Attualità e Mercato

pubblicato il 18 marzo 2010

Bombardier interessata al marchio Buell

Meglio chiusa che di altre aziende? Strano ma vero.

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Comprendere il motivo per cui Harley Davidson ha scelto di chiudere i battenti di Buell, senza nemmeno prendere in considerazione offerte da parte di possibili acquirenti, è davvero molto difficile.

Una delle possibilità, confermata dalla stessa HD, riguarda il fatto che il brand appartenuto all'omonimo ingegnere americano è sin troppo legato al DNA dell'azienda americana: un valore che non può essere in alcun modo ceduto, anche a fronte di offerte interessanti da parte di aziende che nelle ultime stagioni hanno lavorato fianco a fianco con Buell nelle ultime stagioni.

L'ultima offerta, quella più sostanziosa, è arrivata infatti dalla Bombardier, proprietaria dell'azienda che produce il bicilindrico a V di 72° (erede del V60 Magnesium di Aprilia RSV e Tuono) utilizzato dalle 1125R e CR nelle ultime stagioni: a seguito di un accordo, i vertici dell'azienda canadese farebbero corrispondere una immediata ripartenza della linea di montaggio di East Troy, ad iniziare proprio dalle moto motorizzate con il V2 prodotto dalla controllata Rotax in Austria.

Una soluzione che limiterebbe i danni nei conti Harley Davidson, quantificati in 125 milioni di dollari, e che darebbe nuovo lavoro anche alla Rotax, ritrovatasi improvvisamente orfana dell'unico cliente del suo bicilindrico di grossa cilindrata.

Difficile dire cosa succederà, anche se qualcosa ci dice che tutto rimarrà così com'è: qualche conto in tasca, per quanto fieri dei loro valori, i vertici Harley Davidson se lo saranno anche fatto. E se lo volontà di non vendere è rimasta quella sin dal momento in cui è stata decisa la chiusura, è difficile pensare che vi sia un benchè minimo ripensamento.

Da parte nostra, per il solo fatto di rivedere in concessionaria prodotti così fuori dal coro, ci auguriamo che qualcuno, ai piani alti di Milwaukee, faccia marcia indietro.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato


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