Attualità e Mercato

pubblicato il 15 maggio 2010

2° Bimota Day: storia e passione d'altri tempi

Passato, presente e futuro nell'azienda riminese

2° Bimota Day: storia e passione d'altri tempi
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Le previsioni lo avevano annunciato, ma nonostante la pioggia battente, l’entusiasmo tra le mura della sede di via Giaccaglia era all’apice. Il 2° Bimota Day, tenutosi oggi a Rimini, ha confermato che alle fondamenta dell’azienda romagnola troneggia ancora la più pura e inviolabile passione. Numerosi i centauri che hanno partecipato allo speciale "porte aperte" (quasi tutti arrivati in auto a causa delle avverse condizioni meteo), molti provenienti da centinaia di chilometri di distanza (Torino, Avellino solo per citarne un paio), sicuramente macinati col sorriso bello stampato in viso al pensiero della full immersion di emozioni che li stava attendendo.

PRIVATI E COLLEZIONISTI, L’ANIMA BIMOTA
Oltre a chi queste moto le costruisce e le tiene in vita ogni giorno – proprio tanti i dipendenti presenti all’evento che hanno passato con noi un loro giorno di riposo – il 2° Bimota Day è stata anche un’occasione per conoscere chi, negli anni, ha contribuito a mantenere viva la leggenda di questa factory. Qui non si parla di "grandi numeri", come spesso accade la concorrenza orientale: alla Bimota sono stati i suoi creatori, i piloti e i privati a crederci al 100%, rendendo grande questa piccola azienda. A ricordarci come sono andate le cose, a testimonianza di un passato denso di conquiste (e di aneddoti) hanno provveduto personaggi come il sig. Ligabue di Correggio (no, non è Liga nazionale… ma quasi!), rappresentante dell’History Racing Yamaha – TZ Club – che ha esposto alcuni modelli storici motorizzati appunto dal Costruttore nipponico (come ad esempio le YB1, YB2 e YB3), oppure ancora, il sig. Piero Caronni, industriale lombardo talmente affezionato al Marchio riminese che, oltre alla sua collezione privata, nel 2002 dopo il fallimento dell’azienda, rilevò tutte le 500 V2 che poi modificò (dall’iniezione di serie adottò due carburatori) e rivendette: "vanno benissimo ora", afferma soddisfatto mostrandoci l’ultimo esemplare del 2004.

MODELLI E PILOTI VINCENTI
Non solo la gamma attuale con le splendide DB6R Delirio, Superlight, DB7 e DB8, ma anche e soprattutto le moto di un tempo, di ogni anno e modello, tutte riunite. Riconoscerle è facile perché in Bimota il nome risulta davvero "un programma": la prima lettera è l’iniziale del produttore del motore - H per Honda, K per Kawasaki, S per Suzuki, Y per Yamaha, D per Ducati, G per Gilera - la seconda lettera è la "B" di Bimota, mentre il numero rappresenta la progressione di modello con motore fornito dal medesimo costruttore (quindi, per esempio, la YB11 è l’undicesima Bimota dotata di motore Yamaha).
Dal primo modelli dei primi anni ’70 (come la HB1 di Luigi Anelli), passando per YB1 (come quella del Mario Lega Campione Italiano 350) del 1974, lo stesso anno che Lega e Giuseppe "Kocis" Elementi arrivarono 1° e 2° al Gran Premio Città di Forlì a Misano. Pensare che da queste moto sono passati piloti leggendari (come Mamola, Ceccotto, Graziano Rossi, Menegaz, Lucchinelli) e che, in varie occasioni, il progetto Bimota è risultato vincente (1980, Jon Ekerold vince il Campionato del Mondo Classe 350, mentre nel 1987 Virginio Ferrari vince il Campionato del Mondo TT F1) fa riflettere su quanto la passione più smisurata possa contare.

UN 2010 PROMETTENTE
Emozionato dalla "giornatona" e dalla visita in fabbrica di Loris Reggiani, il Direttore Generale Bimota, Piero Canale, ci parla fiducioso di questo 2010 (il vero anno della famosa "crisi" sottolinea), un anno partito per loro nel migliore dei modi, non solo per l’ingresso in Moto2 e la creazione del Bimota Factory Club (che vivrà parallelamente al Bimota Club Italia), ma anche grazie alla partnership con Bardhal e la previsione di sviluppare nuovi ed entusiasmanti progetti sempre animati dallo stesso spirito di sempre, ma cercando di coinvolgere sempre più centauri a livello internazionale, come confermato dai buoni riscontri ottenuti da Brasile, Australia, India, ma soprattutto dall’Inghilterra e dalla Germania. Lo spirito con cui affronteranno le sfide future sarà quello di sempre, come sottolinea Canale: "i bimotisti siamo noi, coloro che lavorano in via Giaccaglia, coloro che ci rappresentano sul territorio e tutti quelli che amano il nostro marchio da sempre. Il grazie esce dal cuore di ciascuno di noi che deve congratularsi con il suo vicino, con l’amico con il quale condivide questa stupenda avventura".

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato


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