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pubblicato il 12 luglio 2010

WSBK 2010, Brno: bye bye Haslam

La strategia miope della Suzuki mette la parola fine all'impresa di Leon

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Che il mondiale SBK 2010 fosse sostanzialmente chiuso l'aveva già detto Batta, grande capo del team Alstare Suzuki, pochi istanti dopo la mancata qualificazione alla Q3. La 14esima piazza di Haslam nella griglia di partenza di in un GP in cui sarebbe stato doveroso partire almeno in prima fila, infatti, non poteva che essere considerata alla stregua del tracollo di un'impresa sportiva che era già andata ben oltre ogni più rosea aspettativa: sino a Kyalami, lo ricordiamo, l'alfiere della Suzuki era comodamente in vetta alla classifica.

Tutto era iniziato con un avvio di stagione incredibile: certo, il potenziale lo si era già visto nel corso dei test invernali, ma solo con la vittoria al photofinish in Australia ed una sapiente opera di permanenza sul podio, team e pilota avevano iniziato a considerare come qualcosa più di una speranza la vittoria del mondiale 2010. Tutto bene sino a quando, sulla pista di Monza, Leon ha dovuto fare i conti con la forza della Aprilia: una nuova doppietta, dopo quella "scontata" di Portimao, aveva dimostrato che Biaggi e la sua RSV4 avevano iniziato a spostare più avanti il confine della prestazione nel mondiale per derivate di serie.

Questione di pista, si disse, tanto che a Kyalami tutto sembrava essere rientrato: chi pensava così, forse, si sbagliava. Miller, Misano e ieri Brno sono state delle brutte mazzate per classifica ma soprattutto morale, tanto che anche il desaparecido Guintoli (tranquilli, non è una colpa non sapere che è il compagno di squadra di Haslam) è riuscito nell'impresa di mettere il muso della sua Suzuki davanti a quello dell'ex-leader in classifica.

Haslam non c'è più, insomma, ma d'altro canto la colpa non è solamente sua: il suo sangue freddo e la sua voglia di provarci sono infatti rimaste vittime della miopia della Suzuki, che preferisce prendere sonore bastonate in MotoGP invece che tentare l'attacco ad un mondiale che avrebbe impreziosito la presenza in concessionaria della GSX-R.

Cosa succederà nelle ultime quattro corse è facile saperlo: Biaggi, che guida la classifica con 68 punti di vantaggio, ha il know-how oltre che il potenziale tecnico per gestire un vantaggio che definire importante è un eufemismo. In tutto questo, però, qualcosa di positivo c'è: quest'anno è nata una stella, Haslam, e siamo certi che nei prossimi anni sentiremo parlare molto di lui. Con o senza Suzuki.

Autore: Redazione

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