Attualità e Mercato

pubblicato il 19 gennaio 2010

Airbag tunisino per la Dainese: "chiude" Molvena

Lo storico stabilimento vicentino si trasformerà in un polo di progettazione

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Cassa integrazione straordinaria per 120 dipendenti e, fra dodici mesi, mobilità e licenziamento per 80 di questi. Uno scenario apocalittico, soprattutto in quello che è da tutti considerato un feudo del nord-est - Molvena e la provincia di Bassano - ma che presto diventerà realtà proprio per una delle aziende simbolo della sicurezza su strada e del motociclismo su pista: la Dainese.

In realtà, per la celebre azienda del Diavoletto Rosso - proprietaria anche dei marchi Mavet ed AGV - si tratta di una mossa in anticipo rispetto a quello che potrebbe la realtà del prossimo anno, quando la prosecuzione della crisi (-30% il segmento moto) potrebbe davvero mettere in ginocchio l'azienda: era indispensabile guardare avanti, anche sacrificando alcune delle icone che hanno reso celebre il marchio vicentino, come la produzione made in Italy dei capi top di gamma, che sarà completamente spostata in Tunisia.

"Nel 2009 la crisi ha picchiato duro sul settore motociclistico, in particolare sul mercato dei prodotti per moto superiori ai 300 cc – spiega Giuseppe Sforza, segretario regionale della Filcem Cgil, ai microfoni del Corriere del Veneto - e nello stabilimento di Molvena un centinaio di dipendenti ha fatto cassa integrazione ordinaria da marzo a venerdì scorso. Dopo due mesi di trattative abbiamo firmato l’accordo, che di fatto va a cessare la produzione di tute in Italia, eccetto una ristretta nicchia di qualche centinaio di capi. Il piano industriale presentato, comunque, ci sembra valido e l’azienda prevede di mettere in produzione entro fine anno le tute-airbag, ma questo comporterà solo l’assunzione di qualche tecnico. A noi hanno riferito che nel 2009 c’è stato un calo di fatturato del 25%, ma nel 2010 potrebbe andare ancora peggio: siamo molto preoccupati, inutile negarlo."

"Molvena è e resta il cuore della Dainese – precisa l’AD Franco Scanagatta ai microfoni del Corriere del Veneto – anche se il ridisegno organizzativo però, richiede la trasformazione dello stabilimento da sede meramente produttiva a sede di progettazione. L’azienda si vede costretta, suo malgrado, a un intervento di ridimensionamento del personale, che toccherà circa 80 dipendenti: saranno utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali possibili. L’obiettivo resta quello di confermare alla Dainese un ruolo di leader nel settore della ricerca nelle settore protezioni degli sport dinamici."

L'accordo, siglato da Dainese con Cisl e Cgil, metterà a disposizione di ogni dipendente in cassa integrazione la somma di 2.000 euro, da investire in un percorso di riqualificazione professionale.

Autore: Redazione

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