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pubblicato il 4 ottobre 2010

Rossi-Lorenzo: il duello di Motegi vale una stagione

Franco Nugnes parla della sfida tra i due campioni Yamaha

Rossi-Lorenzo: il duello di Motegi vale una stagione

La MotoGP ci ha offerto a Motegi i due volti del Motomondiale. Mostrando che c'è una linea di demarcazione molto netta fra i due modi molto diversi di correre. La tecnica contro lo spettacolo. La prestazione pura contro i sorpassi.

Per ventidue giri abbiamo assistito ad una gara giocata sui millesimi di secondo fra Stoner e Dovizioso. L'australiano ha saputo spremere la sua Ducati Desmosedici oltre ogni previsione, togliendo ad Andrea l'illusione di una seconda vittoria nel giorno in cui Pedrosa deve leccarsi le ferite in un letto di ospedale, dopo la tripla frattura della clavicola sinistra in prova. Il ritmo della sfida era davvero indiavolato, ma assolutamente non percepibile: per averne la piena determinazione era necessario che Guido Meda e Loris Reggiani, commentatori di Italia 1, snocciolassero la sequenza dei tempi come un rosario.
Insomma, vogliamo dircela tutta: sarà che era mattino presto, ma veniva voglia di sbadigliare. Stavamo assistendo alla corsa perfetta, ma non c'era alcuna emozione.

La tensione la vivevano solo gli ingegneri che leggevano la telemetria, oltre ai piloti consapevoli di animare una sfida al millesimo di secondo (una differenza infinitesimale non visibile).
Poi è successo qualcosa, Valentino terzo non riusciva a tenere quel ritmo: forse la spalla dolorante, forse quelle gomme troppo tenere per i suoi gusti, sta di fatto che ha leggermente alzato i suoi tempi, favorendo il ritorno di Jorge Lorenzo che era alle sue spalle. Lo spagnolo ha assaporato l'idea di tornare sul podio, dopo aver interrotto una sequenze impressionante ad Aragon Motorland.

Con Pedrosa in un letto di ospedale a Barcellona, il maiorchino non doveva pensare ai punti per il mondiale (il titolo ormai ce l'ha in tasca), ma a far valere una supremazia in casa Yamaha e dare un segno al più grande di tutti. E d'improvviso la gara soporifera si è trasformata, offrendo un duello come era tempo che non si vedeva in Moto Gp. D'improvviso non contavano più i tempi sul giro, la qualità della moto e le scelte tecniche. E nemmeno i dolori fisici (la maledatta spalla di Valentino). É come se all'improvviso su un palcoscenico al buio si fosse accesso un occhio di bue solo su due moto e quel faro seguisse esclusivamente Rossi e Lorenzo.
Il campione di Tavullia, allora, ha tirato fuori l'orgoglio e la sua classe immensa e ha risposto colpo su colpo agli attacchi che l'impertinente maiorchino gli stava portando nei punti più imprevisti della pista giapponese. In quella sfida, che si è trasformata in una battaglia vera, dura e senza esclusione di colpi (ma sempre corretta), c'era in palio molto più di un terzo posto.

C'era l'onore del campione. Abbiamo assistito ad un duello che vale una stagione: Lorenzo diventerà meritatamente campione del mondo, ma Valentino ha voluto lanciare un messaggio al giovane spagnolo. Rossi c'è! Certo non ha ancora superato il timore dei primi giri da percorrere con la gomma fredda (in quelle fasi emerge una paura ancora da cancellare), ma poi il marchigiano ha voluto rimarcare che è lui il centro di gravità permanente della Moto Gp. Il Valentino ammaccato ed incerto degli ultimi Gp è stato cancellato dalla prestazione di Motegi: dopo questa prestazione potrebbe anche fermarsi per operare quella maledetta spalla, il mondo intero sa (e alla Ducati non l'hanno mai messo in discussione) che Rossi è tornato quello di sempre.

Dovrà solo recuperare fisicamente quello che ancora gli manca per riprendersi quel trono dal quale non ha alcuna intenzione di abdicare. E Jorge, spinto dall'ardore dei giovani, ha accettato il confronto, non accontentandosi di fare il ragioniere del mondiale. Questa volta esce scornato dall'arena, ma certamente il rispetto di Valentino per l'avversario oggi è cresciuto...

[Foto: Matteo Artizzu/Fiat Yamaha Team]

Autore: Franco Nugnes, Direttore di OmniCorse.it

Tag: Sport , motogp , piloti , incentivi , editoriale


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