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pubblicato il 20 aprile 2010

Ducati Monster 796 - TEST

Facile ed equilibrata, ecco la nuova media di Borgo Panigale

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Nasce per completare la gamma Monster e offrire, grazie alla motorizzazione intermedia, prestazioni superiori all'entry-level 696, ma con look e allestimento sportivi al pari del 1100. Con 8.990 Euro si entra in possesso di una naked facile da guidare, molto brillante sia nello scatto che in ripresa, ed esteticamente accattivante. Tre i colori base disponibili, a cui si aggiungono i tre "art" 2009 (arancione, lilla e giallo), più altri sette del programma "Logomania".

796... E DUE!
Il motore "796" è la stessa unità da 803 cc già messa a punto per l'Hypermotard e caratterizzato dai carter alleggeriti e da un attento studio della fluidodinamica per ridurre i consumi. Nel caso del Monster, grazie anche al maggiore spazio a disposizione per l'airbox, la potenza cresce a 87 CV a 8.250 giri (sono 81 sulla motard) e la coppia massima a 78 Nm a 6.250 giri. Siamo su valori esattamente intermedi tra quelli del Monster 696 (80 CV e 69 Nm) e del Monster 1100 (95 CV e 103 Nm). Rispetto all'unità da 1.078 cc il Monster 796 rinuncia alla distintiva frizione a secco in favore di una più pratica e morbidissima frizione in bagno d'olio del tipo APTC, caratterizzata da uno sforzo alla leva ridottissimo e dall'azione antisaltellamento, con beneficio anche per la rumorosità meccanica.

ACCIAIO E ALLUMINIO
La ciclistica riprende integralmente la conosciuta struttura composta da telaio misto - traliccio in acciaio più piastre reggisella in alluminio - e monobraccio, proprio come sulla versione 1100 (la 696 ha un forcellone bibraccio). Le sospensioni sono Showa all'anteriore e Sachs al posteriore e prevedono una piccola rinuncia a livello di forcella: l'unità rovesciata da 43 mm è infatti priva di regolazioni, come sul 696, mentre è pluriregolabile sul 1100. Identico, salvo che per le tarature, il monoammortizzatore senza laveraggi, dotato di registro per il precarico molla e per l'idraulica in estensione. Variata anche l'altezza da terra, aumentata di 30 mm, una modifica che rende possibile un angolo di piega di 46° contro i 42° della 696.

RUOTE E FRENI COME IL 1100
Del tutto identico alla versione più equipaggiata invece il reparto ruote e freni. Sui bei cerchi a 5 razze sdoppiate con canale da 3,5" davanti e 5,5" davanti, sono montati pneumatici 120/70-17" e 180/55-17". Tutto Brembo l'impianto frenante, con dischi da 320 mm e 245 mm e pinze anteriori radiali a 4 pistoncini (2 al posteriore). A livello di pompa segnaliamo invece una normale unità assiale al posto della più performante semiradiale del Monster 1100.

PIU' COMODA
Le altre novità interessanti da segnalare sono i ritocchi all'ergonomia. La sella è più in basso di 10 mm, ora a 800 mm in modo da poggiare facilmente i piedi a terra, e il manubrio (biconico in alluminio) è più in alto di 20 mm, per creare una triangolazione con sella e pedane tale da conferire una postura del busto più eretta. Da notare anche le leve di freno e frizione regolabili su 4 posizioni. Riveduta e corretta anche la sella (con eleganti cuciture rosse) in funzione di un maggiore comfort di marcia, stesso motivo per cui sono state realizzate anche delle maniglie optional da fissare al codone in modo da consentire al passeggero di avere un sostegno oltre a... i fianchi del pilota!

LEGGERA E BEN DOTATA
Al pari della sorellina 696 e della sorellona 1100, il nuovo Monster 796 è una moto leggera: il peso dichiarato a secco è di appena 167 kg, anche in questo caso intermedio tra i 169 kg della 1100 e i 161 della 696. Buono come tradizione Ducati il livello delle finiture: la carrozzeria è composta dai gusci copriserbatoio, dal copricodone (di serie), dal piccolo cupolino (di serie) e dal parafango anteriore. Cablaggi e tubazioni sono nascosti e ben fissati e sia gli specchi retrovisori che frecce e portatarga appaiono solidi e scevri da eccessive vibrazioni. Il caratteristico gruppo anteriore a tripla luce rimane uno dei maggiori segni distintivi del Monster di nuova generazione, insieme al doppio scarico conico ai lati del codone. Molto piacevole anche la strumentazione completamente digitale e predisposta per il DDA (Ducati Data Analyzer), visto che è in grado di funzionare anche come cronometro. Immancabile infine la luce posteriore a led, molto luminosa e ben inserita nella linea del posteriore.

INDOLE MONSTER
Su strada il Monster 796 replica l'indole da mangiatornanti di razza della più dotata sorella 1100 ma con un pizzico di facilità in più dovuta al motore di cilindrata inferiore. Fluidissimo nell'erogazione e sempre pronto nella ripresa, anche con le marce alte, sembra più corposo del "gemello" montato sull'Hypermotard, forse per via della migliore "respirazione" che ha portato anche alla crescita della potenza fino a 87 CV. La posizione in sella è confortevole anche se un manubrio ancora più in alto rispetto al "+20 mm" scelto dai tecnici Ducati avrebbe a nostro avviso giovato ancor più alla guida stradale e soprattutto urbana.

FORCELLA TROPPO MORBIDA
Su curve, tornanti ed "esse" il dna Monster emerge chiaramente: l'avantreno è rapido a scendere in piega e l'inversione dell'inclinazione è fluida e naturale, semmai ci ha parzialmente deluso il rendimento della forcella. Ci è parsa troppo morbida, ma soprattutto lenta nella fase di estensione, al punto da far perdere parzialmente il feeling con la ruota anteriore sui fondi meno lisci e regolari. L'impossibilità di regolarla non permette di porvi rimedio e seppure si tratti di un comportamento che emerge solo nella guida più disinvolta, potrebbe dare fastidio a chi un certo tipo di strade le percorre abitualmente. Il mono invece lavora bene e complessivamente l'assetto tende più al morbido che al rigido.

FRIZIONE E FRENI OK
Morbidissima la frizione e, anche grazie alle leve regolabili e alla seduta bassa da terra, il Monster 796 si rivela una moto ideale sia per i neofiti che per i conduttori meno alti o di "mano piccola", con un occhio di riguardo per il pubblico femminile che da sempre vede nel Monster una delle cavalcature di riferimento.
Ottima infine la frenata: le pinze mordono con efficacia i grossi dischi e grazie alla pompa poco aggressiva nell'intervento c'è anche un rassicurante primo tratto di escursione molto ben modulabile. La versione con ABS ha dimostrato tutta la sua validità sui fondi lisci benché sdrucciolevoli mentre sui tratti più dissestati se chiamato in causa con decisione può allungare gli spazi di frenata.

INTERMEDIA IN TUTTO, ANCHE NEL PREZZO
Merita un cenno la protezione aerodinamica offerta dal piccolo cupolino. Fino a velocità extraurbane offre un valido ausilio per "scaricare" la pressione dell'aria dal petto del pilota, ma già a velocità autostradali spalle e casco restano esposte. Non va dimenticato tuttavia che il Monster 796 è definito dalla stessa Ducati "Urban Icon"... Il prezzo è di 1.000 Euro superiore a quello del Monster 696 e di circa 2.200 Euro inferiore a quello del Monster 1100, offerto a 11.200 Euro. Optionale l'ABS: 9.690 euro per la versione con l'antibloccaggio dei freni.

In questo test:
Casco Bell M5X Daytona
Giacca Dainese New Gator
Pants Dainese Gator
Guanti Alpinestars Thunder
Scarponcini TCX< Jupiter

Autore: Andrea Farina

Tag: Test


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