Abbigliamento

pubblicato il 8 novembre 2010

Dainese a EICMA 2010

Presesentato il D-air in due versioni, Racing e Street

Dainese a EICMA 2010
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Dainese è leader nel campo dell’abbigliamento motociclistico ciò che ha presentato ad EICMA 2010 lascia a bocca aperta. Parliamo di un capo "intelligente", che protegge si il guidatore (ed anche il passeggero), ma che include elettronica, ingegneria meccanica e medica. Tutti questi fattori creano il capo più tecnologicamente mai sviluppato in questo settore. Stiamo parlando del D-air, ovvero l’airbag secondo la Casa del Diavoletto, frutto di ben dieci anni di ricerche e sviluppo, che hanno portato a due tipologie di prodotto: il D-air Racing, ed il D-air Street.
Stiamo parlando dunque di un capo talmente tecnologico, che a garanzia di questo ci sono tanto di certificazioni di enti certificatori tra i migliori al mondo: TNO, MYRA, CIDAUT, TUV e DEKRA. Non mancano poi partner quali il D-Tec Dainese Technology Centre, l’Università di Padova, il Gruppo Dynamotion, 2D Diebold e Debus, TUV Suddeutshland, CEFRIEL ed il Politecnico di Milano.

D-AIR RACING
E’ l’airbag più professionale secondo Dainese, e grazie ad un algoritmo che discrimina quando la moto perde troppa aderenza, il sistema capisce che il pilota sta per cadere e gonfia il "palloncino". Si è creato dunque un algoritmo in grado di distinguere la guida normale dalla caduta. Sì perché spesso in pista si raggiungono angoli di piega fino a 50°, ed il sistema capisce se intervenire o meno. Il sistema è capace di una sinergia con le protezioni esistenti della tuta in pelle professional e protegge le aree del corpo del pilota che necessitano ulteriore protezione. Parliamo dei traumi alle spalle ed alla clavicola naturalmente, oltre a limitare un’ipertensione ed una iperfelssione del collo. Inoltre poi quando il sacco è gonfio, stabilizza tutte le altre protezioni e così facendo, queste si muovono meno. I test parlano chiaro, meno 90% di energia trasmessa in caso d’impatto rispetto alle normali protezioni.

D-air RACING
Il D-air Racing si gonfia in 30 millisecondi e nelle cadute più violente più arrivare sino a 15! Questo sistema è progettato per l’impiego in pista ed interviene in caso di perdita di aderenza di una delle due ruote o di disarcionamento del pilota della ruota posteriore (highside).
Questo sistema di protezione funziona senza alcun collegamento al veicolo. E’ dunque senza cavo, perché sulle moto racing è difficile trovare un punto di aggancio, oppure perché se il pilota non si allontana dal veicolo il sistema a cavo non si attiva. Ed ancora, alle alte velocità il cavo sventola e questi può anche essere un potenziale impedimento alla libertà di guida, ed inoltre può attivarsi quando non serve od in maniera accidentale.
Il D-air Racing è formato da una parte elettronica (3 accelerometri, 3 giroscopi, 1 GPS, una memoria interna di 2Gbyte, una Interfaccia utente a Led ed una Batteria agli ioni di litio) ed una parte pneumatica (1 generatore di gas a tecnologia "fredda", 1 sacco a struttura 3D brevettata da Dainese). La speciale appendice dorsale è stata dunque integralmente riprogettata, in modo da ospitare tutti i componenti, per un peso complessivo di soli 650 grammi.
Ricordiamo che il D-air Racing è perennemente indossato sia in prova che in gara da piloti del calibro di Rossi, Simoncelli, Nieto, Bradl, Savatori e tanti altri piloti in campionati nazionali.

D-air STREET
Il D-air Street è studiato per proteggere la gabbia toracica e gli organi vitali di pilota e passeggero. Ma non solo, anche la colonna vertebrale è tutelata, come anche i movimenti estremi del collo che sono limitati.
Come per la versione da pista, il D-air Street lavora in sinergia con le altre protezioni non consentendo a queste alcun tipo di movimento. Secondo i test effettuati riguardanti la pre-normativa "en 1621.3" relativa ai protettori per il torace, il D-air Street riduce la forza trasmessa di oltre il 92%, mentre per quanto riguarda la schiena parliamo dell’82%, rispetto alle prestazioni di un paraschiena livello 2. Il sistema si attiva in 45 millisecondi in caso di impatto o scivolata.
Questa tecnologia prevede due unità: una sul veicolo e l’altra sul pilota. L’unità che va installata sul veicolo è denominata M-Kit, ed è caratterizzata da sensori accelerometrici posizionati sulla forcella e sul telaio, e da un’unità centrale contenente hardware e software decisionale, ovvero l’algoritmo di attivazione.
L’unità centrale installata sulla moto consente di ottenere un sistema particolarmente affidabile, di fornire al pilota un sistema per controllare lo stato del D-air, sia pilota che passeggero, e di diminuire il peso ed il volume del sottosistema sul pilota e sul passeggero.

L’unità sul pilota è invece denominata J-Kit, e consta da una parte elettronica (sistema radio per trasmissione bidirezionale Moto-pilota/passeggero e viceversa) che è costantemente in contatto con la moto, ed in caso di evento riconosciuto attiva il D-air, e da una parte pneumatica con generatori di gas a tecnologia "fredda" e sacco da 12 litri a struttura 3D brevettata da Dainese stessa.

In un classico incidente si è stimato che dal momento dell’impatto tra i veicoli ed il contatto con qualsiasi oggetto per il pilota, è di 80 millisecondi. Il D-air Street ha un tempo di intervento di soli 45 millisecondi. I sistemi a cavo spesso non riescono a "vincere" gli 80 millisecondi, dunque pur quanto veloci, non risultano essere perfetti.

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Autore: Fabio Caliendo

Tag: Abbigliamento , tecnologia , sicurezza , eicma 2010


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