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pubblicato il 5 luglio 2010

MotoGP 2010, Barcelona: il vuoto dietro a Lorenzo

Mondiale finito? Se continua così, non c'è ombra di dubbio...

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Il GP di Catalunya, corso ieri sul bellissimo tracciato alle porte di Barcelona, ha parlato chiaro a riguardo di chi sarà il vincitore della stagione MotoGP 2010. Non che ci fosse bisogno di particolari "investigazioni" dopo la rovinosa caduta di Rossi al Mugello, ma quella di Lorenzo sulla pista "di casa" è stata una vera e propria dimostrazione di forza, che scaturisce da una perfetta simbiosi con la sua M1 e da una convinzione in sé stesso e nelle sue potenzialità che mai come quest'anno si manifesta corsa dopo corsa.

VINCE FACILE
Certo, l'assenza di Rossi pesa positivamente nell'economia del mondiale di Jorge, perchè da un lato si ritrova a correre senza avversari e dall'alto perchè girare senza la pressione di Valentino è certamente tutta un'altra cosa. Non che Lorenzo sia uno che si fa intimidire, l'ha dimostrato lo scorso anno quando ha saputo resistere ai ripetuti tentativi di "gibernizzazione" lanciati da Rossi, ma il fiato sul collo del nove volte campione del mondo è qualcosa a cui si rinuncia volentieri meno nel caso in cui il desiderio sia quello di vincere un campionato del mondo MotoGp.

POTEVA ESSERE LA CONSACRAZIONE
Certo, portarsi a casa il #1 battendo il #1 in sella alla stessa moto poteva davvero essere il colpaccio della vita ed Jorge questa cosa la sa bene: non è solo stima ed affetto per il compagno di box, infatti, quando nel corso delle interviste manda tanti saluti a Valentino rimarcando il fatto che con lui non è la stessa cosa. Con la sua assenza forzata, infatti, Jorge ha perso la possibilità di essre consacrato definitivamente: ci sarà sempre qualcuno, infatti, che tirerà fuori la storia che Rossi non c'era.

IL CANGURO NON SALTA
Che Rossi ci sia o non ci sia, invece, conta poco o nulla per tutti quei piloti che inseguono vanamente la prestazione del #99, sempre che guadagnare una "posizione fissa" a fine gara non sia qualcosa che riempie di gioia. Di fatto ne Pedrosa ne Dovizioso, autore comunque di una gran corsa, sembrano avere i numeri per per impensierire Lorenzo. Numeri che non ha più nemmeno Stoner: nonostante Preziosi rivolti come un calzino quella che sembrava essere la sua arma più perfetta - si è addirittura fatto ricorso ad una forcella Ohlins 2009 - i problemi non svaniscono.

Ora il canguro non cade più ma non riesce nemmeno più a saltare gli avversari: senza l'errore, ha dichiarato, avrebbe potuto tenere il passo di Lorenzo. Di fatto è riuscito a tenere a malapena quello di Pedrosa, scoprendo amaramente che la sua Ducati è molto forte laddove quest'anno lui non c'è, l'ingresso in curva, e molto debole dove negli anni scorsi riusciva a fare la differenza: i rettifili.

BENE DOVIZIOSO ANCHE SE...
Problemi di confidenza che sembrano aver colpito anche Hayden, più indietro del solito, al contrario di un Dovizioso che di confidenza alla sua RC212V ne ha data anche troppa, rimanendo tradito nel bel mezzo della corsa: la sua crescita è evidente ed è lodevole l'impegno. Il fatto è che Lorenzo, con lui, ha giocato per tutta la corsa al gatto e il topo fino a portarlo all'errore.

BAUTISTA MEGLIO DI CAPIREX
Tra i piloti in crescita, nonostante la caduta, segnaliamo Simoncelli così come ci è piaciuto moltissimo Bautista. La Suzuki, evidentemente, è meno "bidone" di quello che Capirossi ci vuole far credere: se in una pista che l'italian-monegasco conosce alla perfezione non riesce a tenere il passo del compagno debuttante...qualcosa che non va c'è di sicuro anche se non si tratta solamente del progetto GSV-R. Si spera che il prossimo anno, sempre che si concluda l'affare con Ducati Pramac, riesca a fare qualcosa di meglio.

10 E LODE A DE PUNIET
Tra le conferme, invece, troviamo certamente De Puniet (10 e lode) e Spies: il texano ha un'altro passo rispetto ad Edwards, sino allo scorso anno il migliore dei privati, e la sua M1 inizia a farsi vedere con costanza nelle posizioni che contano. Il prossimo anno, se Rossi lascerà libera la sella della ufficiale, potrebbero essere dolori per tutti. Anche Lorenzo è avvertito.

YOSHIKAWA SENZA VOTO
Deludono Kallio e Melandri, rimangono invece senza voto Akiyoshi (Honda) e Yoshikawa (Yamaha): quest'ultimo in particolare è arrivato al traguardo con 1'35" di distacco. Suppo lo scorso anno disse qualcosa di giusto quando in Ducati ci fu il problema di scegliere un pilota che prendesse il posto di Stoner: "Vittoriano Guareschi? Va fortissimo ma non è un pilota. E' un collaudatore. Lasciamolo tranquillo..."

Autore: Redazione

Tag: Sport


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