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pubblicato il 18 luglio 2010

MotoGp 2010, Sachsenring, Gara: super Pedrosa

Battaglia tra Stoner e Rossi per il terzo posto

MotoGp 2010, Sachsenring, Gara: super Pedrosa

Daniel Pedrosa si è preso una grande soddisfazione nel GP di Germania, ma un bilancio corretto della domenica deve annotare ben tre
vincitori differenti in un corsa alla fine disputata su due gare.
Sembrerebbe un gioco di parole, ma è proprio quello che è successo sul breve e tormentato circuito del Sachsenring.

Il Gran Premio è stato interrotto al nono giro a causa di un pauroso incidente seguito alla rovinosa caduta del francese Randy de Puniet che poi è stato travolto dalla Ducati di Espargaro e dalla Suzuki di Bautista. La Honda di De Puniet è andata a fuoco mentre lo sfortunato pilota ha riportato la frattura scomposta di tibia e perone della gamba sinistra.

Bandiera rossa e nuova partenza. Le posizioni al momento dello stop vedevano in testa nell’ordine: Lorenzo, Pedrosa, Stoner, Dovizioso e Rossi. In realtà era subito scattato via Pedrosa, ma Lorenzo aveva impiegato un attimo a prendersi la leadership dando l’impressione di averne, al solito, più di tutti e di poter dominare la gara.

Praticamente il film rivisto al via della seconda frazione: Pedrosa che balza davanti e Lorenzo che lo ripassa subito. Questa volta però Jorge non si stacca, e da metà gara torna davanti Pedrosa, capace di inanellare una serie mostruosa di giri veloci con il record del circuito che viene ripetutamente demolito. Non c’è più gara per il primo posto: Pedrosa fugge come fosse un marziano e Lorenzo che si accontenta del secondo posto.

Due gare, quindi, e due vincitori differenti. E il terzo vincitore? Il terzo vincitore è il quarto arrivato, il rientrante Valentino Rossi, autore di una gara strepitosa. In Germania non doveva nemmeno esserci, poi non doveva illudersi di stare con i primi, infine si è ritrovato a girare sui tempi dei migliori rendendosi protagonista di un duello per il podio con l’australiano Casey Stoner autori di 9 sorpassi e controsorpassi nel corso degli ultimi 10 giri. Una lotta come la classe regina non si sognava più da una vita e che ha restituito al Motomondiale un campione vero dall’intatto talento, l’immutato coraggio e la voglia di sempre di brillare costi quel che costi.

Il commento non può però ignorare anche la formidabile corsa di Simoncelli, capace di risalire in quinta posizione, poi di rischiare una paurosa caduta che gli ha fatto perdere due posizioni a vantaggio di Dovizioso e Hayden, quindi di terminare la gara al sesto posto mordendo la ruota di Dovizioso, quest’ultimo davvero impegnato a non subire un secondo sorpasso. Se ci fosse un premio al pilota più migliorato dell’anno, questo sarebbe proprio per Simoncelli. Il pilota debuttante del team Gresini, di gara in gara cresce e mostra doti velocistiche da grande campione. Se continuerà così a fine anno sarà difficile per qualsiasi team ufficiale non prenderlo tra le proprie fila.

Autore: Fulvio Cavicchi

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