Attualità e Mercato

pubblicato il 2 agosto 2010

Nuovo Codice della Strada: farà aumentare i cartelloni pubblicitari?

Più potere ai Comuni sulle autorizzazioni

Nuovo Codice della Strada: farà aumentare i cartelloni pubblicitari?

Il nuovo Codice della Strada apporta modifiche all'articolo 23 che ampliano per i Comuni la possibilità di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento dei mezzi pubblicitari su tutte le strade di competenza, non solo su quelle di quartiere e locali come in precedenza, ma anche su quelle urbane di scorrimento e a due corsie per senso di marcia con carreggiate separate, per le quali la distanza minima prevista dal CdS è di 50 metri.

Le nuove disposizioni, più permissive, dovrebbero essere accolte di buon grado dai Comuni, che rilasciano le autorizzazioni incassando la tassa di occupazione del suolo pubblico e i cosiddetti "canoni di iniziativa pubblicitaria", ma anche da tutti coloro che prendono parte al business della pubblicità sulle strade.

IL BUSINESS DEL CARTELLONE
In primis le concessionarie di pubblicità, alcune delle quali però non si fanno scrupoli ad installare cartelli abusivi o irregolari, a insaputa o in violazione delle concessioni delle Amministrazioni e delle norme del Codice della Strada. Di mezzo ci vanno anche gli enti gestori, Province e Regioni per le strade di loro competenza, che talvolta autorizzano la collocazione di cartelli che solo dopo si rivelano irregolari perché pericolosi per la circolazione, oltre che brutti a vedersi, e devono accollarsi le spese di rimozione (che ricadono sull'autore della violazione che non procede all'obbligo di rimozione) e degli eventuali contenziosi.

PIU' POTERI ALLE POLIZIE
Il nuovo comma 13 contiene però due nuove norme di contrasto al malcostume dei cartelli abusivi lungo autostrade e strade extraurbane: al comma 13-bis la facoltà per le Forze di Polizia di "accedere sul fondo privato ove è collocato il mezzo pubblicitario". Per aggirare ogni obbligo i cartelli fuorilegge vengono infatti collocati su terreni privati ma ben visibili dalla strada. Sarebbe vietato, ma prima che si trovi il colpevole spesso passano mesi e il cartello rimane lì, a deturpare il paesaggio e distrarre chi guida. Con le nuove norme Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizie locali e tutta una serie di funzionari individuati dall'art. 12 del CdS potranno intervenire più velocemente per accertare violazioni e disporre la rimozione. Inoltre al comma 13-quater si stabilisce che l'ente proprietario della strada "può liberamente disporre dei mezzi pubblicitari rimossi […] una volta che sia decorso il termine di 60 giorni senza che l'autore della violazione, il proprietario o il possessore del terreno non ne abbiano richiesto la restituzione".

SULLE AUTOSTRADE
Con le modifiche al comma 7 dell'articolo 23 viene inoltre ammorbidito il divieto di pubblicità sugli itinerari internazionali, le autostrade e le strade extraurbane principali e relativi accessi. Purché autorizzati dall’ente proprietario saranno concessi "cartelli di valorizzazione e promozione del territorio indicanti siti d’interesse turistico e culturale e cartelli indicanti servizi di pubblico interesse". Per il momento non si sa quali siano, perché lo stabilirà un decreto ministeriale per il quale non è stato fissato un termine.

CHE SUCCEDERA'?
"Difficile dire che succederà – commenta Giordano Biserni, presidente dell'A.S.A.P.S. -, ma noi siamo favorevoli affinché la disciplina su questa materia sia sempre più rigida perché le nostre strade sono una giungla di cartelli di tutti i tipi. Intanto siamo contenti che il legislatore sia intervenuto sulla questione e ci sembra un risultato importantissimo l'aver dato agli organi di Polizia la facoltà di accedere ai fondi privati come forma di contrasto al fenomeno. Per noi, comunque, meno cartelli ci sono e meglio è, perché dal nostro punto di vista tutti i cartelli sono distraenti: dovrebbero essere pochi ed essenziali."

Per l'Ingegner Giovanni Micheloni, Consigliere provinciale Italia Nostra Milano e Coordinatore della campagna "Spazio Libero", "La prima modifica che estende le possibilità di deroga ai Comuni all'interno dei centri abitati è una modifica non drammatica, ma comunque non positiva in quanto prelude a un possibile incremento della pubblicità urbana. Dubbia e meritevole di attenzione la modifica al comma 7: ci sarà da tenere gli occhi bene aperti. Per Micheloni sono invece "Molto positive le modifiche al comma 13 bis e 13 quater, che vengono incontro a due richieste avanzate da tempo da Italia Nostra. Si tratta di due armi fondamentali per la lotta contro i cartelloni abusivi lungo autostrade e tangenziali, sempre più numerosi nonostante il divieto assoluto previsto dal Codice della Strada. Un piccolo ma importante passo verso la legalizzazione del settore della pubblicità stradale extraurbana, oggi nelle mani di un nutrito numero di ditte che operano sistematicamente nell'abusivismo."

"Ma la legalizzazione – prosegue Micheloni - è solo il primo passo: Italia Nostra chiede la graduale abolizione della pubblicità stradale al di fuori dei centri abitati, in linea con quanto avviene nella maggior parte dei Paesi europei, tra cui Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si può fare: in Provincia di Bolzano è già così. Si deve fare: lo scempio del paesaggio dovuto (anche) alla pubblicità stradale è una vergogna tutta italiana, che lascia increduli e irritati i turisti stranieri."

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada


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