Curiosità

pubblicato il 9 giugno 2010

Bott M210 Moto2

Una realizzazione spettacolare per la nuova categoria del Motomondiale

Bott M210 Moto2
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Per qualcuno non è una categoria degna di esistere, per altri il fatto che una Moto2 non riesca a replicare i tempi della 250 o della SuperSport è una bestemmia. Di fatto, nonostante il monomotore realizzato e gestito dalla Geo Technology per conto della Honda, qualcosa di molto buono in ambiti tecnici l'ha portato: una ventata di novità in termini di telai, sospensioni, freni, cerchi, serbatoi, scarichi, aerodinamica e chi più ne ha più ne metta. Parole e metodi di lavoro che in 250 erano andati completamente in disuso.

Più simili a delle MotoGP che a delle moto della categoria "di mezzo", di moto nate da questo nuovo modo di concepire un prototipo da corsa ne nascono a getto continuo. Alcune di loro, come nel caso della Bimota HB4, troveranno sul loro cammino anche la via della strada oltre che i cordoli della pista, mentre altre dovrebbero rimanere confinate ad ambiti più corsaioli: una di queste dovrebbe essere proprio la Bott M210, che è in fase di completamento.

Una moto estremamente curata sotto il profilo costruttivo, soprattutto per quanto concerne il telaio che è a traliccio di tubi d'acciaio. Una struttura molto complessa, come da tradizione del costruttore spagnolo verniciata d'arancio, abbinata ad un forcellone estremamente generoso nelle dimensioni e di fattura molto moderna: geometricamente simile a quello della Yamaha M1, in particolar modo nella scelta della capriata rovesciata, il braccio della sospensione posteriore è per stessa ammissione del costruttore uno degli elementi più complessi della M210 e per la sua realizzazione è stata chiamata in causa la sudafricana CRP.

Made in CRP anche il serbatoio del carburante, che si sviluppa anche tra le corte braccia del telaietto posteriore, mentre per quanto riguarda le sospensioni in Butt hanno scelto l'inglese K-Tech sia per la forcella che per il mono posteriore, che viene azionato da un leveraggio progressivo.

Molto piacevoli nel disegno anche i cerchi della OZ Racing, mentre non è ancora chiaro quale sarà l'impianto frenante che sarà utilizzato: la Brembo è già stata protagonista di altri progetti firmati Buttpower ed è probabile che la scelta ricada proprio sui sistemi frenanti dell'azienda lombarda. Sconosciuto, come spesso accade con i prototipi da corsa, il prezzo a cui verrà venduta la M210 ai team che vorranno usarla.

Autore: Redazione

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