Test

pubblicato il 19 marzo 2010

Moto Guzzi California Aquila Nera - TEST

Preziosa ma essenziale, "locomotiva" come sempre

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Tra i model year 2010 che la Casa di Mandello propone in allestimento Aquila Nera troviamo anche la possente California, un classico senza tempo della produzione lariana e che in questa versione riscopre la sua anima di moto confortevole ma essenziale, classica nella meccanica ma moderna nelle dotazioni.

La California è certamente la più celebre tra le Moto Guzzi e una delle moto più conosciute e amate al mondo. Nata all’inizio degli anni Settanta per il mercato americano è universalmente apprezzata per la sua immagine di vera custom italiana e per le sue qualità stradali. Fu resa celebre dalla proverbiale affidabilità testimoniata anche dalle referenze della NYPD (New York Police Department) che la utilizzò per oltre un decennio, e per le prestazioni, costantemente incrementate attraverso una continua evoluzione del propulsore che crebbe nella cilindrata da 750, a 850 e poi ancora a 1.000 fino all’attuale 1.100.

Il 2010 porta l’allestimento Aquila Nera, basato sul colore nero opaco - denominato "Coal Black" – applicato sia sulle sovrastrutture - serbatoio, fianchetti e parafanghi - sia sulle superfici del blocco motore. La finitura scura è stata pensata per esaltare il contrasto con le parti in metallo e quelle cromate, il tutto sottolineato dal ritorno del logo storico Moto Guzzi, composto dalla grande aquila dorata che sovrasta il marchio Moto Guzzi.

Nel range dei tre modelli Aquila Nera – Nevada 750, Bellagio 940 e California 1100 – quest’ultima è quella su cui il "lifting" è stato più consistente, poiché ripropone i contenuti tecnici del ricco modello Vintage ma si presenta in una veste più sobria ed essenziale. Del sontuoso allestimento originario mantiene sia le generose pedane sia il lucente maniglione per il passeggero, ma rinuncia ad alcuni accessori quali le protezioni motore, i paragambe, il parabrezza, i fari supplementari e le valigie.

Sotto il profilo tecnico la California si conferma l’unica Moto Guzzi ancora in produzione dotata del celebre correttore di frenata e del glorioso motore ‘big block’ da 1.064 cc (2 valvole e con raffreddamento ad aria), un propulsore senza tempo nella storia della produzione motociclistica mondiale e che, seppure non potentissimo in senso assoluto – 73,4 CV a 6.400 giri e 94 Nm a 5.000 giri - permette alla possente ammiraglia Moto Guzzi accelerazioni molto brillanti e una velocità massima di circa 200 km/h.

Rispetto al propulsore "1200" di più recente progettazione, il 1.064 cc è ancora dotato del cambio a 5 rapporti e della trasmissione finale a cardano di vecchia concezione e non del Ca.r.c. (Cardano Reattivo Compatto), che equipaggia i più recenti modelli a 2 e 4 valvole, tuttavia la California è ancora in grado di farsi apprezzare per le sue doti dinamiche, confortate da una disponibilità di coppia a qualsiasi regime, da una elasticità e regolarità di erogazione esemplare e da un comportamento della ciclistica sincero e prevedibile.

Il merito di tanta "sana" solidità è da attribuire allo stracollaudato schema costruttivo, con motore elemento stressato incastonato in un telaio in tubi di acciaio, unito ad una forcella con steli da 45 mm regolabile e ad un forcellone in acciaio dotato di ammortizzatori anch’essi regolabili.

Interasse lungo (1.560 mm) e forcella "aperta" (inclinazione cannotto di 29° e avancorsa di 116 mm) rendono la guida rotonda e piacevole, rassicurante, anche grazie alla sella bassa (780 mm da terra) e al manubrio ampio che conferisce il massimo controllo sulla mole della moto (251 kg il peso a secco).

A rallentare la corsa della California pensa l’impianto frenante dotato di ripartitore, che contribuisce a mantenere un assetto equilibrato anche agendo su uno solo dei comandi. I dischi anteriori sono da 320 mm, con pinze a 4 pistoncini, e quello posteriore da 282 mm con pinza a 2 pistoncini paralleli. Sui bei cerchi a raggi, da 18" davanti e 17" dietro, sono montati imperituri pneumatici Metzeler Lasertec nelle misure 110/90 e 140/70.

Provata in una bella giornata di sole lungo le vie di Roma, la Guzzi California ci ha ancora una volta mostrato il carattere amichevole di sempre nonostante la sua mole. Non è un problema muoversi nel traffico, nemmeno in quello congestionato, e appena la strada si "apre" ecco che il motore è pronto a spingere con forza. Le curve strette sono digerite con disinvoltura ma è in quelle più ampie, almeno da seconda marcia, che la custom lariana mostra tutta la rotondità di guida che sa regalare.

Il comando del cambio è a bilanciere, cioè si "pesta" sempre, anche per salire di marcia, senza mai mettere il piede sotto: bisogna farci l’abitudine ma diventa intuitivo dopo pochi chilometri grazie al gioco "punta-tacco" che si impara velocemente. Abbiamo trovato invece poco logico il posizionamento della leva del freno posteriore, molto "sopra" l’ampia pedana destra, cosa che ne vanifica in parte l’estensione in lunghezza e quindi il comfort del piede.

I piloti di gamba lunga potrebbero soffrire anche un’eccessivo ingombro delle teste dei cilindri, che infatti sono dotate di paracolpi per evitare dolorosi contatti con le ginocchia. Per il resto l’ergonomia è a prova di globe-trotter e solo l’assenza di un parabrezza riduce il raggio d’azione sulle lunghe distanze, "difetto" facilmente eliminabile attingendo a uno degli schermi offerti come optional.

Il prezzo della California Aquila Nera 2010 è fissato in 13.570 Euro ed è già nei concessionari.

In questo test:
Casco Roof Boxer
Giubbotto A-Pro Breeze
Guanti Alpinestars
Scarponcini TCX Xcube
Paraschiena M-Tech

Autore: Costantino Paolacci

Tag: Test


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