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pubblicato il 31 agosto 2010

WSBK: a quando l'addio di Aprilia e BMW?

Dopo l'addio Ducati potrebbero esserci delle sorprese "pro-MotoGP"...

WSBK: a quando l'addio di Aprilia e BMW?

Solo pochi mesi fa eravamo tutti qui a dirci che il campionato per derivate di serie era senza ombra di dubbio il miglior campionato motociclistico al mondo. Una delle motivazioni, indubbiamente, era legata al fatto che nella lista degli iscritti figuravano ben sette brand (Aprilia, Ducati, BMW, Kawasaki, Suzuki, Honda, Yamaha) di cui ben cinque rappresentati ufficialmente.

Tutto bene, tutto bello, soprattutto perchè è effettivamente vero che il divertimento assicurato in pista dalla WSBK è nettamente superiore a quello della MotoGP: almeno per chi è appassionato di motociclismo. A chi, invece, il motociclismo lo considera come una trasmissione televisiva con cui accompagnare la digestione del pranzo domenicale - la stragrande maggioranza - l'universo della WSBk rimane del tutto confinato a mezza pagina sulla Gazza il lunedì dopo la corsa, una notizia sul TG nazionale rigorosamente senza immagini e poco altro.

CHIEDI A ZIA
Giusto per fare una prova, provate a chiedere a vostra zia in che categoria corre Biaggi o se ha mai sentito parlare di Haslam o di Haga. Chiedete poi, alla stessa zia, se ha mai sentito parlare di Rossi, di Capirossi, di Lorenzo o di Pedrosa. A differenza della risata di imbarazzo che avrete in risposta alle domande sulla SBK, probabilmente otterrete una più confortante, anche se non precisa, risposta in ambito MotoGP.

MONOSCOPIO
Visto e considerato che lo spettacolo c'è, la questione è semplicemente di ascolti e di capacità di entrare nelle case con produzioni e personaggi interessanti spinti nel modo giusto: non è possibile, infatti, che gli ascolti ed il ritorno di immagine che si hanno in WSBK sia roba da classificare a livello di "monoscopio" (il quale sul serio fa più ascolti di alcuni programmi TV...) nei confronti anche di categorie minori come la Moto2: come dicevamo in occasione del GP del Miller, i dati Auditel parlano di un audience (in Italia) pari ad oltre 20:1 in favore della MotoGP e di circa 7:1 in favore della Moto2. Anche la 125 riesce a fare meglio con quasi il triplo dei telespettatori.

Uno scenario che all'estero non è poi così diverso, se non in nazioni in cui il Motorsport è religione come l'Inghilterra, che piano piano sta spingendo i costruttori impegnati in questa categoria ad abbandonarla, in favore di una MotoGP che con il debutto del nuovo regolamento 2012 sembra essere il terreno di caccia perfetto per grandi costruttori come Piaggio e BMW, figuriamoci per realtà più piccole come Ducati...

DUCATI: MENO UNO
Già la Ducati: da 22 anni a questa parte non c'è mai stato GP (tranne le ultime due trasferte intercontinentali del 1988) WSBK senza una Rossa ufficiale. Dalla prima gara del 2011 le bicilindriche di Borgo Panigale ci saranno ancora ma saranno affidate a team privati, visto e considerato che l'addio (non l'arrivederci) del team ufficiale è stato comunicato "urbi et orbi" per mezzo di un comunicato stampa ed attraverso le parole dello stesso Presidente Del Torchio.

EFFETTO DOMINO
Volete sapere quali saranno il meno due ed il meno tre? Secondo noi il meno uno sarà l'Aprilia, soprattutto se riuscirà a vincere il mondiale, mentre il meno due sarà la BMW, ma con ogni probabilità a fine 2012, quando sarà la corona d'alloro finirà sulla carena della S1000RR. I come sono del tutto assimilabili a quelli di Ducati, ovvero S1000RR ed RSV4 Factory correranno ancora in WSBK ma con gestioni private e programmi in grado di automantenersi, mentre i perchè parlano chiaramente della possibilità di entrare in MotoGP senza apparentemente scucire i milioni messi in campo dai giapponesi e da Ducati per la realizzazione di prototipi e per la gestione dei team.

PAROLA DI IPPOLITO
L'apertura del regolamento ai motori di derivazione serie, perchè è questo il nocciolo della questione, per quanto ne voglia la Infront è una cosa possibile ed è stato lo stesso Presidente della FIM a parlarne in una intervista rilasciata alla testata spagnola Solo Moto: "I regolamenti FIM parlano chiaro: ci sono moto prototipi (MotoGP) e moto derivate dalla serie (Superbike), che possono esser acquistate da un concessionario e devono avere un numero minimo di esemplari prodotti. La MotoGP non sarà mai così e la FIM vuole mantenere ben chiare le differenze tra le due moto e campionati: la filosofia della Superbike è che l’utente può vedere la propria moto correre in pista, mentre in MotoGP i costruttori realizzano prototipi ad alta tecnologia."

MOTO1: MA QUALI DERIVATE!
Ma la vera parte interessante dell'intervista è questa: "Non possiamo comunque discutere su quali pezzi MotoGP possono derivare da una moto standard e viceversa: c’è ancora grande incertezza e non è ancora stato definito nel dettaglio il nuovo regolamento della MotoGP. Per la FIM un propulsore che dispone di un carter-motore di serie non significa che non può essere un prototipo, bisogna parlare nel suo complesso e non di specifiche parti da chiarire in futuro."

Preso atto del fatto che è logico che "un propulsore che dispone di un carter-motore di serie non significa che non può essere un prototipo" - anche se Ippolito dovrebbe spiegarci come mai la WCM venne squalificata dal Mondiale MotoGP 2003 per aver utilizzato alcuni componenti di derivazione R1... - Aprilia e BMW si stanno muovendo per entrare in questa categoria. Ma come?

APRILIA RACING: MENO DUE
La Casa di Noale, da un lato, sta facendo di tutto per vincere il mondiale con la RSV4 e dall'altro sta cercando di convincere Biaggi ad accontentarsi di un ingaggio di solo un anno, anche a fronte di un lavoro eccezionale svolto nei due anni di partecipazione ufficiale. Il perchè lo sanno sia Biaggi che Mercanti&Soci ed è di quelle cose che non si possono dire ma solo immaginare: l'Aprilia vuole tornare in MotoGP nel 2012 con un prototipo che utilizza una versione estrema del motore V4 - ecco perchè ci tenevano tanto a collaudare la prima evoluzione della cascata di ingranaggi... - ma senza Biaggi.

Per lui, che comunque potrebbe essere ancora competitivo, vi sono limiti d'età ma anche d'ingaggio oltre che di necessità: Biaggi è stato fondamentale per lo sviluppo della WSBK e per assicurarsi un ritorno d'immagine migliore di quello che si sarebbe potuto ottenere scommettendo su un Haslam qualsiasi. Un buon pilota MotoGP, come Edwards per rimanere negli stagionati o come un Elias, un De Angelis, un De Puniet per passare ai giovani, non costa attualmente come costa Biaggi. Ed a differenza di Biaggi la MotoGP moderna la conoscono molto bene.

BIAGGI BATTE I PUGNI
Nel caso in cui, invece, Max riuscisse a strappare un ingaggio di due anni la situazione potrebbe comunque essere analoga, perchè a chi comanda ai piani alti di Noale piace giocare in serie A e non in B: anche a fronte di una vittoria del Mondiale WSBK, se il team ufficiale dovesse fare "armi e bagagli" per concentrarsi sul nuovo impegno, potrebbe anche essere trovato un accordo con qualche team privato per accollarsi l'ingaggio di Biaggi a fronte di una fornitura gratuita di materiale tecnico. Resta da capire se una soluzione di questo genere può essere gradita a Max, il quale sta battendo da mesi i pugni per correre altri due anni pur senza avere grosse chance (soprattutto economiche) in altri team.

BMW MOTORRAD: MENO TRE
Più che per Aprilia, il regolamento Moto1 sembra essere scritto appositamente per portare in MotoGP il motore della S1000RR. Passare dagli 80 mm di alesaggio attualmente in uso agli 81 mm imposti come limite di regolamento è "un gioco da ragazzi", anche perchè uno sviluppo iniziale del motore a quattro cilindri della WSBK BMW era stato portato avanti proprio con quel diametro di pistone. Se da un punto di vista tecnico/motoristico, insomma, BMW ha già un pacchetto praticamente pronto è anche vero che sotto il profilo della squadra si continua a lavorare sodo: Tardozzi è l'uomo giusto per il salto nella massima serie e la ricerca di un pilota di alto livello da far passare dalla MotoGP alla WSBK (per poi rientrare in MotoGP, magari dopo la conquista del Mondiale) potrebbe essere solamente la punta di un iceberg che vedrebbe finalmente completarsi con una attività sportiva di alto profilo il già generoso impegno economico del costruttore di Monaco nei campionati firmati Dorna.

BMW, in ogni caso, potrebbe comunque rimanere in forma semi-ufficiale: il probabile arrivo nella massima serie del team di Serafino Foti a partire dal 2011, che ha permesso a Badovini ed alla BMW S1000RR Stock di dominare il campionato FIM Stock Cup 1000, potrebbe essere una chiave di lettura di una elegante uscita di scena del team tedesco: Foti, un po' come successo in WTCC con il Team Italy-Spain nel quale correva anche la BMW 320i di Zanardi, potrebbe essere supportato da alcune filiali locali del costruttore tedesco.

IL RESTO SI VEDRA'
Rimangono da verificare le situazioni di Kawasaki e Yamaha, anche se la prima "scottata" in MotoGP l'ha già presa e la seconda è strutturata a livello aziendale per avere una presenza forte in molti campionati del mondo, sia on che off-road. Per le altre quello di dare in gestione moto private, in stile Ducati, sembra essere la ricetta perfetta.

Si ritornerà ad un campionato WSBK più umano, gestito da persone che vivono di corse, magari caratterizzato da un regolamento più vicino a quello della stock? Speriamo: a noi, che comunque rimarremo in quattro gatti, la WSBK piacerà anche povera.

Autore: Emiliano Perucca Orfei

Tag: Sport


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