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pubblicato il 18 maggio 2010

Bimota HB4: cresce la Moto2 riminese

Forte impegno per lo sviluppo della 600 da corsa

Bimota HB4: cresce la Moto2 riminese
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La nascita della classe Moto2 del Motomondiale ha dato lo spunto a molte factory artigianali per la creazione di eccellenti moto da corsa spinte dal "monomotore" Honda 4 cilindri da 600 cc. Tra queste troviamo Bimota, un vero Costruttore che oggi annovera nella sua gamma motocicli alcune tra le più belle moto attualmente commercializzate. La Moto2, per sua stessa natura, sembra pensata per soddisfare la natura di Bimota: motore di un produttore "terzo" e ciclistica riprogettata ad hoc. E' nata così la HB4, quarta creatura della dinastia Honda-Bimota, che è scesa in pista con promettenti risultati fin dal primo appuntamento della Moto2 in Qatar.

Il team spagnolo Stop And Go guidato dal manager Eduardo Perales, vecchia conoscenza del Mondiale 250 e conosciuto per la sua lunga esperienza, ha affidato le due Bimota HB4 al giovane malese Ratthapark Wilairot e al più esperto spagnolo Bernat Martinez. La compagine impegnata nel mondiale è costantemente seguita dagli ingegneri del Reparto Esperienze Bimota, che seguono la messa a punto delle moto direttamente sui circuiti, analizzando le performance e tutti i dati in tempo reale, per intervenire nel più breve tempo possibile sul progetto ottimizzandolo e sviluppandolo.

L'analisi dei tempi, più che la posizione finale in gara, fa ben sperare per le possibilità della HB4 di diventare fra non molto una delle Moto2 più veloci in pista. I piloti Bimota Stop And go sono quasi sempre tra i dieci più veloci e terminano le gare non troppo distanti dal podio. A Jerez il distacco finale dal vincitore è stato di circa 13 secondi e il miglior tempo fatto segnare dal più veloce dei piloti Bimota è stato di 7 decimi più lento rispetto a quello del vittorioso Toni Elias con la Moriwaki gestita dal Gresini Racing Team, un'accoppiata con un "chilometraggio" nel motomondiale decisamente superiore a qualsiasi altro team.

I tecnici Bimota e del team SAG hanno infatti avuto davvero poco tempo per mettere a punto la HB4 prima di scendere in pista per la prima gara del Motomondiale e i promettenti risultati delle prime due gare lasciano intuire un buon potenziale per la bella 4 cilindri italo-giapponese. In sole due gare e pochissimi test la HB4 è già migliorata sotto il profilo aerodinamico e della velocità di percorrenza curva; il prossimo obiettivo è la riduzione del peso, parallelamente al mantenimento del buon equilibrio che la HB4 sta dimostrando, con un occhio di riguardo per l'affidabilità. Motore a parte, sorteggiato tra i partecipanti, finora non è insorto il benché minimo problema strutturale alla moto.

Il desiderio di tutti gli appassionati sarà poi poter vedere un giorno la HB4 su strada, con targa e fari. E' la vocazione di Bimota: creare modelli racing da adattare poi alla produzione in serie. Durante la nostra visita di sabato scorso presso lo stabilimento di via Giaccaglia abbiamo potuto toccare con mano il passato remoto e quello più recente della produzione Bimota: bellissime creazioni che contribuiscono a portare nel mondo l'eccellenza motociclistica italiana, non solo nel design.

Autore: Redazione

Tag: Sport


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