Test

pubblicato il 24 marzo 2010

Yamaha R125 Cup 2010 - TEST

In pista con le versioni standard, Rookie e Open

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L'arrivo della primavera segna per il secondo anno consecutivo l'inizio di un Trofeo estremamente speciale: il R125 Cup. Dopo avervi presentato il nuovo regolamento, che affianca ad una categoria sostanzialmente simile all'unica presente lo scorso anno una più professionale, è venuta l'ora di scendere in pista con la piccola carenata ingegnerizzata in Italia e prodotta negli stabilimenti francesi della Casa nipponica.

DUE STEP DI POTENZA
Tre le moto disponibili, come i gradini di preparazione oggi disponibili: si parte dalla R125 standard, con tanto di specchi e gruppi ottici e si arriva ad una professionale "OPEN", passando per la via di mezzo riservata ai giovani piloti della categoria "Rookie". Diversi, viste le destinazioni d'uso, i livelli di potenza: rispetto ai 15 CV della versione che si può acquistare in concessionaria a 4.190 euro, lo step di preparazione intermedio vanta un picco di potenza prossimo ai 21 CV, mentre nella versione più spinta si può arrivare a sfiorare i 27 CV.

Siamo ben distanti dagli oltre 34 CV delle care e vecchie 125 a 2T che spopolavano negli anni '90 nelle categorie Sport Pro, ma anche i costi di gestione delle R125 Trofeo sono infinitamente lontani rispetto al passato: tanto per fare un esempio, i tecnici Yamaha hanno tenuto a sottolineare che il kit cilindro pistone da 180 cc. messo a punto in collaborazione con Malossi non ha dato alcun problema nel corso della passata stagione, come del resto tutta la meccanica della R125 allestita Trofeo.

27 CV PER LA OPEN
Kit che quest'anno sarà utilizzato sia dalla versione Rookie che dalla OPEN, seppur con alcune differenze: il monocilindrico, quattro valvole, doppio albero a camme in testa, raffreddato a liquido ed alimentato per mezzo di un sistema di alimentazione elettronica, infatti, può utilizzare una testata lucidata nei condotti, un albero a camme più "appuntito" ed una centralina che alza il limitatore di 1.500 giri rispetto alla R125 standard e quella dotata di kit Open. Per entrambe è previsto lo scarico Malossi con fondello in carbonio, mentre il radiatore maggiorato è fornito "di serie" nel solo kit Open: viste le elevate temperature raggiunte lo scorso anno in alcuni kartodromi è possibile montare questo accessorio anche nella Rookie, seppur con sovrapprezzo rispetto a quanto incluso nel pacchetto della categoria Open.

SUPERCORSA OBBLIGATORIE
In termini di ciclistica, ad una Rookie sostanzialmente standard si contrappone una Open che può essere personalizzata attingendo da uno specifico pacchetto sospensioni Malossi: interessante, in particolar modo per i piloti più pesanti, la possibilità di adottare un ammortizzatore posteriore regolabile. Obbligatoria la gommatura 110/70 e 150/60 su cerchi da 17" Pirelli Diablo Supercorsa così come la carenatura in vetroresina, abbinata ad un plexiglass di diverso profilo.

CICLISTICA OVER SIZE
In pista, in particolar modo in un tracciato "vero" come quello di Adria, la differenza prestazionale tra la 125 standard e le moto preparate Trofeo è evidente. I 15 CV di serie fanno il possibile ma non sono davvero sufficienti per mettere in crisi una ciclistica così ben fatta: il telaio Deltabox ed il forcellone con leveraggio progressivo monocross, infatti, sembrano essere sovradimensionati...anche con il plus di CV della Open...con la quale, però, ci si diverte davvero.

La velocità che si può raggiungere al termine del rettifilo (circa 140 km/h di tachimetro) è comunque ridicola rispetto ai 220 km/h con cui si arriva alla prima staccata del tracciato adriese con un 600, ma questo permette di ritardare molto la staccata ed avere molto più tempo per "inventarsi" una linea che permetta di aprire il gas prima dell'avversario, così da poterlo superare nel successivo allungo...sempre che non l'abbiate fatto in staccata.

SI STACCA TARDI
Staccata che può contare sulla forza di un impianto frenante che non ha mostrato alcun segno di cedimento (prestazioni contenute e 138 kg di peso con il pieno di benzina contribuiscono molto...) e sulla bontà delle Diablo Supercorsa, che assicurano un grip davvero micidiale: staccata dopo staccata siamo arrivati a spostare molto oltre i nostri riferimenti iniziali, terminando i turni con l'idea che arrivare alla corda con la leva ancora in mano non solo è possibile ma deve essere un must se si vuole fare la differenza sul giro.

Ovviamente questo comportamento non deve influire sulla traiettoria da percorrere: la combinazione tra frenata e velocità di percorrenza della curva dev'essere totale, perchè si gira davvero veloce ed trovare il limite curva dopo curva può fare la differenza.

MENO SOSTENUTA
La Rookie è un po' meno veloce in rettileo e meno sostenuta di sospensioni in curva: il limite di quest'ultimo elemento lo sentiranno i piloti più pesanti, alla stregua del limite di potenza, che costringerà i piloti a perfezionare ancor più le linee limitando al massimo gli errori in bagarre: ancor più che nella Open, sbagliare una curva può significare ritrovarsi molto indietro.

OBIETTIVO RAGGIUNTO
Sì, visto e considerato che in particolar modo nella Rookie l'obiettivo è quello di prendere per mano giovani ragazzi (e ragazze) e portarli passo dopo passo a ragionare tra i cordoli come dei veri piloti: tutto questo senza lasciare da parte divertimento e lealtà, che sono parte integrante del DNA della R125 Cup.

Autore: Emiliano Perucca Orfei

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