Attualità e Mercato

pubblicato il 21 febbraio 2010

"Sicur-Bike", il cordolo salva motociclisti

Sempre maggiore attenzione per l'arredo stradale

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Vi abbiamo parlato qualche tempo fa della nuova generazione di guard-rail progettati tenendo conto delle esigenze di sicurezza legate ai possibili impatti da parte dei motociclisti. Il tema è sempre di attualità, più per merito delle parti "lese" che delle amministrazioni locali - che sarebbero tenute a tenere in massima considerazione la sicurezza degli utenti della strada -, ma è comunque incoraggiante vedere che da parte delle aziende produttrici degli arredi urbani le proposte non mancano.

E' infatti della bresciana Senini la nuova generazione di "cordoli" per le finiture di marciapiedi e spartitraffico. Si chiama "Sicur-Bike" e risponde alle indicazioni delle principali associazioni Europee di motociclisti e della Commissione Europea per la sicurezza del traffico dei veicoli a due ruote.

La superficie lato strada, inclinata di circa 45°, elimina lo spigolo vivo superiore. Ciò consente di agire, in termini di sicurezza passiva, su due fronti: attenuazione dei rischi di caduta nel caso in cui il veicolo, sbandando, vi vada a impattare con le ruote, e riduzione dei potenziali danni fisici in caso di urto con il corpo del motociclista a seguito di caduta o incidente stradale.

Il tema della sicurezza delle strade per il traffico su due ruote è di scottante attualità e, anche se a piccolissimi passi, cresce la sensibilità per una corretta progettazione dei manufatti che possano incrementarla. Ciò avviene anche grazie all'incessante azione di enti ed associazioni che si propongono di farsi portavoce dei motociclisti.

L’associazione Europea ACEM - European Association of Motorcycle Manufacturers - ha condotto una completa ricerca (3 anni di ricerca, 5 nazioni Italia compresa, 9 partners, 921 casi esaminati) sugli incidenti che in Europa hanno coinvolto moto e scooter in Europa. Ne è scaturito il "Motorcycle Accidents In Depth Study" (MAIDS) dell’aprile 2009, dal quale è emerso che più del 70 % degli incidenti avviene in area urbana, dove le strade sono quasi sempre contornate da marciapiedi rialzati, e che la maggior parte di questi incidenti coinvolge mezzi fino a 50 cc di cilindrata, guidati quindi da giovani e giovanissimi.

L’associazione italiana Coordinamento Motociclisti, in accordo con la Federation of European Motorcyclists Associations (FEMA), ha contribuito alla raccolta di firme per una petizione al Parlamento Europeo nella quale, tra l’altro, chiede che "si definiscano ed applichino norme tese alla tutela e difesa degli utenti delle due ruote in tema di ostacoli fissi (segnaletica, paletti, marciapiedi)", petizione accolta a marzo 2008.

Inoltre la FEMA , sempre con il contributo della Commissione Europea, ha elaborato un rapporto sulla sicurezza delle barriere stradali nel quale raccomanda di "valutare, per ogni strada, il tipo di ciglio più 'amichevole' per i motociclisti (...), compresi i bordi dei marciapiedi", ed ha proposto alcune geometrie di cordolo stradale non pericolose in caso di caduta di un motociclista (descritte nel volume "Final report of the Motorcyclists & Crash Barriers Project" e visibili nella nostra gallery fotografica).

Pochi comuni in Italia stanno adottando questo tipo di infrastrutture, da un lato perché gli amministratori locali sono spesso ancora poco sensibili alle problematiche della sicurezza stradale degli utenti delle due ruote, dall'altro perché un livello di "insicurezza" più alto costa meno alla gestione corrente ma... molto di più in termini di costi sociali.

Autore: Redazione

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