Test

pubblicato il 30 aprile 2010

Aprilia Dorsoduro Factory - TEST

Tanto carbonio e sospensioni regolabili per la motard di Noale

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A poco meno di due anni dal lancio della versione standard a Noale hanno deciso di ampliare la gamma della Dorsoduro con l'arrivo di una intrigrante versione Factory. Forte degli elementi che hanno reso unica la versione commercializzata sino ad oggi, l'ultimo dei prodotti appartenenti alla dinastia Factory è stato sviluppato attenendosi da un lato ai codici genetici di famiglia e dall'altro mantenendo ben fisso lo sguardo sulla bilancia del prezzo, elemento fondamentale in questo periodo di crisi e di contrazione dei consumi.

TANTO CARBONIO
Un bianciamento che, prodotto alla mano, non ha portato con sé cerchi forgiati, sospensioni Ohlins e qualche cavallino in più nel motore...ma che non ha messo da parte un inedito set di sospensioni regolabili, ad un nuovo impianto frenante Brembo ed una profusione di carbonio che non ha precedenti nemmeno nella gamma di sportive pensate per dare il meglio di sé in pista.

-4 KG
Pista che con la motard di Noale può essere affrontata senza particolari problemi, magari nel contesto della CUP a lei dedicata, ma che non rappresenta l'habitat ideale per apprezzarne al meglio il potenziale: la Dorsoduro Factory, nononstante i 4 kg di peso limati dalla standard (per un totale di 185 kg), è a tutti gli effetti una moto da strada, pensata per regalare grandi soddisfazioni nell'utilizzo quotidiano a 360 gradi.

Una tutto fare dal look stuzzicante e dalle caratteristiche tecniche decisamente allineate al prezzo di listino, che è nettamente inferiore a quello della rivale Ducati Hypermotard. Ma prima di scoprire se e dove sono le migliaia di euro che dividono i due prodotti, cerchiamo di scoprire più da vicino le caratteristiche della Dorsoduro Factory, partendo dal cuore del progetto: il motore bicilindrico.

750 DA 92 CV
749 cc, a v di 90°, il V2 realizzato a Pontedera secondo le indicazioni dei tecnici Aprilia è stato il primo propulsore al mondo ad essere controllato da un acceleratore elettronico Ride by Wire completo. Un motore pensato per rappresentare un connubio tra potenza, ingombri, peso ed elasticità, attorno al quale sviluppare una gamma di prodotti che dopo la capostipite Shiver e Dorsoduro potrebbe presto annoverare anche una moderna rivisitazione della Touareg: iniezione elettronica, raffreddamento a liquido e 92 CV ad 8.750 giri (95 a 9.000 giri la versione Shiver), il motore della Dorsoduro Factory è abbinato ad un cambio a sei rapporti e trasmissione finale a catena.

TELAIO MISTO E SOSPENSIONI REGOLABILI
Nessuna differenza, tra standard e Factory nemmeno a livello di telaio. Certo, il rosso utilizzato per evidenziare il traliccio superiore è di grande effetto e rende ancor più evidente il "tecnicismo" dell'architettura mista, con la zona superiore che si unisce alle piastre in alluminio per mezzo di bulloni d'acciaio.

Davvero ben fatto anche il forcellone posteriore. Completamente diverso da quello di Shiver, che risulta più corto ed arrotondato nelle forme, l'unità adottata da Dorsoduro conserva il classico schema di funzionamento "cantilever", con l'ammortizzatore Sachs regolabile (precarico molla, e nell’idraulica sia in compressione sia in estensione) montato ben in vista sul lato destro.

Rimanendo in ambito di sospensioni, ma passando all'avantreno, la forcella da 43 mm imbrigliata in piastre forgiate della Dorsoduro Factory è simile nella fattura rispetto a quella della versione standard, pur differenziandosi nella possibilità di essere regolata nel precarico molla e nel freno idraulico in estensione e compressione.

PINZE BREMBO
Si differenzia dalla versione "base" anche l'impianto frenante: il pur efficacissimo impianto marchiato Aprilia, infatti, è stato sostituito all'avantreno da un più raffinato sistema Brembo, sviluppato attorno a pinze Brembo radiali e dischi wave flottanti da 320 mm. Stessa tipologia di disco, ma con diametro da 240 mm, al posteriore: in questo caso la pinza è a pistoncino singolo ed è impreziosita, come accade anteriormente, ad una tubazione in treccia metallica di derivazione aeronautica.

Tra gli elementi di spicco, oltre alla nuova carenatura in carbonio, Aprilia Dorsoduro Factory propone il sofisticato cruscotto "Matrix", il manubrio a sezione biconica in alluminio "racing" e la frizione a comando idraulico.

ON THE ROAD
Su strada la nuova Dorsoduro Factory conferma sin dai primi metri di aver centrato la sua missione progettuale, che è quella di rappresentare un oggetto di puro divertimento nell'utilizzo quotidiano. Certo, come tutti gli oggetti tendenti all'estremo, l'ultima delle Factory non offre nulla in termini di protezione aerodinamica o di "facilities" per chi è sotto la media nazionale in termini d'altezza, ma con la sella a 870 mm da terra sarebbe stupido non prendere in considerazione qualche difficoltà al semaforo o nelle manovre da fermo.

Elementi che fanno parte del corredo anche di altre supermoto, in particolar modo di quelle realizzate a Borgo Panigale: prodotti, le Hypermotard 796 e 1100, che guardano dal basso e dall'alto le Dorsoduro ma che a differenza della noalese sono ancor più estremi da utilizzare per via di una posizione di guida molto caricata sull'avantreno. Sulla motard veneta, infatti, ci si siede più "centrali", alla stregua di quanto accade su una più tradizionale naked.

Non si ha, insomma, la sensazione di guidare sulla forcella tipicamente Ducati...ed i termini di confort e di piacere di guida questo elemento rappresenta un punto fondamentale per chi pensa di non limitare l'utilizzo di questa moto alla sola circolazione urbana: con la Dorsoduro, zaino in spalla, si riesce a pensare anche ad una domenica al mare o ad un giro in compagnia tra i tornanti di montagna.

PARCO GIOCHI
Tornanti che con questa versione della Dorsoduro possono essere affrontati con ancor più soddisfazione rispetto a quanto già accadeva con la "standard": la nuova forcella, rivista nella taratura, funziona davvero molto bene così come davvero piacevole è il lavoro della sospensione posteriore, meno secca e più precisa rispetto alle versioni d'accesso. Sospensioni che, nel caso in cui il pilota sia di palato fine, possono essere regolate a piacere per adattare le reazioni del veicolo al proprio stile di guida: volendo c'è da perderci la testa.

Precisa e veloce nello scendere in piega, la Dorsoduro Factory è ben supportata anche dal motore oltre che dalla ciclistica: il bicilindrico ha un bel sound, in particolar modo con le Arrow opzionali, e si "fa usare" senza alcuna esitazione dai 2.000 ai 9.000 giri. Rispetto alle Ducati, visto che le abbiamo già tirate in ballo per la posizione di guida, la sensazione è che il V2 veneto sia nettamente superiore rispetto a quello della Hypermotard 796 pur non riuscendo - ci mancherebbe - a equiparare la forza della Hypermotard 1100 ai regimi medio bassi.

227 km/h
Un gap che in termini di soddisfazione di guida non porta via nulla, anche perchè della Dorsoduro, a sorprendere, non è tanto la prestazione assolta ma l'affiatamento che i tecnici Aprilia sono riusciti ad instaurare tra i vari reparti che la compongono. Di potenza, a dircela tutta, ce n'è già abbastanza ed i 227 km/h incisi nella memoria del computer di bordo di un paio di moto presenti all'evento la dicono lunga.

Estremamente positivo, infine, il comportamento dell'impianto frenante: decisamente potente ma meno brusco rispetto nella fase iniziale rispetto al sistema "Aprilia" adottato nella versione standard. Difficile, davvero, pretendere di più.

CONTAMARCE E RbW...
Tra gli elementi che non ci sono piaciuti, oltre la ovvia mancanza di protezione aerodinamica e la mancanza dell'indicatore del rapporto inserito (perso nel passaggio della piattaforma elettronica da Shiver a Dorsoduro), c'è anche il comando del gas RbW: nonostante la disponibilità di tre differenti mappature non siamo riusciti a trovare una modalità d'uso che ci soddisfacesse del tutto. Una via di mezzo tra il "chiudi" della più brusca Sport e "l'apri" della Touring, come sulla RSV4, sarebbe probabilmente il connubio perfetto.

OK IL PREZZO E' GIUSTO
Aprilia Dorsoduro Factory è disponibile nella sola colorazione "carbonio" ad un prezzo di 9.990 euro.

IN QUESTA PROVA
Casco Casco Dainese
Giacca Giacca Dainese
Guanti Guanti Spidi Penta
Stivali XPD XP7 WRS
Pantaloni Esquad Security Jeans
Paraschiena Dainese Wave 3

Autore: Emiliano Perucca Orfei

Tag: Test


Listino Aprilia Dorsoduro 750 Factory - model year 2012

Dorsoduro 750 Factory
Cilindrata
749.90 cm³
Potenza
67.30 kW / 92.00 CV
Coppia
8.40 kgm / 82.00 Nm
Peso
185.00 kg
Altezza sella
870 mm
Prezzo
10.180,00 €
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