Interviste

pubblicato il 19 gennaio 2010

Dakar 2010: Marc Coma commenta il rally appena concluso

Tanta sfortuna e una penalizzazione eccessiva

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Una Dakar tutta all'attacco ma subito sfortunata quella di Marc Coma. Lo spagnolo vincitore delle edizioni 2006 (ancora in Africa) e 2009 (la prima in Sud America) è stato penalizzato due volte, la prima per un eccesso di velocità e la seconda per un sospetto cambio gomma durante una speciale. E se si aggiunge il pizzico di sfortuna che ha causato un paio di banali problemi tecnici ecco delineato il quadro che ha portato a un "misero" 15° posto finale.

A poche ore dalla fine dell'ultima speciale, durante il trasferimento verso Buenos Aires, una città in delirio per l'arrivo dei piloti, Marc Coma ha avuto molto tempo per riflettere e fare un bilancio della sua Dakar 2010. Ecco le impressioni a caldo.

CAPITOLO CHIUSO
"In questo momento la cosa più importante è chiudere definitivamente questa Dakar. Più ancora che nel senso pratico, in quello mentale - ha dichiarato il campione della Ktm -. Voglio chiudere questo capitolo per essere pronto quanto prima a ricominciare con la preparazione della nuova stagione, della prossima Dakar."

SFORTUNA
"Non è stata una gara sfortunata, no, molto di più: incredibile! - ricorda Coma: - La prima penalità, il problema di carburazione, la caduta di Viladoms, il pneumatico rotto, l’incidente a Luca, la nuova esagerata penalità. Altro che sfortuna, è una serie continua ed incredibile di sfortune, obietivamente davvero troppo!"

IL PERCORSO
"E' stata una bella Dakar, belle piste, bel percorso, grande impegno, piacere di guidare e navigare forte. Bella, la Dakar. Riesco ad essere anche contento per la seconda parte della mia gara, quando tutto ha ripreso a funzionare come doveva e siamo rusciti ad andare avanti, a recuperare, a dimostrare grande competitività. In questa edizione ho vinto quasi la metà delle speciali di tutta la mia carriera alla Dakar. Mi sembra una bella dimostrazione della competitività e del potenziale della nostra squadra e del nostro lavoro."

PENALITA' E RECLAMI
"Ci siamo riuniti alla fine della gara e all’unanimità tutto il team ha deciso di non andare avanti con i ricorsi e gli appelli in tribunale. Per me non è una cosa bella iniziare l’anno e buttare del tempo nelle aule di un tribunale per un giudizio finale che rimetta in discussione tutta la gara e la decida a tavolino. È più ragionevole pensare al futuro, ricominciare al più presto la preparazione per la stagione che arriva e guardare avanti, cercando di dimenticare il più in fretta possibile. Domani prendo il primo aereo per rientrare a Barcellona, voglio ritornare dalla mia famiglia e all’atterraggio voglio aver chiuso completamente con questa Dakar."

IL TEAM
"Il Team 1ForAll Motorsport, la squadra, è stata la mia forza. Posso solo ringraziare tutti quanti, non solo per il gran lavoro che abbiamo fatto prima e durante questa Dakar, ma per la costanza e la determinazione con cui mi hanno sollecitato e spinto in avanti, anche e soprattutto nei momenti più difficili di questa Dakar. È proprio il caso di dirlo: alla Dakar la vera forza è la Squadra!"

L'AVVERSARIO PRINCIPALE
"Sono dispiaciuto per l’animosità che Despres ha messo in mostra in occasione della grossa penalità che mi hanno inflitto. È un atteggiamento che trovo sia andato oltre la filosofia di questa gara ed oltre la normale rivalità che ci ha accomunati in tutti questi anni di corse insieme. La sua corsa è stata egregia, ha amministrato bene senza avere un solo problema. Ed ha vinto lui."

LUCA MANCA
"È stata, ed è ancora la più grande preoccupazione di questa Dakar. I primi giorni dopo l’incidente ho fatto una grande fatica a concentrarmi sulla guida, il mio pensiero era costantemente per lui. Le prime buone notizie mi hanno rincuorato. Sapere che ora va avanti mi rende felice. So che è un cammino ancora difficile, che richiede pazienza ed i suoi tempi, ma gli auguro tutto il bene possibile e di riprendersi molto in fretta. Non sono le penalità o le Dakar perse le cose più importanti. La cosa più importante resta la vita, la buona salute. Forza Luca!"

Autore: Redazione

Tag: Interviste


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