Sport

pubblicato il 20 gennaio 2010

Dakar 2010: grande debutto per l'Aprilia

Lopez 3° assoluto, Ceci e Zanotti 1° e 2° della classe "SP 450"

Dakar 2010: grande debutto per l'Aprilia
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C'è stato un momento durante le ultime tappe della Dakar in cui sembrava che Lopez e la sua Aprilia RXV 4.5 potessero addirittura ambire al secondo posto finale, ma poi nelle ultime speciali molto veloci la potenza dei motori Ktm 690, seppure "flangiati", ha avuto la meglio sulla pur brillantissima bicilindrica Aprilia. Poco male, Lopez ha portato a casa un terzo posto assoluto che, al debutto, è come una vittoria.

La tensione alla vigilia dell'ultima tappa era altissima, Lopez era concentratissimo e i meccanici hanno controllato in maniera maniacale tutti i particolari della sua Aprilia RXV 4.5, perché alla Dakar, si sa, le sorprese sono sempre dietro l'angolo. Per fortuna tutto è andato bene e il pilota cileno, terzo assoluto al traguardo di Buenos Aires, ha anche ottenuto il suo miglior risultato di sempre, peraltro con una moto e un team debuttanti alla Dakar, un risultato che, alla vigilia, nessuno si aspettava.

L’Aprilia RXV 4.5 si è dimostrata estremamente competitiva e affidabile e, senza i problemi di consumi nelle prime due tappe e la rottura della catena nella settima, il fortissimo cileno avrebbe certamente potuto ambire a una posizione ancora più prestigiosa. Forse nessuna moto nella storia della Dakar è arrivata tanto in alto alla sua prima partecipazione e Lopez è stato il perfetto interprete del potenziale della 450 Aprilia.

Il successo è stato completato dalla grande gara dei due piloti italiani del Team Giofil, Paolo Ceci e Alex Zanotti, entrambi al traguardo alla loro prima Dakar. Ma quel che rende l'impresa ancora più sensazionale è che il modenese e il sammarinese si sono classificati rispettivamente 1° e 2° nella classe "Super Production 450", oltre che 14° e 18° in classifica assoluta, roba da far invidia ai più esperti piloti di rally estremi.

L’unico rammarico è per il problema tecnico che ha fermato lo spagnolo Gerard Farres; il gregario di Lopez non ha potuto proseguire la maratona perché la riparazione della sua Aprilia richiedeva un intervento non eseguibile sul campo. Un vero peccato perché con un pizzico di fortuna in più il bottino della Casa veneta e del Team Giofil avrebbe potuto essere ancora migliore.

Francisco Lopez: "E’ incredibile, non avrei mai pensato di arrivare così in alto, è la realizzazione di un sogno che coltivavo da tanti anni. Dopo le prime tappe sembrava tutto più difficile, ma poi le cose sono andate sempre meglio. Senza i problemi della benzina e della catena chissà cosa sarebbe successo, ma la Dakar è una gara lunga e difficile e queste sono cose che bisogna mettere in preventivo. E’ impossibile passare due settimane senza il minimo problema. La mia Aprilia è stata eccezionale e tutto il team ha fatto un gran lavoro per mettermi nelle migliori condizioni. Per essere una moto e una squadra al debutto, non potevo chiedere di meglio. Il momento più difficile di questa Dakar è stato nella settima tappa, quando ho rotto la catena, quello più bello, a parte la felicità enorme di essere sul podio, quando ho vinto la tappa in Cile, nella mia terra. Ora si tratta di mettersi subito al lavoro per continuare lo sviluppo della moto ed essere sempre più competitivi, per poter puntare alla vittoria nella prossima Dakar."

Paolo Ceci: "Non sto in me dalla gioia. Pur tra mille problemi quotidiani arrivare in fondo alla mia prima Dakar è una gioia enorme, difficile da esprimere, ancora non ci credo. La gara è stata durissima, più dura di come mi aspettassi. Parlando con i piloti più esperti ho avuto conferma di questo e mi hanno anche detto che ci vogliono almeno cinque Dakar per poter puntare in alto. La strada è lunga, ma l’inizio è stato perfetto."

Alex Zanotti: "La mia gara è cominciata in salita ed è continuata peggio, ma alla fine ce l’ho fatta ad arrivare in fondo. Tutti alla vigilia mi hanno detto che se avessi corso come faccio di solito non l’avrei terminata, per cui mi sono imposto di cambiare strategia e di andare sempre all’80 per cento. La spalla che mi è uscita due volte e gli altri guai fisici non mi hanno aiutato a correrla tranquillamente, ma adesso la soddisfazione è ancora più grande."

Filippo Assirelli, Team Manager: "E’ fatta, vedere concretizzarsi il lavoro tremendo di questi mesi è una soddisfazione che non ha prezzo. Terzi assoluti, primo e secondo di classe, tre moto su quattro arrivate al traguardo, nessuno avrebbe scommesso su un risultato così, neppure io, anche se ero convinto che avremmo potuto dire la nostra. Lopez ha anche vinto tre tappe, solo Coma in questa Dakar ha vinto più di lui. Il potenziale della moto è grande, considerato che siamo appena all’inizio dello sviluppo, ed ora dovremo iniziare subito il lavoro per mettere in pratica quanto appreso da questa durissima Dakar."

Autore: Redazione

Tag: Sport


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