Test

pubblicato il 23 aprile 2010

Triumph Street Triple 675 2010 - TEST

In sella alla pestifera tre cilindri naked inglese

Triumph Street Triple 675 2010 - TEST
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Se le moto andassero acquistate solo basandosi su motivi razionali, in giro dovremmo vedere parecchie Triumph Street Triple 675. La media naked inglese è in vendita ad un prezzo assolutamente concorrenziale e offre contenuti tecnici di primo piano oltre ad una linea molto personale, direttamente "imparentata" con una delle icone del segmento naked, la "sorellona" Speed Triple 1050.

AGGUERRITA CONCORRENZA
Il suo segmento è popolato di tantissime proposte valide e interessanti perché i Costruttori fanno i "numeri" proprio con le naked di media cilindrata. Tra le Case europee sono proposte ad un prezzo simile a quello della Triumph (7.990 Euro la base, 8.990 Euro la R), le bicilindriche Ducati Monster 796, Bmw F800R e Aprilia Shiver 750, mentre i giapponesi puntano tutto sui motori 4 cilindri in linea, con la best-seller Kawasaki Z750, le apprezzatissime Honda Hornet e Suzuki GSR 600, e la neo-arrivata Yamaha FZ8, che nella gamma della Casa di Iwata va a prendere il posto della FZ6.

DERIVAZIONE SUPERSPORT
C’è una cosa che nessuna di queste agguerrite concorrenti può vantare e che invece fa parte del DNA della pestifera Triumph Street Triple: la diretta derivazione da una supersport, non solo a livello di motore. La media naked della Casa inglese infatti può essere considerata a tutti gli effetti una Daytona 675 "spogliata". Ovviamente con tutti gli interventi necessari a renderne il rendimento adeguato al segmento cui è destinata, ma telaio, forcellone, motore, freni e sospensioni, sono quasi integralmente mutuati dalla Triumph più sportiva, soprattutto se consideriamo la versione "R" della Street Triple, in vendita a 1.000 Euro in più della base.

UGUALI MA DIVERSE
Le due versioni della bella Street Triple, standard ed "R", si differenziano per pochi ma fondamentali particolari, quasi tutti tecnici. I più importanti sono freni e sospensioni, che determinano anche piccole variazioni nelle quote della ciclistica. Mentre sulla base i dischi da 308 mm sono morsi da pinze a due pistoncini azionate da una pompa assiale, sulla "R" ci sono pinze radiali a 4 pistoncini con pompa radiale. Identiche di base ma più sofisticate internamente le sospensioni della "R": forcella rovesciata da 41 mm e monoammortizzatore sono sempre Kayaba, ma sul modello più dotato sono pluriregolabili mentre sulla base si può regolare solo il precarico molla del mono. Cambiano di conseguenza le quote geometriche: l’interasse è di 1.390 mm per la standard e di 1.385 mm per la "R", dovuto a una forcella con inclinazione di 23,9° (92 mm l’avancorsa,) contro i 24,3° (avancorsa di 95,3 mm) del modello standard. Infine la Street Triple R vanta un manubrio in alluminio biconico, l’anodizzazione nera della forcella e una sella bicolore con cuciture a vista.

LA NOSTRA "STREET"
Per il nostro test su strada abbiamo avuto a disposizione la Street Triple base nella colorazione ‘scorched yellow’, livrea disponibile in Italia in edizione limitata a meno di 50 esemplari. Erano installati anche alcuni accessori del ricco catalogo Triumph: il manubrio in alluminio, gli specchi retrovisori bassi, gli scarichi Arrow, la luce posteriore con vetro chiaro e la vaschetta olio freno posteriore anodizzata. La Street Triple è davvero una bella moto; sarà per il doppio faro anteriore, marchio di fabbrica delle naked Triumph, o per la linea semplice e aggraziata, ma da qualsiasi angolazione la si guardi ispira sempre grinta ed eleganza. Alcune concorrenti sono più rifinite, altre più aggressive nell’impostazione, altre ancora più ricercate nel design, ma nel complesso la tre cilindri inglese sprizza "sostanza" sotto ogni aspetto, sensazione che prende forma non appena si sale in sella e si avvia il motore…

LARGOOOO….!
Abbiamo scorrazzato in lungo e in largo per Milano e provincia con la "nostra" Street Triple divertendoci come matti. Il motore a 3 cilindri in linea da 675 cc (con distribuzione a 12 valvole e alimentazione a iniezione elettronica) è un fenomeno di regolarità e grinta. Sviluppa una potenza massima di 106 CV a 11.700 giri e una coppia massima di 68 Nm a 9.200 giri, ma grazie alla curva di erogazione molto favorevole, già da meno di 4.000 giri si hanno a disposizione oltre 55 Nm. Ciò significa poter usare le marce alte, dalla quarta in su, anche per muoversi nel traffico intenso, cambiando pochissimo. La scelta dei tecnici Triumph di sfruttare un cambio dai rapporti ravvicinati è infatti azzeccatissima, perché senza riparo aerodinamico raramente si viaggia a lungo ad alta velocità e quindi poter disporre in ogni frangente di una sesta marcia dallo spunto brillante è sicuramente un beneficio per il piacere di guida.

DIVERTIMENTO ASSOLUTO
Sulle strade più tortuose la Street Triple è un osso duro per qualsiasi altra naked, sia a due che a quattro cilindri, anche di cilindrata superiore. L’avantreno è davvero "sotto al naso", il manubrio è largo e abbastanza dritto e le quote geometriche compatte permettono di girare in un fazzoletto. Il motore sempre pronto, dallo spunto sportivissimo e dotato di un cambio dalle marce corte, permette progressioni fulminanti e cambi di ritmo repentini. La maggior parte delle volte non serve scalare per fare i sorpassi e muoversi sulle strade extraurbane allungando tra una curva e l’altra è piacevolissimo. Sull’esemplare del nostro test erano installati gli scarichi Arrow con dB-killer: inutile dire che il sound ne beneficia alla grande! Ci si ritrova a dare e togliere gas, o a parzializzare in rilascio, solo per il gusto di sentire il tre cilindri borbottare ai medi regimi!
La taratura delle sospensioni è ok. Un pilota di circa 75-80 kg non troverà scompensi di alcun tipo, né in accelerazione né in frenata, e anche la guida sportiva è ben supportata, grazie all’affondamento abbastanza controllato della forcella e alla capacità di copiare le imperfezioni del fondo da parte del mono. L’unica cosa che non ci è piaciuta è stato il rendimento dell’impianto frenante anteriore: non è la prima Street Triple che proviamo e ricordavamo un’azione più efficiente. In particolare abbiamo riscontrato un comando spugnoso, che fino a metà corsa della leva rende la frenata poco modulabile; poi la potenza c’è, anche per vere "staccate", ma nell’uso normale può risultare poco efficace.

PESA POCO, SPESA POCA
Un gioco di parole per dire due cose: la Street Triple è una naked piuttosto leggera, sono 189 i kg dichiarati da Triumph in ordine di marcia, ovvero con tutti i liquidi, la batteria e il pieno di benzina (17,4 litri la capacità del serbatoio carburante). Significa una maneggevolezza molto buona, anche nel traffico – dove peraltro sfodera anche un raggio di sterzo molto contenuto – e la possibilità di essere usata senza patemi d’animo anche da chi si fa intimorire dal peso, pensiamo in particolare a chi non è molto alto o alle ragazze. Da questo punto di vista viene in aiuto anche l’altezza della sella, posta a 800 mm da terra (805 mm sulla versione "R"), e il "punto vita" della moto abbastanza stretto, che agevola le manovre da fermo.
Per 7.990 Euro chiavi in mano si acquista una naked molto brillante, con dotazioni di base adeguate alla classe di appartenenza, dal blasone derivante da un marchio storico e quindi con un rapporto qualità/prezzo ma soprattutto prezzo/prestazioni, assolutamente invitante. I colori disponibili sono tre, nero, rosso, bianco, più il giallo in edizione limitata, tutti associati a cerchi ruota neri. E chi vuole arricchirla ha solo l’imbarazzo della scelta; nel catalogo di parti speciali e accessori Triumph c’è davvero un po’ di tutto!

In questo test:
Casco M5X Daytona
Guanti Spidi Sport-1 Coupé
Giacca Dainese 500 GT
Scarponcini Dainese Shift

Autore: Costantino Paolacci

Tag: Test


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