Attualità e Mercato

pubblicato il 8 ottobre 2010

Sicurezza: l'Europa propone nuove omologazioni

In arrivo l'ABS obbligatorio?

Sicurezza: l'Europa propone nuove omologazioni

Non è una legge, non c’è nulla di definitivo: si tratta solo di un progetto di legge della Commissione europea. Però è così che, in passato, semplici proposte degli organi europei sono poi diventate norme a livello nazionale. Stavolta si tratta di nuove omologazioni per le due ruote a motore. Per l’esattezza, la Commissione europea fa una lunga serie di proposte, la più importante delle quali è l’ABS obbligatorio sulle moto di cilindrata medio-alta a partire dal 2017. Mentre per le moto di cilindrata minore ci sarebbe l’obbligo di frenata combinata.

PROBLEMA COMPLESSO
È vero: tutto quanto aumenta la sicurezza delle moto e dei veicoli in generale, come l’ABS (Antilock Braking System, sistema che evita il bloccaggio delle ruote garantendone la guidabilità in frenata), è bene accetto. E oggi pochi esemplari lo prevedono di serie oppure optional. Ma ci sono anche due aspetti da considerare. Anzitutto, il partito dei contrari all’ABS: un "manico" in sella pensa di saper dosare la frenata evitando il bloccaggio, molto meglio di quanto non faccia l’elettronica da sé (che anzi, dicono i detrattori, allungherebbe gli spazi di frenata dove non necessario). Secondo: i Costruttori di moto lamentano che, con l’ABS obbligatorio, debbano per forza salire i prezzi dei veicoli, destinati di conseguenza a vendere di meno, in tempi difficili per le famiglie come questi (con un mercato che ha vissuto giorni più felici). A tale proposito, vedi l’Acem (l’industria della moto).

E LE STRADE?
Va pure considerato che le moto potranno essere dotate di tutta l’elettronica conosciuta, ABS in primis; ma finché le infrastrutture e in particolar modo l’asfalto nelle città italiane non verranno rimodernate, difficilmente si potranno ottenere risultati soddisfacenti in termini di calo di feriti e morti sulle due ruote.

MENO VITTIME
In ogni caso, l’obiettivo finale (salvare fra 2.800 e 11.300 vite di motociclisti) la Commissione Europea intende raggiungerlo anche con altre proposte: si va dal sistema automatico di accensione delle luci all'avviamento del motore (che comunque già esiste da anni per libera scelta dei Produttori stessi), a nuovi protocolli d'omologazione antinquinamento (l’Euro 4 per il 2014), passando per severi test di affidabilità in sede d'omologazione, fino ai sistemi di diagnostica elettronici montati sulle moto, e all’obbligo (a carico dei Costruttori) di rendere disponibili gli schemi per la riparazione delle moto tutte le officine.

BASTA TRUCCHI
Sempre in ottica sicurezza, la Commissione europea propone particolari criteri anti manomissione dei veicoli. Obiettivo, evitare che ciclomotori e minicar diventino bolidi pericolosi per chi guida e per gli altri utenti della strada: stop ai mezzi truccati.

TRE TAPPE
La partita è aperta: resta da vedere se la proposta della Commissione Europea verrà approvata prima dal Parlamento Europeo e poi dal Consiglio Europeo. In caso affermativo, ogni nazione dell’Ue dovrà poi recepire la normativa e farla entrare in vigore il 1° gennaio 2013.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada


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