Tecnica

pubblicato il 10 febbraio 2010

Aprilia RSV4 SBK: distribuzione a ingranaggi. Perchè?

Cambiare in vista del regolamento MotoGP 2011?

Aprilia RSV4 SBK: distribuzione a ingranaggi. Perchè?
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La Superbike non cessa mai di stupirci. Alti lai vengono pianti quando qualcuno minaccia di usurpare il diritto di prelazione di Infront verso qualunque forma di derivazione di serie, per contro, quando qualcuno si allontana in maniera, diciamo così, sorprendente, dal pur iperspecialistico modello stradale...tutti zitti.

CAMBIO DI DISTRIBUZIONE
Se a qualcuno fosse sfuggito, ieri, durante la presentazione del team Aprilia Alitalia, qualcuno ha "buttato lì" una notiziola insignificante dal punto di vista tecnico, come il fatto che la RSV4 SBK 2010 avrà comando della distribuzione ad ingranaggi. Avete letto bene: via le due catene, dentro gli ingranaggi, come del resto previsto dal regolamento tecnico Superbike al punto 2.4.8.

Il sistema controllo delle camme deve restare standard, a meno che non ci sia un kit in libera vendita. Come dire: la moto deve essere completamente di serie, neanche un bullone può essere cambiato. A meno che, ovviamente, non ci siano in vendita pezzi aftermarket.

MA PERCHE'?
Lasciamo comunque perdere queste considerazioni, e facciamoci una domanda: perché andare a lavorare su un aspetto – il comando della distribuzione – che non sembra aver causato problemi di affidabilità, che difficilmente è alla base di problemi prestazionali, che, insomma, stava lì bel bello dov’era? La domanda sorge spontanea, come diceva Lubrano. Ma anche la risposta, pensandoci un po’. Ed è una risposta che probabilmente non piacerà per nulla ai ragazzi di Infront.

QUESTIONE DI INGOMBRI...
Ma andiamo con ordine: come abbiamo detto, non è il comando della distribuzione il fattore limitante del regime massimo raggiungibile dalla RSV4. Il responsabile va probabilmente cercato nell’alesaggio, che con i suoi 78 mm è un po’ contenuto rispetto a quel valore – superiore agli 80 – con cui il motore era nato, prima che le considerazioni ciclistiche e di definizione dei condotti d’aspirazione che ci sono state ripetute fino alla nausea all’epoca della presentazione prendessero il sopravvento. Il comando della distribuzione, invece, è responsabile, almeno in parte, degli ingombri del propulsore. Per questioni di efficienza economica, il V4 Aprilia ha bancate e testate identiche: si produce un pezzo unico e lo si monta, girandolo, su entrambe le bancate. Soluzione logica ed efficace, che però ha una conseguenza: due catene della distribuzione sui due lati del motore.

MA E' GIA' COMPATTA DI SUO...
Poco male, direte voi: la RSV4, di suo, è una delle moto più compatte sul mercato, anche grazie al motore, che grazie all’angolo stretto della V arriva a poter essere spostato nel telaio in maniera da variare il posizionamento del suo baricentro di circa il 5%. E’ vero, se parliamo di moto stradali. Ma nel caso dei prototipi, il discorso cambia: su una GP, in caso sia previsto – spesso le moto private non consentono parte di tali regolazioni – il motore può venire montato cambiando il posizionamento del baricentro di oltre quattro volte tanto.

MOTOGP DREAMING
Un momento – mi sembra quasi di sentirvi dire – e cosa c’entrano i prototipi? C’entrano. Per quelli che avessero vissuto sotto un sasso negli ultimi mesi, il ventilato regolamento MotoGP 2011 dovrebbe prevedere la possibilità di correre con motori vagamente derivanti dalla serie. Guarda caso, con un alesaggio massimo vicino a quello con cui era nata la RSV4. Certo, resta il problema dell’aspirazione, anche se forse aggirabile, non dovendo sottostare alle restrizione di un’omologazione stradale.

Allora? Allora ecco la distribuzione ad ingranaggi, che riduce le dimensioni generali del motore – lo spessore rispetto alla catena cala, e in un futuro potrebbe essere adottata su un unico lato del propulsore – per fare, diciamo così, sperimentazione mirata. Volta ad ottenere un motore più compatto, e quindi più adatto all’impiego in una ciclistica prototipale.

SVILUPPO SUL FILO DEL REGOLAMENTO
La Superbike un banco di prova per la MotoGP? Sarebbe ingeneroso per Infront e per il campionato stesso, ma se così fosse - e non ne abbiamo la certezza, ovviamente - allora, che qualcuno corra ai ripari, perchè alla fin dei conti Aprilia non ha fatto nulla di contrario al regolamento: questo, però, potrebbe essere solo l'inizio di uno sviluppo basato sulle pieghe del regolamento (vedi la F1 con la brutta storia del diffusore Brawn GP 2009), del kit creato ad hoc ed all'inevitabile aumento delle prestazioni, dei costi...che come conseguenza ha il calo di spettacolarità ed il conseguente ritiro di costruttori e team.

La soluzione sarebbe semplicemente quella di stendere un regolamento che riavvicini alla serie le moto che corrono in Superbike. Vedrete che così, certe tentazioni non verranno più a nessuno…

Autore: Emiliano Perucca Orfei

Tag: Tecnica


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