Test

pubblicato il 2 luglio 2010

BMW R1200R Alpine White - LONG TEST

Oltre 6.000 km con il boxer (s)vestito da naked

BMW R1200R Alpine White - LONG TEST
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Il 10 giugno 2010 abbiamo ritirato la "nostra" R1200R presso BMW Motorrad Roma. Il programma era di trattenerla per un mese circa in modo da percorrere almeno cinquemila km e verificare se le doti di globe trotter del motore boxer emergono anche a bordo di una naked. Detto fatto, a fine "long test", il 23 luglio 2010, erano quasi 6.200 i km percorsi! Poco più di 40 giorni per coprire una distanza che tanti motociclisti non fanno in un anno...
Come abbiamo fatto? Oltre ad un uso quotidiano intenso per le vie di Roma e dintorni, abbiamo usato la R1200R per diverse trasferte A/R a Bologna e Milano, per andare al World Ducati Week e per partecipare al raduno internazionale Bmw di Garmisch. Ecco le nostre impressioni.

TANTE MOTO IN UNA
L'abilità del Costruttore bavarese nel declinare il suo intramontabile motore boxer in tante varianti quante sono i segmenti di mercato è innegabile. Con questo motore BMW produce il best-seller R1200GS, la tourer R1200RT, la sport-touring R1200S, la sportivissima HP2 Sport e la "motardona" HP2 Megamoto, cinque moto diverse per tipologia di cliente e destinazione d'uso ma accomunate dall'anima a cilindri contrapposti.

PERSONALITA'
Elasticità, sound e generosità delle prestazioni fanno del motore boxer la bandiera di BMW e conferiscono a tutti i modelli della serie R una personalità ben definita. Nel caso della R1200R questo 'appeal' si sveste di ogni orpello per presentarsi in tutta la sua semplicità tecnica ed estetica. E' una vera naked, anzi, una "roadster" come preferisce definirla BMW, e forse, proprio per questo, ha un fascino ancora maggiore.

TECNICA TEUTONICA
Tecnicamente la roadster tedesca mantiene la configurazione di base della gamma cui appartiene: il motore è elemento stressato della ciclistica e il telaio è un traliccio d'acciaio che abbraccia anteriormente e posteriormente il propulsore. Forcella Telelever e monobraccio Paralever sono il pacchetto sospensioni e, anche in questo caso, rendono unica la R1200R rispetto alle sue concorrenti: all'avantreno infatti la funzione idraulica ed elastica è assolta da un monoammortizzatore centrale e al retrotreno la trasmissione cardanica è ospitata all'interno del monobraccio. Alla frenata provvedono i dischi anteriori da 320 mm con pinze a 4 pistoncini e il disco posteriore da 265 mm con pinza a 2 pistoncini. L'ABS, di serie sul modello in prova, è optional.

MONOALBERO
Mentre R1200GS ed R1200RT sono passate all'aggiornato motore bialbero, quello della R1200R è ancora in versione monoalbero (lo si nota dai coperchi delle teste a 4 viti anziché 2) e come tutti i boxer BMW è caratterizzato dalla distribuzione a 4 valvole e dal raffreddamento ad aria, cui si aggiunge un discreto radiatore dell'olio posto di fronte al basamento. L'accensione è a doppia candela e l'alimentazione ad iniezione elettronica. Con una cilindrata effettiva di 1.170 cc e un rapporto di compressione di 12:1, la roadster tedesca sviluppa un picco di potenza di 109 CV a 7.500 giri e una coppia massima di 115 Nm a 6.000 giri.

STABILE ED EQUILIBRATA
Le quote ciclistiche sono improntate alla stabilità (interasse 1.495 mm, avancorsa 119 mm e inclinazione cannotto 27,1°) ma grazie alla favorevole distribuzione dei pesi, con un avantreno abbastanza "leggero", e al baricentro basso garantito dagli sporgenti cilindri del motore boxer, maneggevolezza e agilità sono tra i punti di forza della R1200R, che si dimostra divertente ed efficace sulle strade tortuose e ben manovrabile nel traffico cittadino. La "gommatura" ha misure standard: sui bei cerchi a cinque razze sdoppiate sono montati pneumatici 120/70-17" ant. e 180/55-17" post. .
Il peso dichiarato in ordine di marcia è di 223 kg (benzina compresa), un valore in linea con la concorrenza meno esasperata di pari cilindrata. Gli altri valori interessanti sono l'altezza della sella, posta a 800 mm (ma si può richiedere sia ribassata a 770 mm che rialzata a 830 mm) e la capacità del serbatoio, pari a 18 litri di cui 3 litri di riserva, per un'autonomia di circa 250 km prima che si accenda la spia gialla del rifornimento.

FACILE ALLA GUIDA
Il cambio a 6 rapporti è spaziato correttamente, la prima marcia è abbastanza corta da rendere facili le manovre e a prova di neofita le partenze. Fino alla seconda marcia l'effetto apri-chiudi è moderato, semmai è la trasmissione cardanica a farsi sentire quando si dà e leva gas repentinamente nelle marce basse. Dalla terza in poi invece il cambio è un "burro" e la trasmissione dolcissima nelle reazioni.
La posizione in sella è perfetta. Il manubrio è abbastanza largo ed ha un'impugnatura comoda grazie alle estremità appena spioventi e piegate all'indietro. La sella non è morbidissima e già dopo un'ora di guida si sente la necessità di sgranchirsi...il fondoschiena; in compenso le pedane non sono né troppo alte né troppo arretrate, quindi la piega imposta alle ginocchia è abbastanza rilassante.

VERA NAKED
Inutile parlare della protezione aerodinamica, se si vuole un po' di riparo occorre almeno l'installazione del parabrezza "Sport". Viaggiare con la R1200R è però piacevole. La sesta marcia è abbastanza distesa da far frullare il motore a metà regime anche in autostrada, sulle strade extraurbane la ripresa è eccellente anche senza ricorrere troppo al cambio, e sui percorsi tutte curve si fila via in scioltezza con una guida efficace e redditizia senza necessità di "tirare il collo" al motore. La luce a terra è più che sufficiente per grandi pieghe e i freni sono infaticabili. Unico neo, l'efficacia dell'ABS sui fondi pieni di buche o sul pavé, dove è raccomandabile un'azione moderata sui comandi per evitare di allungare gli spazi di arresto.

FULL OPTIONAL: ESA ED ASC RACCOMANDATI
La "nostra" R1200R è bianca, anzi, AlpineWhite, una variante cromatica a nostro avviso molto bella ma soprattutto elegante. Tra gli optional installati possiamo disporre di ABS, ASC , ESA-2, computer di bordo con RDC (controllo pressione pneumatici), manopole riscaldate, piccolo parabrezza, set di valigie laterali, scarico cromato, frecce a led e cavalletto centrale...
Per quanto riguarda l'assetto, il consiglio che possiamo dare è di fare un "investimento" in praticità scegliendo l'installazione dell'ESA La possibilità di impostare la risposta delle sospensioni con il pratico comando al manubrio è impagabile quando si passa dalla guida a solo a quella in coppia e viceversa, o quando si decide di cambiare "passo" su una bella strada, o ancora quando si va a spasso o si guida in città, dove una risposta morbida delle sospensioni è senz'altro preferibile a un rigore che in quei frangenti non serve.
Altro "gingillo" elettronico è l'ASC. Non va confuso con il controllo di trazione nonostante la logica di intervento sia la stessa. Si tratta di un ausilio alla sicurezza attiva, non di un sistema con cui spalancare appositamente il gas a moto inclinata per anticipare il più possibile l'uscita di curva. Non è insomma un 'traction control' sportivo, ma un sistema per rimanere in piedi quando ci sorprende un fondo viscido o sporco, oppure quando commettiamo un errore di guida nella gestione del gas o nel rilascio della frizione.

IL PREZZO E' GIUSTO MA...
Trovare difetti a questa elegante naked è difficile. Mancano le maniglie per il passeggero e la sella è un po' dura, ma per quanto riguarda le caratteristiche dinamiche... "tanto di cappello".
Il prezzo base della R1200R è 12.470 Euro, una quotazione che cresce inevitabilmente mano a mano che si attinge alla lista di accessori. L'esemplare del nostro test è infatti un "pezzo" da 15.675 Euro, sempre chiavi in mano e con primo tagliando compreso.

UN "LONG TEST" CONVINCENTE
Il 10 giugno al momento della consegna la moto aveva all'attivo 5.367 km. Al momento della riconsegna il 23 luglio il contakm segnava 11.558 km. Dopo varie trasferte su e giù per lo Stivale - World Ducati Week e raduno Bmw di Garmisch compresi - possiamo dire che anche il turismo a lungo raggio è alla portata di una maxinaked come la R1200R. Il cupolino è d'obbligo e la sella è duretta, ma il piacere di guida è assicurato!

In questo test:
Casco Nolan
Giacca Spidi
Guanti Alpinestars
Scarponcini TCX Xcube

Autore: Andrea Farina

Tag: Test , prove


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