionale Lombarda, inoltre, prevede che il prossimo anno, dal 15 ottobre 2011, ci sarà il fermo permanente della circolazione, oltre che nella Zona A1, nelle Zone A2, B, C1 e C2, da lunedì a domenica, dalle 00,00 alle 24,00. Ciò significa quindi fermare completamente le moto e i ciclomotori a due tempi in tutta la regione.

MA I BLOCCHI SERVONO O NO?
Restano tuttavia i dubbi sulla reale efficacia dei blocchi del traffico che l'anno scorso lo stesso ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, aveva definito, in un'intervista al Corriere della Sera, "inutili". In quell'occasione il ministro, parlando del Piano Nazionale anti-smog, aveva promesso un'azione coordinata da parte delle Istituzioni per constrastare l'inquinamento dell'aria, tuttavia anche il maxi blocco del traffico fissato per Domenica 28 febbraio in oltre 80 comuni della Pianura Padana non aveva dato l'esito sperato. Non tutte le amministrazioni locali avevano confermato, anzi, dopo l'iniziale accoglimento della proposta dei sindaci di Milano e Torino, in molti si erano tirati indietro.

Non ci resta che mettere le nostre amate moto a due tempi in garage e tirarle fuori solo per sporadiche uscite in pista. A ben guardare, però, il provvedimento esenta i veicoli iscritti ai registri storici e dotati di apposito attestato di storicità. Le vecchie glorie, quindi, sono salve.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , emissioni zero , trasporti


Top