Attualità e Mercato

pubblicato il 24 settembre 2010

Tuning dei freni: da oggi si può!

Dal 24 settembre le moto potranno migliorare l'impianto frenante, ma ci sono dei limiti

Tuning dei freni: da oggi si può!

Codice della Strada alla mano, il tuning per le moto è sostanzialmente impossibile. Siamo di fronte a norme severissime, rigidissime. Non c’è l’elasticità presente in altri Paesi europei, Germania in primis, che col suo ente specializzato (Tüv) omologa i veicoli tuningzati. Fino a ieri solo i Costruttori di veicoli potevano concedere all’utente che ne faceva richiesta un nulla osta per modificare il sistema frenante. In assenza di nulla osta e successiva verifica presso la Motorizzazione scattava il sequestro della carta di circolazione; restituita a condizione che fosse rifatto il collaudo alla Motorizzazione. Ma, dal 24 settembre, le imprese del settore automotive potranno vendere sistemi frenanti per una data moto con caratteristiche diverse da quelle del primo equipaggiamento: servirà un’omologazione pubblica. Questo grazie a un Decreto attuativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 settembre, che rende operativa una modifica all’articolo 75 del Codice della strada del febbraio 2009.

VEDIAMO DI INTENDERCI
Prima di capire cosa cambia, ecco le definzioni del Decreto. Per "sistema frenante" s’intende l’insieme costituito dai dischi freno ed eventualmente "da uno o più dei seguenti accessori: pinze freno, pastiglie, adattatori pinze, tubazioni di collegamento, sensori e pompe per i motocicli". Per "modifica", l’installazione di un impianto frenante con "caratteristiche diverse rispetto all’impianto di primo equipaggiamento", per quanto riguarda "i materiali utilizzati, le forme, la grandezza" uniti con elementi "combinati in modo diverso rispetto ai corrispondenti elementi dell’impianto originale".

COME FA L’AZIENDA
L’iter procedurale per l’omologazione prevede che l’azienda costruttrice ne faccia richiesta al Servizio tecnico del dipartimento per i trasporti: qui avviene la verifica della documentazione (oltreché di dati tecnici, componenti, veicoli strumentati). Quindi, ecco le prove funzionali e di durata, e solo alla fine la Direzione generale della Motorizzazione (di Roma) rilascia il certificato di omologazione.

COME FA IL MOTOCICLISTA
Chi vuole installare questi prodotti omologati, può acquistarli da un installatore qualificato che monti i componenti secondo le istruzioni obbligatorie del Costruttore e che rilasci un certificato di installazione. Dopodiché, l’utente va all’Ufficio della motorizzazione civile (della propria zona) per effettuare il collaudo e ottenere l’aggiornamento della carta di circolazione. Chiaramente, i rivenditori avranno i "pacchetti" di componenti già confezionati dal Costruttore. Non c’è il fai-da-te del motociclista.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , tuning , codice della strada


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