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pubblicato il 25 maggio 2010

Yamaha XJ6 - TEST

Quattro cilindri, look piacevole e prezzo sotto ai seimila euro...

Yamaha XJ6 - TEST
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Non è cara, non è difficile e, pur guardando di buon occhio il prezzo di listino, mantiene sostanzialmente invariate tutte le caratteristiche tecniche, estetiche e dinamiche che caratterizzano i prodotti Yamaha di nuova generazione. Anzi, a ben guardare, la Yamaha XJ6 tra le naked della casa di Iwata è stata quella che ha dato il via ad una nuova impostazione stilistica, fatta di linee un po' più tglienti rispetto al passato ma comunque armoniche. Linee che hanno saputo conquistare il pubblico e che, oggi, sono state riprese ed evolute per dare vita alla prima vera rivale della Kawasaki Z750, leader nel mercato delle naked di media cilindrata: la FZ8.

Certo, rispetto alla neo-nata sorella maggiore, i CV a disposizione sono una trentina in meno e le assonanze si limitano, per forza di cose, alle linee: di fatto, però, la XJ6 deve fare un'altro mestiere, rappresentando una proposta pensata per essere una alternativa a Suzuki Gladius e Kawasaki ER-6n con il doppio dei cilindri.

SCELTA DI VITA
Una scelta, quella di mantenere l'architettura quadricilindrica, che risulta coerente con la tradizione del brand (Yamaha la usa anche in MotoGP) e che permette alla naked entry level di Iwata di non portarsi dietro quell'aria di vorrei ma non posso che è tipica, sin dalla prima occhiata, in alcuni prodotti entry level della concorrenza.

DERIVAZIONE SPORTIVA
78 CV a 10.000 giri e coppia massima di 59,7 Nm a 8.500 giri/min, il cuore della XJ6 è un versione rivista e corretta dell'unità a 16 valvole adottata dalle prime generazioni di R6 e poi dalla FZ6. Rispetto a quest'ultima naked, la cavalleria è stata limitata agendo sul sistema di iniezione, sulle testate e sugli alberi a camme, pur mantenendo invariati albero motore e gruppi termici, che vantano alesaggi di 65,5 mm e corse di 44,5 mm, per una cilindrata totale di 599 cc: modifiche che hanno richiesto una completa rivisitazione del gruppo trasmissione, che ora vanta una nuova frizione ed un cambio rivisto nella rapportatura dei sei rapporti.

Tra le particolarità di questa unità motrice si fanno segnalare la centralina elettronica con processore a 32 bit a controllo dell'iniezione elettronica e lo scarico 4-1, che si sviluppa per la quasi totalità sotto al motore.

TUBI D'ACCIAIO
Telaio a diamante formato da tubi d'acciaio con diametro di 31,8 mm e spessore di 2,3 mm, la XJ6 propone un reparto ciclistico in cui anche il motore, imbullonato al telaio in quattro punti per mezzo di supporti rigidi, svolge un ruolo strutturale determinante. Una costruzione moderna, leggera nel look e nel peso, che alla voce sospensioni annovera una forcella "tradizionale" con steli da 41 mm di diametro ed un forcellone il cui movimento è "gestito" da un monoammortizzatore azionato da un leveraggio progressivo con schema Monocross.

MISURE SICURE
Non manca nulla nemmeno in termini di freni: pur essendo una naked entry level i dischi anteriori da 298 mm sono gestiti da pinze a doppio pistoncino, mentre dietro lavora un disco da 245 mm abbinato ad una pinza a pistoncino singolo. 205 kg il peso in ordine di marcia, 1.440 mm il passo, la XJ6 vanta misure vitali a prova di neofita: i 26° di inclinazione del cannotto di sterzo ed i 103,5 mm di avancorsa sono valori pensati per rendere il più stabile e prevedibile possibile il comportamento del veicolo in curva e nei cambi di direzione.

SU STRADA: BUONA POSIZIONE DI GUIDA
E diversamente non poteva essere, perchè in effetti la naked d'accesso alla gamma Yamaha è stata pensata, principalmente, per i neofiti ed il pubblico femminile. Sella bassa (785 mm da terra), comandi estremente morbidi, posizione di guida regolabile nella posizione del manubrio (in due posizioni) ma comunque non troppo caricata in avanti, la XJ6 permette a chiunque di toccare con i piedi a terra, pur senza dover rinunciare ad una sella piuttosto confortevole: merito della conformazione, dell'imbottitura, spessa ma non troppo, ma anche della volumetria esterna del serbatoio che non costringe a stare con le gambe troppo divaricate.

Una posizione di guida che non farà soffrire troppo nemmeno i più alti ma che, soprattutto, permetterà ai più esperti di non rimpiangere la guida delle cilindrate superiori. La sensazione di controllo, infatti, è totale e la reattività che la moto ha nel rispondere ai comandi non è certamente quella che ci si aspetterebbe da una moto di questa categoria.

NON SOLO APERITIVI
Dalla XJ6, infatti, si può ottere anche qualcosa in più della semplice gita al mare, perchè è ben bilanciata, frena bene ed il motore assicura grande divertimento nonostante i soli 78 CV disponibili. Di fatto, forse per via dell'erogazione e del sound molto piacevole, il quattro in linea di Iwata sembra essere più potente del dichiarato e trasmette a terra il suo "potenziale" attraverso un cambio morbido nel comando e preciso negli innesti.

USA IL CAMBIO
Un elemento, il cambio, che si rivela grande alleato nella guida in coppia e quando si vuole fare sul serio in montagna: i bassi regimi non sono morti in assoluto, ma se si uole trovare "quello che serve" è necessario farne ricorso, cercando di mantenere l'ago del contagiri in prossimità dei medi regimi: nel caso in cui ci si faccia la mano e si riesca a stare dietro alle esigenze del motore, ques'ultimo saprà ripagare il plus di lavoro.

Prestazioni interessanti, insomma, che viaggiano di pari passo con un reparto ciclistico più svelto di quello che la scheda tecnica lascerebbe immaginare, pur senza mettere da parte tutti quei valori di sicurezza e sincerità che sono d'obbligo in una moto pensata per il grande pubblico. Merito di una forcella e di un ammortizzatore che, per quanto economici, svolgono discretamente bene il loro lavoro.

ANALOGICO DIGITALE
Bene anche il quadro strumenti: la combinazione tra contagiri analogico e tachimetro digitale è, nonostante le ridotte dimensioni, anche molto leggibile anche ad una rapida occhiata. Non manca nulla: dalla quantità di carburante presente nel serbatoio alla temperatura dell'acqua, la strumentazione della XJ6 è indubbiamente un passo avanti anche rispetto alla FZ6.

DIFETTI? GIRA ALTO
Difetti? Protezione aerodinamica a parte, la quinta e la sesta marcia ci sono sembrate sin troppo corte. A 130 km/h di strumento si viaggia ad 8.000 giri: d'accordo il motore vibra pochissimo ed i consumi si mantengono relativamente bassi, ma il sound è ben presente e qualcuno potrebbe anche non trovare divertente la cosa. Per il resto si tratta di piccolezze trascurabili, in particolar modo per quanto concerne le finiture di alcuni elementi poco in vista.

5.790 EURO, FINO A FINE LUGLIO
Bianca, rossa o nera, Yamaha XJ6 è disponibile presso le concessionarie ufficiali ad un prezzo di 6.490 euro franco concessionario. Prezzo che sino al 31 luglio 2010 sarà scontato incondizionatamente di 700 euro.

Autore: Emiliano Perucca Orfei

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