Tecnica

pubblicato il 29 giugno 2010

Yamaha prepara il suo cambio a doppia frizione

Un 'dual clutch' ad alberi affiancati anziché concentrici

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Yamaha ha recentemente depositato presso l'ufficio brevetti internazionale disegni tecnici e linee guida del progetto di un cambio a doppia frizione, sulla scia di quanto già fatto da Honda per la sua VFR1200F.

I vantaggi di questa soluzione per la trasmissione risiedono nella velocità della cambiata e nel tempo infinitesimale in cui il cambio passa da una marcia a un'altra, rendendo quasi inavvertibile il momento della variazione di rapporto inserito.

Ciò è possibile grazie alla presenza di due alberi del cambio, uno per le marce pari e uno per le marce dispari, ognuno servito da una frizione dedicata che tiene pre-innestata la marcia successiva, collegandola alla trasmissione finale nel momento in cui viene disinserita la marcia che la precede. Proprio come avviene nella "staffetta", in cui i due corridori si passano il testimone senza interromperne la corsa, con il DCT le due frizioni si "passano" la trasmissione senza soluzione di continuità.

Tutto ciò avviene con una raffinata gestione elettronica che lascia al pilota solo il compito di dare gas e frenare, perché all'ottimizzazione del regime di cambiata pensa il cervellone elettronico secondo mappe preimpostate.

La differenza tra quanto proposto da Honda e quanto proporrà Yamaha risiede nel layout dei due alberi (uno per i rapporti pari e uno per i rapporti dispari): sul DCT Honda essi sono concentrici e presentano le due frizioni con disposizione coassiale sul lato destro, mantenendo in pratica i medesimi ingombri longitudinali del motore, a discapito, per pochi millimetri, di quelli trasversali (il carter frizione è leggermente più esposto).

Il layout progettato da Yamaha vuole sostanzialmente mantenere un'equilibratura maggiore delle masse laterali, presentando le due frizioni ai lati opposti del motore, una sulla destra e una sulla sinistra, dedicate sempre a due alberi del cambio, che però non sono concentrici ma affiancati, quindi più corti ma con maggiore necessità di spazio in senso longitudinale.

I disegni depositati sono relativi ad una Yamaha R1 della precedente generazione, il che lascia intuire che forse la Casa di Iwata intende far debuttare il suo cambio a doppia frizione su una supersportiva, a differenza di quanto fatto da Honda che ha scelto una sport-touring.

Di sicuro per entrambe le case non è, e non sarà, un "esercizio tecnico" per un solo modello, ma il primo tassello di una strategia di prodotto che porterà le soluzioni di cambiata automatica in senso lato su una porzione crescente di modelli in gamma.

Autore: Costantino Paolacci

Tag: Tecnica


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