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pubblicato il 17 maggio 2010

WSBK 2010, Kyalami: Aprilia, poteva andare meglio

Alcuni errori in qualifica hanno condizionato la corsa

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Oggi come oggi, visto il clima estremamente positivo e di entusiasmo che abbraccia il team Aprilia Alitalia, può risultare impopolare il solo pensare che a Kyalami siano stati buttati al vento, da parte del team noalese, punti pesanti. Purtroppo, però, ci piace analizzare oggettivamente le cose ed andando a guardare le chart dei tempi - ma la cosa era evidente anche ad occhio nudo - abbiamo notato come a fianco di una velocità massima notevolmente più alta di Ducati e Suzuki (4 km/h su Haslam e 6 su Fabrizio) in entrambe le corse l'Aprilia #3 girasse "in aria libera" con un ottimo passo oltre che con un miglior tempo nello stesso decimo del vincitore.

PUNTI PERSI
Ma allora perchè Max ha raccolto "solamente" 29 punti? In gara 1 perchè ha perso progressivamente contatto con Haslam rimanendo bloccato da Toseland, mentre in gara 2 è stato costretto ad agganciarsi al trenino di Rea ed Haslam senza avere mai la possibilità di andare davanti ad imporre un passo che, con buone probabilità, avrebbe ammazzato la corsa.

PASSO O NON PASSO?
Ok, superare a Kyalami è difficile...soprattutto se non sei un inglese "svalvolato" abituato a mangiare pane e circuiti come Brands Hatch o Cadwell Park...ed è anche vero che superare gente come Toseland in sella ad una R1 ufficiale non è un gioco da ragazzi. Ma è anche vero che Max, e la cosa era evidente nelle inquadrature dall'elicottero, non ha mai cambiato stile di guida, "limitandosi" a guadagnare metri su metri in entrata per pagare poi pegno in uscita di curva anche nei confronti di moto meno "cavallate" come la Suzuki.

PARTIRE PIU' AVANTI SAREBBE SERVITO
Una soluzione, anche se tutta da dimostrare nell'efficacia, poteva essere trovata in una condotta meno conservativa delle qualifiche da parte di pilota e tecnici: nell'ultimo Q, quello decisivo, Max si è ritrovato a lottare con gli altri sette utilizzando gomme da qualifica usate, staccando un tempo che gli avrebbe comunque permesso di passare dal Q2 al Q3. Se si fosse gestito un po' meglio la prima gomma da tempo, utilizzandola anche per l'accesso alla "finale", sarebbe forse partito più avanti ed oggi saremmo qui a parlare di un risultato diverso.

LEON IMPARA PRESTO
Di apprendistato, invece, il weekend di Camier: lui su questa pista non ci ha mai corso, anche se è valido anche per lui il discorso fatto precedentemente per i piloti inglesi. In qualifica ha staccato un tempo in linea a quello di Biaggi, in gara 1 ha corso molto bene liberandosi di "duri" come Crutchlow e Toseland sul finale di gara. Peccato per il ritiro di gara 2, causato da un treno di gomme difettoso.

MAX DIXIT
"E' stata una bella gara nelle posizioni che contano - ha dichiarato Biaggi - con Haslam e Rea abbiamo offerto, credo, un bello spettacolo. Sia dalla seconda che dalla terza posizione ho provato più volte a sorpassare ma qui è veramente difficile, praticamente c'è una sola traiettoria obbligata per tutti. Haslam era molto veloce e ha corso bene, tenendo le sue traiettorie. Ma per me un podio è veramente un bel risultato, questo terzo posto, su un circuito veramente molto molto complicato per noi è da prendere con soddisfazione."

"Alla luce delle due gare - aggiunge Biaggi - possiamo dire di essere usciti bene da una delle trasferte che temevamo di più. Il distacco dalla vetta si muove un po' a elastico ma il campionato è ancora veramente lungo. Credo che possiamo essere soddisfatti di questo weekend in Africa e adesso non vedo l'ora che arrivino le prossime gare per dimostrare il nostro vero potenziale. I ragazzi del team hanno fatto un gran lavoro ma piste come questa fanno emergere la maggior esperienza dei nostri concorrenti, in particolare dobbiamo ancora lavorare sull'accelerazione che ci mette un po' in difficoltà nell'uscita dalle curve medio-lente."

Autore: Redazione

Tag: Sport


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