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pubblicato il 1 giugno 2010

WSBK 2010, Miller: Biaggi riapre il Campionato

La caduta costa ad Haslam la leadership in classifica. Sfortuna per Checa

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Tutto bello, anzi bellissimo...almeno per Aprilia e Max Biaggi, che sfruttando quel pizzico di "fortuna" che è stampato nel DNA dei grandi campioni è riuscito a trasformare quello che poteva essere un buon risultato in qualcosa da incorniciare e raccontare ai nipotini tra qualche anno. D'altro canto, almeno così narra la saggezza popolare, la fortuna è cieca (non per Carlos, nonostante l'assonanza) ma se ti metti in condizione di farti aiutare quando questa passa, beh, diventa tutto più facile.

COMPITINO BEN FATTO
Una condizione, quella di non farsi cogliere impreparato, che Max si è costruito mettendo assieme un assetto non certamente in grado di reggere il passo della Ducati privata di Checa - e la cosa rimane comunque inspiegabile vista l'evidenza del dislivello tecnico tra una RSV4 Factory ed una Ducati 1098RS... - ma sufficientemente "in forma" per staccare il primo gruppetto di inseguitori: proprio quello che in gara 2 è costato caro a Leon Haslam.

HASLAM FORTUNATO? MA COME...
Un Haslam che, secondo Biaggi, è stato "fortunato" per il secondo posto di Gara1: forse, ma glielo concediamo visto che tra le manche avrà avuto altro da fare, non aveva visto gli highlights della gara precedente, perchè definire fortunata la raffica di sorpassi messa assieme dall'inglese del team Alstare Suzuki fa quantomeno sorridere.

IN UNA STAGIONE CAPITA
Forse il romano si riferiva al fatto che forzando il ritmo c'è il rischio di cadere, proprio come accaduto in gara 2, ma d'altro canto correndo a certi livelli l'errore è dietro l'angolo e nel corso di una stagione così intensa una caduta o una rottura capita e capiterà, bene o male, a tutti. Di fatto, quanto mostrato in pista da Haslam anche questa domenica è da cineteca della SBK: i punti persi con la caduta gli costeranno caro, ma è chiaro e lampante che l'inglese non ha alcuna intenzione di mollare.

E' l'anno di Biaggi, per qualità di pilota, moto e quantità di denaro impegnata nel progetto, ma è anche quello di Haslam e di un team Alstare che può portare a casa il Mondiale a cinque anni di distanza da quello conquistato da Corser nel 2005.

CHECA: DUE PACCHE SULLA SPALLA
Fuori dalla lotta per il campionato, invece, è Carlos Checa. Le due vittorie, forse, gli avrebbero permesso di rimanere agganciato alla vetta ed è un vero peccato che in nessuna delle due manche sia riuscito a portare fino alla bandiera a scacchi la sua 1098RS: i "mi dispiace" di Marinelli ed i complimenti di Dall'Igna servono poco quando la sfiga ti prende in questo modo. Avrà tempo per rifarsi: la Ducati a Misano dovrebbe essere un osso duro per tutti e lui potrebbe essere l'uomo giusto per portarla sul gradino più alto del podio. Sempre che Biaggi, Haslam e...Bayliss siano d'accordo.

SCASSA SUPERSONICO
Rimanendo in casa Ducati, vale la pena sottolineare l'eccezionale prestazione di Scassa. Ad inizio stagione si pensava che la moto non fosse di quelle giuste. Con l'andare delle corse, invece, si sta scoprendo che la sua moto ed i suoi tecnici non hanno poi molto da invidiare a quanto viene dato a Smrz dal team G&B Pata e che lui si è adattato in modo splendido alla guida della bicilindrica di Borgo Panigale. La speranza è quella che continui così: presto per parlare di una ufficiale per lui, ma se qualche team di primo livello avesse iniziato a mettergli gli occhi addosso non ci sarebbe nulla di che stupirsi.

OK LA BMW
Tra le conferme in positivo del weekend vogliamo segnalare il doppio quinto posto di Corser: la S1000RR cresce di gara in gara e certi piazzamenti non stanno arrivando per demeriti degli altri. C'è ancora qualcosa da fare, soprattutto in termini di motore, ma un passo alla volta arriveranno ad essere costantemente competitivi per il podio anche loro. Il 2011, se riusciranno a trovare un pilota giusto da affiancare allo "sviluppatore" Corser, potrebbe essere il loro anno.

MENO OK LA YAMAHA
Tra le conferme non positive, invece, non possiamo evitare di citare il Team Yamaha Sterilgarda: il terzo posto di Crutchlow arriva al termine di un weekend in cui la R1 non ha certamente brillato. La nuova coppia di piloti, purtroppo, non vale uno Spies e c'è da chiedersi se in Yamaha abbiano fatto così bene a portare il Campione del Mondo in MotoGP con tanta celerità: un'altro anno al vertice, visto che la R1 con lui in sella sarebbe certamente davanti, sarebbe stata una piacevole riconferma di leadership tecnologica dopo anni passati a sfiorare titoli con piloti di "tutti i tipi e specie". Un futuro in MotoGP, vedi anche le strategie di sviluppo SBK Suzuki, interessa evidentemente di più di un quasi matematico alloro in SBK.

Autore: Emiliano Perucca Orfei

Tag: Sport


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