Attualità e Mercato

pubblicato il 8 settembre 2010

Produzione ed export delle Case giapponesi

Dati positivi a luglio 2010 per i Costruttori del Sol Levante

Produzione ed export delle Case giapponesi

La JAMA, Japan Automobile Manufacturer Association, ha divulgato i dati relativi a produzione ed export dei Costruttori giapponesi nel mese di luglio 2010. L'industria delle due ruote nel complesso sta dando segni di ripresa con un incremento del 6,5%, pari a 3.170 unità prodotte in più, rispetto allo stesso mese dello scorso anno; si è passati infatti da 48.448 veicoli prodotti nel mese di luglio 2009 ai 51.618 prodotti nel mese di luglio 2010.

Le cilindrate che vanno per la maggiore in Giappone sono quelle piccole, fino a 250 cc. In questo range c'è stato un incremento della produzione nella sola fascia da 51 a 125 cc, cresciuta di 1.396 unità, pari al 25,3% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Calano invece rispettivamente del 22,7% e del 18,3% i 50 cc e i veicoli di cilindrata compresa tra 126 e 250 cc. Le "maxi", ovvero moto e scooter di cubatura superiore ai 250 cc, fanno registrare un incremento della produzione - sempre rispetto allo stesso mese del 2009 - di 6.744 esemplari, un balzo in avanti del 36,4%.

Questi valori, sebbene buona parte della produzione sia destinata all'export, si riflettono sulle vendite interne (30.631 unità) che complessivamente si sono ridotte del 5,8% ma che rispettano i segni 'più' e 'meno' relativi ai range di cilindrata: calano quindi le vendite dei 50 cc (-11,9%) e dei veicoli tra 126 e 250 cc (-31,8%), mentre crescono le vendite dei due ruote fino a 125 cc (+18,9%) e delle oltre 250 cc (+58,7%).

In termini quantitativi la classifica delle Case vede al "comando" Yamaha, che nel mese di luglio 2010 ha prodotto in Giappone 15.279 esemplari, seguita da Suzuki a quota 14.366 unità, Honda a 13.231 e Kawasaki con 8.738 moto costruite.

Interessanti i dati sulle esportazioni, visto che moto e scooter del Sol Levante presidiano i mercati internazionali con numeri importanti. A luglio 2010 sono stati 35.154 gli esemplari che hanno varcato i confini giapponesi, 4.973 in più rispetto allo stesso mese del 2009, per un incremento pari al 16,5%. Da notare che le esportazioni sono in crescita per il terzo mese consecutivo. La crescita coinvolge tutte le classi con valori compresi tra il 6,6% (oltre 250 cc) e il 101,1% (50 cc, che però in termini assoluti corrispondono a soli 537 veicoli esportati).

In termini finanziari l'export di luglio 2010 dei Costruttori giapponesi di moto e scooter vale 294,83 milioni di Dollari, di cui 178,80 milioni per i veicoli e 116,03 milioni per i componenti (forniture, ricambi e accessori), per un incremento sullo stesso mese dello scorso anno pari all'8,6% (il valore era di 271,51 milioni di Dollari).

Per quanto riguarda le aree di destinazione dell'export fanno ovviamente la 'voce grossa' Europa e Nord America, rispettivamente con 12.765 unità esportate nel Vecchio Continente e 7.031 in Usa e Canada. Seguono Australia e Nuova Zelanda con 5.483 esemplari, l'America Latina con 4.032 unità e i paesi asiatici con 3.303 unità.

Tra i Costruttori svettano le esportazioni di Yamaha che, a luglio 2010, ha "spedito" all'estero 11.610 veicoli, seguita da Suzuki (8.588 unità) e Kawasaki (8.477 unità). Fanalino di coda Honda con 6.479 esemplari, per la quale però bisogna ricordare che molti modelli importanti e di successo (basti pensare alla gamma SH, alla Transalp e alle naked Hornet e CB1000R) sono costruiti nello stabilimento italiano di Atessa in provincia di Chieti.

Autore: Redazione

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