Sport

pubblicato il 7 luglio 2010

Kawasaki ZX-10R 2011 - in azione a Suzuka

Primi test di sviluppo "pubblici" per Takahashi e Yanagawa

Kawasaki ZX-10R 2011 - in azione a Suzuka
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La prima grande certezza è quella che il motore della nuova Kawasaki ZX-10R Ninja 2011 non sarà flat. La seconda è che, stando almeno all'audio di questo clip, la sequenza degli scoppi sarà di tipo regolare e non irregolare come nel caso della R1 2009/2010. Nonostante questi due elementi siano sostanzialmente attinenti con il passato, con buona pace di chi come noi aveva sperato di ammirare qualcosa di veramente atipico per la categoria, la nuova Ninja 2011 non ha però nulla a che fare con quella di precedente generazione.

In primis la tipologia di sviluppo: come dicevamo ieri in occasione del lancio della prima immagine ufficiale, Kawasaki non ha seguito una via tradizionale per la realizzazione di questo modello, preferendo consultare i tecnici del reparto corse Kawasaki prima e non dopo la definizione del modello stradale. Il prodotto che ne scaturirà, ovviamente, sarà decisamente più estremo e performante rispetto al modello attuale, non solo in termini di prestazioni ma anche di guidabilità, che con ogni probabilità sarà impreziosita da un ampio uso di centraline elettroniche.

Ride by Wire e controllo di trazione di ultima generazione, infatti, dovrebbero essere la diretta evoluzione del sistema KIMS utilizzato sino ad oggi, che prevedeva una sorta di primitivo controllo di trazione basato sulla lettura e l'interpretazione di inattesi aumenti del regime motore. Motore che, come già detto, non sarà flat: anzi, "leggendo" le prime immagini della moto in configurazione WSBK portata in pista da Hidemichi Takahashi ed Akira Yanagawa, si nota come la bancata dei cilindri sia estremamente verticale, alla stregua di uno schema motoristico per anni portato in pista con la ZX-RR nel Mondiale MotoGP.

Presto per parlare di dati ufficiali riguardo alla potenza massima, anche se è chiaro che l'asticella da saltare non può che essere fissata sul record della BMW (193 CV): ci si attende un 200 tondo tondo, che significherebbe un onorevole 6% in più rispetto alla precedente unità che sul libretto riportava il già ragguardevole valore di 188 CV.

Per quanto riguarda la ciclistica tutto è come da programma: il telaio è un doppio trave in alluminio, abbinato ad una sospensione posteriore che agisce sul mono centrale per mezzo di un leveraggio progressivo. Un elemento, il forcellone, che sarà quasi certamente diverso nel prodotto di serie: a differenza del telaio, infatti, il regolamento della massima competizione per derivate di serie non pone limiti sulla forma e la lunghezza del braccio posteriore.

Rimaniamo in attesa da Kawasaki di ulteriori informazioni ufficiali. Stay tuned.

Autore: Redazione

Tag: Sport


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