Attualità e Mercato

pubblicato il 28 maggio 2010

Un successo la Giornata dell'Autoriduzione del pedaggio

Centinaia di motociclisti ai caselli della protesta

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L'annunciata giornata nazionale dell'autoriduzione del pedaggio autostradale prevista per domenica 16 maggio si è regolarmente svolta ed ha creato qualche grattacapo ai casellanti loro malgrado coinvolti.

L'atto di protesta è stato compiuto in vari caselli da motociclisti singoli e in gruppo. Le azioni più incisive si sono svolte in Lombardia, tra Varese, Gallarate, Bergamo e Brescia, dove gruppi provenienti da varie regioni sono usciti dall'autostrada pagando il 20% del pedaggio effettivamente dovuto e chiedendo ai casellanti il rilascio del "Rapporto di Mancato Pagamento Pedaggio", come previsto dalla Carta dei Servizi. I gruppi si sono poi ritrovati al casello di Dalmine, dove oltre duecento motociclisti hanno impegnato una corsia per più di un'ora per effettuare una nuova autoriduzione.

"Sono ormai vent'anni che, sulle autostrade italiane, i motociclisti sopportano quella che si potrebbe quasi definire una estorsione oppure, per usare termini più gentili, un'appropriazione indebita - afferma Riccardo Forte, Presidente del Coordinamento Motociclisti -. Come si potrebbe altrimenti chiamare la pretesa, caso pressoché unico in Europa, di far pagare un pedaggio identico a quello di lussuose berline e imponenti SUV da pesare in tonnellate, senza però poter contare sugli stessi servizi assicurati a queste categorie di veicoli, a chi usa l'autostrada su un mezzo a due ruote, magari un ormai leggendario "Vespone" la cui massa a pieno carico non arriva a 300 miseri chili? L'attuale, sperequativo, schema tariffario - prosegue il Presidente del C.M. - è stato adottato giusto 20 anni fa, cancellando di colpo quelle ragionevoli differenze esistenti tra moto e auto e infilandole alla rinfusa e contro ogni logica economica e di servizio in un'unica categoria di pedaggio. Durante questo lungo periodo i motociclisti le hanno tentate tutte per ottenere ascolto e attenzione, rivolgendosi a tutti i soggetti istituzionali a vario titolo competenti (Parlamento, Governo, Commissione Europea, Antitrust, eccetera) e promuovendo costantemente l'autoriduzione come civile forma di protesta, senza però riuscire mai ad ottenere risposte che andassero oltre qualche dichiarazione di solidarietà e comprensione. Dopo vent'anni però i motociclisti hanno pensato che la misura potesse ritenersi colma e che fosse giunto il momento di mostrare i denti."

Ora si spera che qualcuno voglia finalmente prendere in considerazione le giuste richieste dei motociclisti e mettere in pratica quei principi di equo trattamento enunciati con enfasi nella Carta dei Servizi delle concessionarie autostradali. Se non sarà così, le azioni di protesta si ripeteranno e saranno via via più decise. Conclude Riccardo Forte: "Potrebbe essere un'estate difficile per le autostrade, quella che si avvicina."

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato


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