Curiosità

pubblicato il 19 marzo 2010

Yamaha R6 2010 @ Franciacorta: test day

Nel tortuoso è un razzo, sul veloce è molto stabile

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Autodromo di Franciacorta, finalmente. Tra le quattro sportive in prova oggi – Ducati Streetfighter, Mv Agusta F4, Bmw S1000RR e Yamaha R6 – è proprio quest’ultima una di quelle che mi incuriosisce di più.

Direte voi: con tutto quel ben di dio sei attratto da una "banale" R6? Ebbene sì, e vi dico anche perché. L’ultima versione che ho provato seriamente è un modello 2005! Per "seriamente" intendo durante un’intera giornata in pista, quindi con la possibilità di apprezzarne appieno le doti, i pregi, i difetti. Negli anni successivi ho fatto solo brevi ma intensi "assaggi", prima con l’R6 di nuova concezione, poi con la versione aggiornata del 2008. Oggi torniamo in sella per una prova vera, dalla mattina alla sera, con il modello 2010, leggermente modificato nel sistema di scarico – più lungo a livello di silenziatore – ed esteticamente nelle grafiche.

Il peperino Yamaha è quindi "osservato speciale", anche perché la fama di 600 più specialistica del segmento è un biglietto da visita che si è guadagnata sul campo, a suon di vittorie nelle comparative delle testate specializzate internazionali e sui campi di gara nei diversi campionati Super Sport.

Dopo un’intera mattina in sella possiamo dire che l’R6 si conferma animale da pista. Aggredisce le curve del tortuoso autodromo di Franciacorta con la rapidità di un felino: freni, scali, imposti e lei è già alla corda, invitando giro dopo giro a spostare un po’ più in là i propri limiti. Il motore "funziona" sopra i 10.000 giri e fino a 16.000 è una vera furia. Leggera e maneggevole è una vera gioia ma bisogna avere un minimo di esperienza per godersela veramente perché a livello di immediatezza una Honda CBR600RR instaura prima il feeling con il pilota.

Nei prossimi giorni vi proporremo il test completo, rimanete sintonizzati!

[TKS to Prima Guida e Alessandro Cecchi per le foto statiche]

Autore: Costantino Paolacci

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