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pubblicato il 15 luglio 2010

Rossi: la R1 potrebbe girare 1 secondo più veloce

Valentino "ridicolizza" il lavoro degli ufficiali

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Fanno un po' sorridere le dichiarazioni rilasciate post-test di Brno da Silvano Galbusera sulle pagine della Gazzetta dello Sport. Non parliamo tanto dei contenuti, indubbiamente condivisibili, ma del fatto che a 3/4 di stagione WSBK completata in Yamaha Sterilgarda si siano accorti che Crutchlow e Toseland nel corso della stagione 2010 hanno dato meno indicazioni tecniche di quelle che ha dato Rossi in due sole sessioni di test: "Ci ha dato più indicazioni Rossi in 250 km che i nostri piloti in mezza stagione..." ha detto il tecnico del Team che ha sede in Italia.

La domanda "ma ve ne siete accorti solo ora?" sorge spontanea così come viene immediato pensare a quale sia il futuro della Yamaha in MotoGP nel giorno in cui Rossi passerà alla Ducati. Vero, Burgess (capo tecnico di Rossi sin dai tempi della Honda 500), il suo know how ed il suo metodo di lavoro rimarranno a libro paga Yamaha, ma alla luce di quanto successo nel 2004 ed alla luce dell'ennesima lezione di ingegneria di Misano e Brno, è evidente che il contributo di Valentino per quel team e quell'azienda è determinante.

Vero, è tutto da dimostrare che Lorenzo non sia in grado di fare lo stesso mestiere, anche perchè il percorso formativo di Jorge è stato (500 a parte) del tutto simile a quello di Valentino: il polso c'è e la capacità di mettere a punto a moto anche. Di sviluppo serio però, per intenderci quello in cui bisogna scegliere un motore o un telaio su cui lavorare a lungo termine, non se ne è mai occupato e non è detto che alla luce dei prossimi sviluppi regolamentari questo sia un bene.

Anzi, sbagliare moto all'inizio di una nuova era (quella della Moto1, sempre che vengano risolte le magagne burocratiche legate ai motori di derivazione stradale) significa compromettere i piani sportivi di una azienda oltre che propri per diversi anni. E sbagliare non è poi così difficile: lo stesso Rossi, quando in Yamaha scelse il motore a scoppi irregolari in luogo del più tradizionale e potente "screamer", venne preso quasi per "pazzo visionario" da alcuni colleghi. Si scoprì solo qualche mese più tardi che quel motore che sembrava "immobile" aveva solo bisogno di un po' di sviluppo per essere il punto chiave di una delle moto più vittoriose e costanti di sempre.

A Brno con la R1 SBK è successo qualcosa di simile. "La R1 è troppo bassa - ha detto il tavulliano - e non fa lavorare bene le gomme. Con qualche aggiustamento potremmo girare 1 secondo più forte." Non c'è stato il tempo per provare diverse soluzioni d'assetto e così Rossi ha limitato la sua opera di effettiva messa a punto ad una diversa strategia di intervento del controllo della trazione. Ci sarà da ridere se, alla luce dei suggerimenti di Rossi, a Silverstone le R1 WSBK voleranno anche in gara e siamo certi che qualcuno a Borgo Panigale - Preziosi - non stia nella pelle pregustando il sogno di di non essere l'unico in tutti questi anni ad averci davvero capito qualcosa della sua Desmosedici...

Autore: Redazione

Tag: Sport


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