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pubblicato il 8 luglio 2010

Rossi a Misano: qualche dubbio sul crono ufficioso

Pochi giri, moto nuova e dolori di tutti i tipi ma tempi da metà classifica. Possibile?

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Il ritorno in pista di Rossi non poteva che creare un immenso effetto mediatico oltre che un susseguirsi di informazioni più o meno corrette a riguardo: non si parla, però, del numero di giri percorsi, del tipo di moto utilizzata - una Yamaha R1 WSBK in una bellissima colorazione carbonio neutro - o delle sensazioni in sella, ma piuttosto del tempo sul giro ottenuto. Roba da far saltare un po' di gente sulla sedia, nello specifico i piloti della SBK.

Sì perchè se fosse vero l'1'38".2 fatto segnare ieri sera nella seconda parte del test di Misano, come afferma l'amico Edoardo Licciardello, ci sarebbe davvero di che meravigliarsi. Ok Valentino è un fenomeno, ma in effetti il tempo reso ufficiale da un comunicato Yamaha è qualcosa di eccezionale se si considerano alcune combinazioni di fattori non positive e non di poco conto.

La prima considerazione, puramente cronometrica: Rossi avrebbe girato come Vermeulen, Xaus o Smrz nel corso di gara2 del mondiale sulla stessa pista 10 giorni fa. Inutile fare raffronti coi tempi delle qualifiche: Rossi non ha usato gomme da Q, anzi non ha proprio usato Pirelli ma Bridgestone.

Il secondo dato riguarda la preparazione di Rossi in sella ad una SBK: ok, con una moto quasi mai vista come le VTR SP SBK ha saputo vincere al debutto la 8 Ore di Suzuka...e quindi sul fatto che sia in grado di andare forte anche con le "derivate" non c'è alcun dubbio, ma riuscire a girare a poco più di un secondo da Toseland (sulla stesso esemplare di R1), con la poca luce rimasta (erano quasi le 20) e con dolori fisici di tutti i tipi, beh, o c'è qualcosa di miracoloso o c'è dell'altro.

Cosa? Non credete ai miracoli? Allora forse concorderete con noi nel pensare che sia stata semplicemente utilizzata un po' di enfasi nella trasposizione dei tempi dal servizio di cronometraggio "non ufficiale" al comunicato stampa. D'altro canto non sarebbe una novità nell'ambito del motorsport.

Seguendo una "modalità di lavoro" totalmente inversa, infatti, Enzo Ferrari era solito far aggiungere almeno un secondo al giro alle tabelle dei tempi ufficiose dei piloti al debutto. Questo gli permetteva di lavorare più liberamente sulle motivazioni dei suoi piloti e gli consentiva di sviare le indagini prestazionali sulle nuove Rosse da parte dei team avversari. Nel caso di Rossi, sempre che l'arrotondamento per difetto ci sia stato, saper di aver ottenuto un tempo così interessante potrebbe servire da stimolo per trovare la forza di rientrare al Sachs, in programma tra meno di due settimane: Yamaha, ma soprattutto la Dorna, ce l'hanno come sogno nel cassetto da alcune settimane. Sponsor ed ascolti TV, d'altro canto, hanno le loro esigenze...

Rimaniamo in attesa di nuovi dettagli da parte di Yamaha e di Valentino Rossi riguardo ai tempi di rientro. Voi, come la pensate?

Autore: Emiliano Perucca Orfei

Tag: Sport


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