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pubblicato il 26 luglio 2010

MotoGP 2010: Lorenzo ipoteca il Mondiale

Rimane da capire se riuscirà a sviluppare la M1 senza Rossi

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La vittoria di Lorenzo a Laguna Seca 2010 è un passo importante verso la vittoria del suo primo titolo mondiale in MotoGP. Lo spagnolo, protagonista di una nuova gag ispirata alle esplorazioni lunari americane dopo quella dell'Estoril 2009, con i 25 punti di ieri porta infatti a quota 72 il vantaggio sul primo dei suoi inseguitori. Un differenziale di punti che in una situazione "normale" potrebbe anche essere considerata "di sicurezza ma non troppo", ma che alla luce delle performance di chi lo insegue rappresentano un importante "buffer" da utilizzare quando (e se) arriveranno momenti difficili.

CONTRO "NESSUNO"
Il se non è certamente casuale: Pedrosa, eccezionale sino alla caduta, sta facendo l'impossibile per non cercare di vincere questo mondiale e Stoner, nonostante la Desmosedici GP10 abbia un potenziale incredibile, sembra quasi fare apposta nell'autoeliminarsi dalla lotta per la vittoria. Non parliamo ovviamente di Rossi, grandioso ieri, ma con quattro "0" alle spalle ed una condizione fisica che non gli permette di "prendere a pugni" i piloti di primo piano.

MONDIALE REGALATO?
Non proprio, nel senso che Lorenzo ha fatto vedere ad inizio stagione che quest'anno sarebbe stata dura per tutti, anche per Valentino. Determinazione, preparazione fisica, capacità di accontentarsi e di adattare la sua prestazione alle piste ed alla M1 sono punti forti di un pilota che, allo stato attuale, non ha punti deboli oltre che avversari. Non gli manca nemmeno, ma è tipico dei campioni, un pizzico di fortuna: se Pedrosa ieri non fosse caduto, forse, sarebbe stato ancora troppo presto per parlare di mondiale chiuso. Di fatto con i se e con i ma non si va da nessuna parte: la fortuna va colta al volo e per farlo bisogna farsi trovare pronti nel momento in cui passa.

LORENZO DIXIT
"Ho iniziato bene alla partenza - ha dichiarato Lorenzo ma vari piloti mi hanno superato all'esterno della prima curva, quindi ho dovuto prendermi i miei rischi per superare Spies. Poi Stoner ha fatto un errore in curva e l'ho superato...Diciamo che non è stata la miglior partenza della stagione. Ho corso davvero bene oggi, al limite. Dani era impressionante e ha spinto davvero molto, e sapevo che sarebbe potuto cadere. Quando è successo è stato davvero facile terminare la gara davanti. Abbiamo un gran vantaggio nel campionato, ma non è la prima volta che un pilota perde il titolo nonostante una differenza così grande..."

LA SVILUPPERA'?
Preso atto del fatto che il mondiale "dovrebbe" essere una semplice formalità, rimane da verificare ancora qualche punto prima di poter affermare con certezza che Jorge è un campione veramente completo: sino ad oggi, infatti, le sue performance sono state "impreziosite" da quel pezzo di moto che è la Yamaha M1. Una moto sulla quale Rossi ci ha messo la faccia suggerendo vie di sviluppo rischiose sulla quale d'ora in avanti dovrà essere Jorge a metterci davvero mano. E non parliamo tanto di assetti da variare di tracciato in tracciato, per i quali ha dimostrato di essere "a punto", ma di vere e proprie linee guida per lo sviluppo progettuale a medio/lungo termine.

Per giudicare questo aspetto, però, bisognerà attendere il prossimo cambio di regolamento (atteso per il 2012): il prossimo anno, infatti, le vie tracciate dal #46 saranno in grado di mantenere ancora molto alto il livello di competitività della Yamaha.

Autore: Redazione

Tag: Sport


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