Test

pubblicato il 28 settembre 2010

LML Star 125 4T - TEST

Un moderno salto... nel passato!

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Diciamolo subito, si, ha le marce! Ma cos’è? Semplice, uno scooter… a marce, made by LML. Quest’ultima ha sfruttato prima la join-venture di una grossa azienda italiana di cui già avrete intuito il nome, per poi operare in solitaria. Poi però è andata oltre, sviluppandone motore e ciclistica, ma mantenendo comunque vivo il mito di tutti noi, motociclisti e non, di quando si era nemmeno maggiorenni. Ma non solo ragazzi, visto che anche gli adulti hanno sempre apprezzato questo tipo di mezzo, e noi oggi, da adulti quali purtroppo siamo diventati, ve lo confermiamo ulteriormente. Un prodotto "Made in India" dunque, che però impressiona per dati di vendita! Per i primi otto mesi sono state immatricolati addirittura oltre 3.000 pezzi divisi tra la 125 e la 150 cc (quest’ultima la più apprezzata dagli italiani). LML ha dunque messo a segno un bel colpo, anche grazie a dei colori accattivanti che potete ammirare nella gallery e di cui parleremo successivamente: dal classico nero, all’esuberante viola, fino a simpaticissimi ed accattivanti bicolore.

TECNICA: DA NON SOTTOVALUTARE
Uno scooter a marce, come dicevamo sopra, che però ha subito delle evoluzioni non da poco. Iniziamo con il dire che la Star è sia a 2 che a 4 tempi. Fatta questa premessa, veniamo subito agli sviluppi effettuati dai tecnici. Il telaio consta in una struttura in tubi d’acciaio elettrosaldati che va a rinforzare la monoscocca, aumentando la rigidità torsionale di addirittura 700 volte rispetto ad un normale monoscocca tipico dei 2T. Il motore è stato spostato in posizione più centrale e questi è dotato di un silent-block come collegamento al telaio; il tutto, per cercare di diminuire al massimo le vibrazioni che il motore trasmette al pilota. La sospensione anteriore è a braccio oscillante, con un ammortizzatore con molla elicoidale ed idraulica a doppio effetto. Al posteriore troviamo un carter motore in funzione di parte oscillante e ammortizzatore con molla elicoidale ed idraulica a doppio effetto. Le ruote da 10" sono componibili, in acciaio stampato.
Il peso è di soli 121 kg! A "frenare" la Star (riducendo lo spazio di arresto del 50%) c’è un disco anteriore da 200 mm, aiutato da una taratura delle sospensioni più rigida, mentre al posteriore c’è un freno a tamburo da 150 mm. L’altezza della sella è di 820 mm, mentre l’interasse è di 1.235 mm.

MOTORE EFFICIENTE
Il motore è... veramente parco nei consumi. Sono dichiarati dalla LML addirittura 60 km con un litro di benzina (il serbatoio è da 5,5 litri incluso un litro di riserva). Ci riferiamo naturalmente alla motorizzazione a 4T che abbiamo in prova, un monocilindrico orizzontale monoalbero a camme in testa con due valvole raffreddato ad aria e con cambio a quattro rapporti. L’alesaggio è di 57,42 e la corsa di 57,8 mm, mentre il rapporto di compressione è di 9:1. Il monocilindrico sviluppa circa 9 CV (o 6,75 kW) a 6.250 giri/min ed una coppia massima di 11,54 Nm a 3.500 giri/min. L’accensione è elettronica (CDI) ed è possibile avviare la Star sia a pedale che elettricamente. A "sfamare" il poco affamato propulsore, ci pensa un carburatore Keihin PB da 18. Un motore tra l’altro pulitissimo, dato che le emissioni inquinanti sono da record registrate, ovvero 1,66 g/km di CO2.

ALLESTIMENTI
Quattro le linee disponibili con i seguenti colori: per la Linea Classic, bianco, argento e nero metallizzato; Linea Prestige, rosso metallizzato, grafite, e oceano e nero gold; Linea Vintage, avorio, avocado, arancio e giallo cab; e per finire l’ultima nata, la Linea Glamour, per coloro che non rinunciano alla moda, nei colori Lilla e St.Tropez.
Per la 2T poi, ci sono anche le versioni Limited Edition su base bianca, e con colori azzurro o rosa.

SU STRADA… CON STILE E SIMPATIA
Si, frizione, ingrani la prima con il comando al manubrio sinistro verso l’alto... e via! Un gesto che oramai avevamo dimenticato, quello di "ruotare" letteralmente una parte del manubrio per inserire la marcia, un movimento questo che ci mancava. Successivamente al movimento rotatorio, non resta che lasciare la frizione, e sotto al casco fa la sua comparsa un bel sorriso: dopo pochi minuti poi, grazie alla silenziosità del mezzo ed alle velocità ridotte, si prende addirittura a fischiettare, contenti e felici e ricordandoci di quando... più giovani, si andava al mare o a prendere la fidanzata (quanto ci manca anche la scuola, ora lo possiamo dire).
Verniciature ben fatte, comandi datati ma comunque ok perché vintage, qualche bullone un po’ economico sulla pedana. Alti e bassi, un po’ come il cambio, non precisissimo, ma con una frizione morbida come il burro e che non stanca nel traffico, l’ideale per la città. La seduta è un po’ più alta rispetto agli scooter moderni ed il manubrio è più basso. L’abitabilità però è più che buona anche per chi è alto. La pedana è spaziosa anche se il tubo centrale infastidisce se si vuole portare uno zaino o la busta della spesa. Il traffico è il suo "pane quotidiano", visto che è leggerissima, agilissima e con un raggio di sterzo da bicicletta, tanto che alla linea del semaforo si arriva sempre primi, in barba ai maxiscooter che ci sverniciano in rettilineo, ma che nulla possono quando gli spazi si riducono. Al semaforo però, la sella larga al centro non permette di toccare perfettamente a terra con i piedi. Questa è poi un po’ duretta, ma risulta spaziosa in senso longitudinale.
Prestazioni? Avete sbagliato mezzo. Star vi porta a spasso, facendovi godere la passeggiata di piacere la domenica, oppure l’andare al lavoro senza troppo preoccuparsi del traffico. Si sente un telaio più rigido, al pari delle sospensioni, che sulle buche fanno rimbalzare non poco e che non offrono una grande stabilità in curva, vuoi anche per le ruotine un po’ piccole. La frenata va abbastanza bene, considerando la sospensione anteriore che non può certo fare miracoli, anche se è poco modulabile. Al contrario il tamburo posteriore la fa da padrone, rallentando bene la Star e risultando poi decisamente modulabile.

IL GIOCO VALE LA CANDELA
Questa LML risolve i problemi del traffico e con questi scarsi consumi (spesso ci si chiede se l’indicatore della benzina sia rotto), fa gola. Resta un solo dubbio: cos’altro si deve fare per tornare ad avere sedici anni? Noi ci abbiamo provato con un chiodo in pelle nera, ovviamente vintage, ma anche un giubbino di jeans può fare al caso vostro. W gli anni ’80… in chiave moderna! I prezzi della Star partono da 2.700 euro per la 125cc e 2.900 euro per la 150cc.

[Foto - Ludovica Polverino]

Autore: Redazione

Tag: Test , scooter , vintage


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