Test

pubblicato il 3 settembre 2010

Yamaha XT1200Z Super Ténéré - TEST

L'endurona che non teme il vero off-road

Yamaha XT1200Z Super Ténéré - TEST
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Più di un mese passato a macinare chilometri con la principale antagonista della best-seller italiana, la BMW R1200GS, ci ha permesso di apprezzare le doti della nuova maxienduro Yamaha, la XT1200Z Super Ténéré, un concentrato di tecnologia al servizio dei globe-trotter avventurosi ma anche di chi della moto fa un uso prettamente utilitario. L'ottimo rendimento nel turismo, anche con passeggero, e le prestazioni convincenti su strada, ma ancor più in fuoristrada, ci permettono di dire senza timore di smentita che Yamaha è tornata nel segmento che la vide regina negli anni Novanta, con un prodotto all'avanguardia e dal rapporto prezzo/prestazioni coerente con la qualità offerta.

MOTORE, AZIONE
Percorrendo il solco della tradizione tracciato dalla progenitrice, l'indimenticata XT750Z Super Ténéré, la nuova 1200 propone un motore bicilindrico frontemarcia da 110 CV a 7.250 giri capace di una coppia massima di 114,1 Nm a 6.000 giri. La testata è bialbero a 4 valvole per cilindro con comando a catena, l'alimentazione a iniezione elettronica e l'accensione a doppia candela. Il manovellismo a 270° con scoppi "alternati" (270° e 450°) è stata pensata per conferire al motore una grande linearità di erogazione. Tra le altre caratteristiche di rilievo segnaliamo il doppio contralbero di bilanciamento, la lubrificazione a carter secco (con serbatoio nel carter motore) e lo scarico con andamento 2-in-1 e terminale alto sul lato sinistro.

ELETTRONICA "FULL OPTIONAL"
Per la prima volta su una maxienduro l'elettronica di bordo prevede una dotazione di serie quasi completa (manca solo il set-up elettronico delle sospensioni). L'alimentazione a iniezione elettronica sfrutta lo stesso sistema YCC-T (Yamaha Chip Controlled Throttle) delle sportivissime YZF, un ride-by-wire che ottimizza l'apertura farfalle in base a parametri motore e ambiente.
Il controllo di trazione, disinseribile, è impostabile su due modalità: in 'TCS1' è adatto alla guida stradale, in 'TCS2' permette uno slittamento parziale che si rivela adeguato alla guida in fuoristrada. Ovviamente chi in off-road il gas lo dà seriamente preferirà disattivarlo.
Doppia mappatura anche per la centralina: 'T' e 'S' che stanno ovviamente per Touring e Sport. In 'T' l'erogazione è morbida (e anche un po' "moscia"), in 'S' il bicilindrico da 1200 cc è pronto e sempre scattante.

ABS E UBS
Merita di spendere due parole in più il sistema frenante con antibloccaggio e ad azione integrale. Si chiama UBS (Unified Braking System) e interviene distribuendo la forza frenante su entrambi gli assi agendo sulla sola leva del freno anteriore. Secondo i progettisti Yamaha il beneficio si ottiene proprio in fuoristrada, quando guidando in piedi risulta più difficile premere il pedale del freno posteriore. L'azione combinata non pregiudica la volontà del pilota di agire sul freno posteriore, che rimane totalmente efficace in ogni caso e addirittura inibisce l'azione combinata quando viene premuto prima di tirare la leva del freno anteriore. Tutto ciò per consentire il pieno controllo della moto guidando con passeggero e a pieno carico o nelle manovre a bassissima velocità dove il freno posteriore viene usato per modulare l'avanzamento.

CICLISTICA DA MALTRATTARE
Il telaio in acciaio della XT1200Z abbraccia il motore superiormente con una struttura che nella parte anteriore somiglia a una gabbia. Vi è fissata una forcella rovesciata da 43 mm pluriregolabile e un forcellone in alluminio con monoammortizzatore regolabile nel precarico e in estensione. La compattezza del motore e il posizionamento laterale del radiatore hanno permesso di adottare un forcellone lungo e di fare tutto lo spazio necessario alla trasmissione a cardano, con albero sul lato sinistro, non bellissimo da vedere (l'estetica è stata volutamente messa in secondo piano) ma solido e perfettamente funzionale al compito che gli è stato assegnato. Bellissime le ruote, due elementi a raggi con nervatura centrale (doppia sul cerchio anteriore) per pneumatici tubeless nelle classiche misure 110/80-19" e 150/70-17"

SERBATOIO E FARI
L'autonomia nei lunghi viaggi non è un problema grazie al serbatoio da 23 litri e il comfort è molto buono, grazie a sella e parabrezza regolabili (su 845-870 mm la sella). Navigatore e cellulare si possono ricaricare dalla presa 12V sul cupolino mentre una 'chicca' è il gruppo ottico anteriore con lampade monofilamento che passano da anabbagliante ad abbagliante grazie all'oscuramento tramite solenoide di una parte del fascio luminoso.

LA PROVA
Dopo aver percorso in lungo e in largo l'Italia centro-settentrionale per oltre un mese, abbiamo affidato il Super Ténéré 1200 alle abili mani di Massimo Storti, pilota di enduro in attività con grande esperienza in sella alle bicilindriche off-road. Al suo attivo ha diverse partecipazioni a campionati enduro a livello nazionale e a gare motorally sia con le bicilindriche che con le monocilindriche - è arrivato terzo al Rally di Albania 2010 su Honda Africa Twin - ed è un habitué della guida "desertica" grazie ai numerosi viaggi in Africa. Un po' di trial, qualche corso di enduro impartito a vari livelli, ma soprattutto oltre 40 moto enduro e maxienduro possedute (tra cui varie Bmw GS e praticamente tutte le endurone bicilindriche giapponesi), pongono Massimo Storti al di sopra di ogni sospetto... Insomma, se c'è qualcuno che poteva avvalorare le nostre impressioni di guida sull'XT1200Z Super Ténéré, sicuramente Massimo è la persona giusta!

IPSE DIXIT
"Se mi dovessero chiedere di definire la Super Ténéré con due parole risponderei: gigante buono! Una bella ricetta: prendete un litro e venti di cubatura, aggiungete coppia e potenza a volontà, una buona dose di elettronica e otterrete una moto che sa il fatto suo in ogni situazione." Esordisce così il nostro pilota-tester a fine prova, e poi, con calma, ci spiega il perché: "La Super Ténéré 1200 stupisce per la facilità di guida, anche in condizioni abbastanza impegnative. Il primo approccio fa intuire che è una moto totalmente nuova, a volte infatti succede che nuovi modelli siano 'minestre riscaldate', con il risultato che perdono parte del loro fascino. Il progetto Yamaha è invece molto attuale, lo confermano ABS, TCS, cardano, doppia mappatura Sport e Touring, i cerchi a raggi tubeless e, ovviamente, il nuovo bicilindrico frontemarcia di cilindrata piena. Le gomme di serie, Metzeler Tourance EXP, non offrono grandi prestazioni in off-road, ma la moto si presta bene alle derapate controllate e non si scompone."

"L’impostazione è comoda, con un bel manubrio largo, la sella ben disegnata, pedane un po’ arretrate e decisamente basse (in curva si tocca troppo spesso), un cambio ottimo e una frenata degna di un'ammiraglia, rispetto alla quale offre una protezione aerodinamica buona (con un parabrezza maggiorato può arrivare al top). Su strada la XT1200Z si comporta bene anche dove l’asfalto è accidentato. L’ABS è ben progettato e interviene senza allungare troppo la frenata. Il TCS (Traction Control System) svolge bene il suo compito in entrambe le impostazioni, con quella più invasiva utile in caso di pioggia o terreno con pochissimo grip."

"Le mappature Sport e Touring della centralina offrono rispettivamente adrenalina o guida più turistica: la Sport rende la moto abbastanza brusca, e accentua il classico on-off del sistema a iniezione. L’erogazione del bicilindrico frontemarcia è lineare, mentre in allungo tende a murare, caratteristica che in accelerazione suggerisce di passare al rapporto superiore senza aspettare il limitatore. In curva la Super Ténéré è stabile, mentre nei cambi di direzione si sente un po’ il baricentro non proprio basso, unito alla mole della moto che limita la velocità nei cambi di inclinazione da destra a sinistra e viceversa."

"In off-road la musica cambia: via l'ABS (che in realtà non sarebbe disinseribile) e via il TCS (che rendono la moto "inguidabile" per i più esperti), si ha a disposizione una ammiraglia da 110 CV e 230 kg circa da domare. Devo dire che la moto si fa addomesticare abbastanza presto e dà confidenza dopo appena qualche km: peso e potenza vanno rispettati e dosati ma il divertimento c’è eccome. Nelle derapate è stabile, il cardano 'strappa' un pochino nel senso che è molto diretto, ma poi ci si abitua anche a questo."

"Il peso si sente alle basse velocità o nelle manovre da fermo, ma poi già in seconda marcia la moto è molto maneggevole e intuitiva. Le sospensioni reggono bene, certo che il peso non consente di fare veri salti, ma non sono mai arrivato 'a pacco' nelle buche. Applicando due gomme tassellate sicuramente la musica cambierebbe, perché le Tourance limitano la possibilità di svoltare stretti in off-road."

"La guida in piedi è comoda e la moto si controlla bene. Se paragonata alla rivale per eccellenza, la BMW R1200GS, la Yamaha si guida decisamente meglio in off-road: parliamo sempre di endurone con ruote da 19"-17" ma la ciclistica e le sospensioni hanno una vocazione off-road più marcata rispetto alla GS, che condivide l'architettura con le sorelle stradali della serie boxer."

Autore: Costantino Paolacci, in collaborazione con Massimo Storti

Tag: Test , prove


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