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pubblicato il 26 settembre 2010

WSBK, Imola, Gara 2: Max Biaggi è Campione del Mondo!

Dominio di Checa in gara 2, Leon Haslam rompe il motore

WSBK, Imola, Gara 2: Max Biaggi è Campione del Mondo!

Max Biaggi è per la quinta volta in carriera Campione del Mondo, e dopo i 4 titoli ottenuti negli anni '90 in 250 ora, alla soglia dei 40 anni, diventa il primo italiano ad essere mai riuscito a conquistare il Campionato del Mondo Superbike.

Festa grande ad Imola, dove erano corsi in tanti per tifare per lui e l'Aprilia, grandi dominatori della stagione 2010.

Gara 1 non era stata esaltante come si sperava a Noale, ma la grinta dell'accoppiata tricolore è emersa tutta in quei primi dieci giri di gara 2, dove Biaggi è tornato "il Corsaro" e ha mostrato tutta la sua voglia di vincere.

Nella grande giornata di Max va però segnalata la grande doppietta di Carlos Checa, che con la Ducati dell'Althea Racing è stato il mattatore del weekend.

Nei primi giri è la Kawasaki, a sorpresa di tutti molto compeitiva a Imola, in testa dopo essere partita dalla pole conquistata ieri, con Tom Sykes che lotta con Checa, Leon Haslam, Biaggi, Michel Fabrizio e Noriuki Haga. Al quinto giro Checa riesce a passare la verdona e si invola, mentre Syke con le unghie e coi denti difende strenuamente la seconda piazza.

La Kawa è veloce sui retilinei e i saliscendi imolesi, ma in curva rallenta il gruppo e permette a Checa di allontanarsi. Haslam non ci sta, vuole la vittoria per ridurre lo svantaggio da Biaggi e allungare la lotta fino a Magny-Cours e tenta una staccata molto "ottimistica" alla nuova Variante Bassa. Finisce lungo, sporca le gomme e, soprattuto, per evitare di incorrere in penalià aspetta troppo a riaccelerare e diventa sesto.

A questo punto Biaggi si risveglia e ingaggia una grande battaglia con Sykes, seguendolo come un ombra, incrociandone le traietorie nei punti più inaspettati, addirittura toccando la terra all'inerno delle semicurve da pieno che portano alla staccata del Tamburello nel tentativo di percorrere meno strada possibile e tentare l'assalto.
Anche lui prova la staccata nella variante davanti ai box e arriva lungo, ma l'esperienza lo salva e non perde posizioni.

Haga passa Fabrizio e si aggrega nella lotta per la seconda posizione, menre Haslam prima si riaccoda al gruppo, poi riesce anche lui nel scavalcare la Ducati ufficiale dell'italiano. Siamo all'undicesimo giro ed è quei che si fa la gara: la Suzuki del britannico pare essere in grado di risalire la classifica e riprendere Biaggi, quando in fondo al dritto che dal Tamburello porta alla Villeneuve il motore della moto Allstare cede di schianto (prima volta in stagione) oscurando la pista peggio della più fitta nebbia della bassa padana.

Per Haslam è il ritiro, per Biaggi la vitoria matematica del titolo, per gli incolpevoli Fabrizio e Lanzi che seguivano Leon è un fuoripista che li rispedisce indietro nella classifica.

Da qui in avanti poco altro da segnalare: Biaggi ha deciso di evitare ulteriori rischi e così lascia passare il rimontante Cal Crutchlow, Haga passa Sykes e prova a gettarsi alla caccia di Checa, ma ormai è troppo tardi per recuperare tutto lo svantaggio in soli 5 giri, Crutchlow ingaggia un bel duello con Sykes da cui esce vincitore all'inizio della penultima tornata.

Checa vince quindi con due secondi di vantaggio sulla Ducai ufficiale del giapponese e quasi quattro sulla Yamaha, poi la Kawasaki che probabilmente avrebbe meritato un gradino del podio vista la sua grande forma sul tracciato al confine fra Emilia e Romagna e Max Biaggi che può festeggiare tra le urla, gli abbracci e pure qualche lacrima di gioia del suo box.

Autore: Fulvio Cavicchi

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