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pubblicato il 10 settembre 2010

Tomizawa: Sesti "calma" le polemiche, l'autopsia le accende

Shoya sarebbe morto durante il trasporto in ospedale

Tomizawa: Sesti "calma" le polemiche, l'autopsia le accende

Arrivano anche da Paolo Sesti, Presidente della FMI, alcune considerazioni relative all'incidente che ha provocato la morte di Shoya Tomizawa lo scorso 5 settembre sulla pista di Misano durante la corsa della Moto2.

"Lo sport motociclistico è pericoloso – commenta il Presidente della FMI Paolo Sesti – e tutti dobbiamo, compresi i non addetti ai lavori, esserne coscienti. Lo sforzo per migliorare la sicurezza in gara è continuo, con risultati straordinari."

"Nel tempo - aggiunge Sesti - si sono susseguiti interventi importanti anche sulla conformazione delle piste: notevole ampliamento degli spazi di fuga, modifica del profilo dei cordoli, inserimento della cosiddetta "erba artificiale" lungo i cordoli stessi. Esprimo pertanto la piena stima e solidarietà alla Direzione dell’ Autodromo, a tutto il personale medico e alla direzione gara. La gestione dell’incidente è stata esemplare e da manuale."

"E’ inutile accanirsi contro la cattiva sorte - conclude il Presidente -, meglio un dignitoso silenzio con cui salutare il pilota che ci ha lasciato."

POLEMICHE/1: E' MORTO NEL TRASPORTO ALL'OSPEDALE
La polemiche, però, non tendono a placarsi. Anzi: proprio in queste ore si è aperto un'altro "caso Tomizawa" relativo al momento del decesso, che secondo il referto dell'autopsia sarebbe stata posizionato nei minuti in cui il pilota è stato trasportato dal centro medico della pista di Misano all'ospedale Ceccarini di Riccione.

La notizia non cambia assolutamente niente, visto che Tomizawa comunque vadano le indagini non tornerà in vita, ma accende alcune luci sull'oscura organizzazione del motomondiale e ne spegne altre su quanto detto in conferenza stampa dagli stessi vertici del Motomondiale: l'apparente cristallinità delle dichiarazioni, infatti, giorno dopo giorno viene smentita dalle dichiarazioni dei piloti e dalle indagini della magistratura italiana, che lo ricordiamo, è una delle poche in Europa ad aver l'obbligo di verificare l'accaduto in caso di incidenti mortali nello svolgimento di attività sportive. Per fortuna.

POLEMICHE/2: SIGNORI SI NASCE
L'altro filone di polemiche riguarda il fatto di aver voluto far correre la MotoGP a tutti i costi, nonostante i fatti abbiano dimostrato che prima della corsa forse qualcuno sapeva ed, in ogni caso, la morte di Shoya era tutt'altro che una semplice possibilità. Assegnando ai vertici della Federazione anche un briciolo di buonafede in più di quella dimostrata, non si capisce perchè sul podio l'unico riferimento alla morte di Tomizawa fossero le bandiere a mezz'asta: la comunicazione ufficiale era arrivata dall'ospedale di Riccione da almeno 20 minuti e c'era tutto il tempo per bloccare uno squallido cerimoniale in cui si sono sprecati sorrisi inutili.

GRAZIE SENNA? NON SEMBRA
La morte di Senna, che avvenne durante un GP di Imola corso nonostante la scomparsa di Ratzenberger il sabato, il terribile incidente di Barrichello il venerdì, l'incidente al via che vide volare pezzi in tribuna (con feriti) o la gomma persa dall'incolpevole Alboreto che investì un meccanico, non ha evidentemente insegnato nulla ai vertici del motorsport: the show must go on, evidentemente, anche prendendosi gioco della morte. Noi, però, non siamo d'accordo.

Autore: Redazione

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